La Uil sospende Veronese da ogni incarico.
Acqua, potere e parole: l’anatema su Veronese e il silenzio che resta
Editoriale di Luigi Palamara
Reggio Calabria 22 giugno 2025. In questa nostra Italia fatta di battaglie di retroguardia e tempeste in un bicchiere d’acqua — mai espressione fu più calzante — anche a Reggio Calabria l’acqua smuove le coscienze più delle correnti ideologiche. È bastato il clamore di un contatore, quello della Sorical sugli edifici pubblici, per far saltare nervi e poltrone, cariche sindacali e forse anche qualche ambizione personale.
Antonio Simone Veronese, professore di educazione fisica prestato alla battaglia civica, ha scelto di saltare sul palco della polemica con l’impeto di chi non teme il ridicolo né il martirio. Un gesto che ha scosso la UIL fino alle fondamenta: la segreteria regionale, come un direttorio ferito nell’orgoglio, ha risposto con la scure, sospendendolo da ogni incarico.
Ma cos’è davvero accaduto? Una denuncia legittima? Un atto d’accusa solitario o un’abile costruzione politica? Le domande si rincorrono per le strade di Reggio come l’acqua che forse, sotto sotto, non tutti volevano vedere scorrere con troppa trasparenza.
Il clamore è durato meno di un minuto, si dice. Ma nella brevità si cela spesso la sostanza. Il vicesindaco Paolo Brunetti annuncia vie legali, Franco Barreca rincara la dose, e intanto la figura del Veronese, che nella narrazione pubblica oscilla tra l’imprudente e il visionario, resta lì, al centro della scena come un moderno Don Chisciotte dell’acquedotto.
Da dove nasce il suo slancio? È frutto di una vocazione etica o del calcolo politico? Oppure, più semplicemente, di quel bisogno atavico di sentirsi protagonisti in una città che spesso dimentica i suoi stessi eroi e santifica i suoi carnefici?
Chi lo ha ispirato? Chi ne ha tratto vantaggio? Chi si prepara a raccoglierne le ceneri, o peggio, l'eredità?
In fondo, questa vicenda, apparentemente minore, è lo specchio di un’Italia minore, dove i conflitti si consumano nell’opacità delle reti idriche e delle ambizioni personali. Dove il sindacato punisce la parola mentre la politica la ignora, e la città resta lì, assetata non solo d’acqua, ma di verità.
Noi, da parte nostra, continueremo a porre domande. Perché spesso sono le domande a svelare più delle risposte.
Luigi Palamara
Di seguito la comunicazione della sospensione del Veronese:
La Uil sospende Veronese Sulla polemica interviene anche la segreteria regionale della Uil.
«Alla luce dei principi statutari che sanciscono l'assoluta indipendenza e considerato che la nostra azione si concentra esclusivamente sul buon andamento della comunità educante e sulla tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola, preso atto delle recenti e reiterate iniziative pubbliche a carattere politico e civico promosse dal prof. Antonio Simone Veronese, dirigente sindacale della nostra organizzazione, comunichiamo la sospensione di quest’ultimo da ogni incarico sindacale, sia a livello regionale che locale».
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