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Promesse a credito e soldi in prestito: la solita campagna all’italiana

Promesse a credito e soldi in prestito: la solita campagna all’italiana.
L'Editoriale di Luigi Palamara


Roberto Occhiuto (candidato del centrodestra?) è già in campagna elettorale. E si vede, si sente, si annusa nell’aria. Sul tavolo c’è il giocattolo dei 300 milioni che Pasquale Tridico (candidato del centrosinistra) ha messo in vetrina per il cosiddetto Reddito di dignità. Un titolo che suona bene, quasi da manifesto civile. Ma appena lo si guarda da vicino, la musica cambia. Secondo Occhiuto, i soldi non ci sono. Punto.

Ora, dire che non ci sono i soldi è la più comoda delle formule: non smentisce nessuno, non impegna nessuno, scarica tutto sulle casse dello Stato, sempre pronte a fare da capro espiatorio. Ma chi fa informazione non può limitarsi a prendere appunti come uno scolaretto diligente. Bisogna scavare, verificare, incalzare. Un politico, soprattutto quando annusa l’odore di urne, non parla: recita. E quando recita, lo fa per sedurre, non per dire la verità.

Qui il punto non è stabilire se i fondi ci siano o meno. Lo capiremo — forse — nei prossimi giorni, se qualcuno avrà la pazienza di guardare i bilanci e le poste finanziarie, anziché le dichiarazioni in piazza. Il punto è un altro: smettere di prendere per oro colato ogni sillaba che un candidato pronuncia con il sorriso sulle labbra e la giacca stirata. Perché le parole della campagna elettorale sono come le bolle di sapone: colorate, attraenti, destinate a scoppiare non appena toccano la realtà.

Orientarsi non sarà facile, certo. Non lo è mai, in un Paese dove la politica vive di promesse non mantenute e di smentite mai ammesse. Ma almeno una bussola resta: la coscienza critica di chi legge, ascolta, vota. A quella ci rivolgiamo. Non vi daremo slogan, ma strumenti. Non vi diremo chi ha ragione, ma vi aiuteremo a capire chi mente meglio.

Perché, ricordatevelo, tra il dire e il fare politico c’è di mezzo non il mare, ma l’abisso della propaganda. E noi non abbiamo alcuna intenzione di caderci dentro.

In fondo, cari lettori, non si tratta di capire se i soldi ci siano davvero o se siano solo fumo negli occhi. Quello lo scopriremo quando le luci della ribalta si spegneranno e i conti dovranno tornare, come sempre, a carico nostro. Si tratta piuttosto di ricordarsi che in campagna elettorale i politici non vendono programmi, ma illusioni. E che il vero lusso, per l’elettore, non è il reddito di dignità, ma la dignità del proprio voto.

Luigi Palamara Tutti i diritti riservati Reggio Calabria 27 agosto 2025

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@luigi.palamara Promesse a credito e soldi in prestito: la solita campagna all’italiana L'Editoriale di Luigi Palamara Roberto Occhiuto (candidato del centrodestra?) è già in campagna elettorale. E si vede, si sente, si annusa nell’aria. Sul tavolo c’è il giocattolo dei 300 milioni che Padquale Tridico (candidato del centrosinistra) ha messo in vetrina per il cosiddetto Reddito di dignità. Un titolo che suona bene, quasi da manifesto civile. Ma appena lo si guarda da vicino, la musica cambia. Secondo Occhiuto, i soldi non ci sono. Punto. Ora, dire che non ci sono i soldi è la più comoda delle formule: non smentisce nessuno, non impegna nessuno, scarica tutto sulle casse dello Stato, sempre pronte a fare da capro espiatorio. Ma chi fa informazione non può limitarsi a prendere appunti come uno scolaretto diligente. Bisogna scavare, verificare, incalzare. Un politico, soprattutto quando annusa l’odore di urne, non parla: recita. E quando recita, lo fa per sedurre, non per dire la verità. Qui il punto non è stabilire se i fondi ci siano o meno. Lo capiremo — forse — nei prossimi giorni, se qualcuno avrà la pazienza di guardare i bilanci e le poste finanziarie, anziché le dichiarazioni in piazza. Il punto è un altro: smettere di prendere per oro colato ogni sillaba che un candidato pronuncia con il sorriso sulle labbra e la giacca stirata. Perché le parole della campagna elettorale sono come le bolle di sapone: colorate, attraenti, destinate a scoppiare non appena toccano la realtà. Orientarsi non sarà facile, certo. Non lo è mai, in un Paese dove la politica vive di promesse non mantenute e di smentite mai ammesse. Ma almeno una bussola resta: la coscienza critica di chi legge, ascolta, vota. A quella ci rivolgiamo. Non vi daremo slogan, ma strumenti. Non vi diremo chi ha ragione, ma vi aiuteremo a capire chi mente meglio. Perché, ricordatevelo, tra il dire e il fare politico c’è di mezzo non il mare, ma l’abisso della propaganda. E noi non abbiamo alcuna intenzione di caderci dentro. In fondo, cari lettori, non si tratta di capire se i soldi ci siano davvero o se siano solo fumo negli occhi. Quello lo scopriremo quando le luci della ribalta si spegneranno e i conti dovranno tornare, come sempre, a carico nostro. Si tratta piuttosto di ricordarsi che in campagna elettorale i politici non vendono programmi, ma illusioni. E che il vero lusso, per l’elettore, non è il reddito di dignità, ma la dignità del proprio voto. Luigi Palamara Tutti i diritti riservati Reggio Calabria 27 agosto 2025 #robertoocchiuto #politica #redditodidignitá #pasqualetridico #calabria ♬ suono originale - Luigi Palamara

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