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“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

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Reggio Calabria. Quando la musica prende possesso di una piazza

Quando la musica prende possesso di una piazza

Reggio Calabria la magia di un momento che azzera le distanze e unisce gli sconosciuti

​In un mondo distratto e pieno di parole inutili, bastano pochi minuti di una melodia sospesa nell'aria della sera per risvegliare l'anima collettiva e regalarci un piccolo, inatteso miracolo di bellezza.

L'Editoriale di Luigi Palamara 

Alcune cose nella vita non hanno bisogno di interpreti. La musica è una di queste. Non chiede il passaporto, non domanda da dove vieni, non si informa su chi hai accanto. Non le interessa se sei allegro o sconfitto, innamorato o disilluso, giovane o già carico di ricordi. Lei arriva. E basta.

Arriva senza bussare, con l’arroganza gentile delle cose vere. Ti entra nel cuore, poi nella testa, poi in quella zona segreta dell’anima dove abbiamo nascosto ciò che non sappiamo più raccontare: un amore, una ferita, un’estate perduta, una speranza che credevamo sepolta. E d’un tratto tutto torna vivo. Tutto torna presente.

È accaduto a Piazza Italia, a Reggio Calabria. Una piazza che, per qualche minuto, ha cessato di essere soltanto un luogo: è diventata un sentimento collettivo. La musica ha abolito le distanze, ha messo insieme sconosciuti, ha trasformato una folla in un solo respiro. Nessuno aveva bisogno di spiegare niente. Nessuno aveva bisogno di parlare. Perché vi sono momenti in cui le parole, povere creature, farebbero soltanto rumore.

E allora ti accorgi che la felicità non è sempre quella grande promessa che inseguiamo invano. Talvolta dura pochi minuti. Il tempo di una melodia, di una nota che si alza nell’aria della sera, di uno sguardo incrociato tra persone che non si conoscono e tuttavia, in quell’istante, si comprendono.

Poi la musica finisce. La piazza ritorna piazza. Ognuno riprende la propria strada, i propri affanni, le proprie solitudini. Ma qualcosa resta. Una scheggia di bellezza. La prova, breve e incontestabile, che siamo ancora capaci di emozionarci.

E in tempi così rumorosi, così pieni di parole inutili e di cuori distratti, non è poco.

È quasi un miracolo.

Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno 

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@luigi.palamara Quando la musica prende possesso di una piazza Reggio Calabria la magia di un momento che azzera le distanze e unisce gli sconosciuti ​In un mondo distratto e pieno di parole inutili, bastano pochi minuti di una melodia sospesa nell'aria della sera per risvegliare l'anima collettiva e regalarci un piccolo, inatteso miracolo di bellezza. L'Editoriale di Luigi Palamara  Alcune cose nella vita non hanno bisogno di interpreti. La musica è una di queste. Non chiede il passaporto, non domanda da dove vieni, non si informa su chi hai accanto. Non le interessa se sei allegro o sconfitto, innamorato o disilluso, giovane o già carico di ricordi. Lei arriva. E basta. Arriva senza bussare, con l’arroganza gentile delle cose vere. Ti entra nel cuore, poi nella testa, poi in quella zona segreta dell’anima dove abbiamo nascosto ciò che non sappiamo più raccontare: un amore, una ferita, un’estate perduta, una speranza che credevamo sepolta. E d’un tratto tutto torna vivo. Tutto torna presente. È accaduto a Piazza Italia, a Reggio Calabria. Una piazza che, per qualche minuto, ha cessato di essere soltanto un luogo: è diventata un sentimento collettivo. La musica ha abolito le distanze, ha messo insieme sconosciuti, ha trasformato una folla in un solo respiro. Nessuno aveva bisogno di spiegare niente. Nessuno aveva bisogno di parlare. Perché vi sono momenti in cui le parole, povere creature, farebbero soltanto rumore. E allora ti accorgi che la felicità non è sempre quella grande promessa che inseguiamo invano. Talvolta dura pochi minuti. Il tempo di una melodia, di una nota che si alza nell’aria della sera, di uno sguardo incrociato tra persone che non si conoscono e tuttavia, in quell’istante, si comprendono. Poi la musica finisce. La piazza ritorna piazza. Ognuno riprende la propria strada, i propri affanni, le proprie solitudini. Ma qualcosa resta. Una scheggia di bellezza. La prova, breve e incontestabile, che siamo ancora capaci di emozionarci. E in tempi così rumorosi, così pieni di parole inutili e di cuori distratti, non è poco. È quasi un miracolo. Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno  #musica #piazzaitalia #reggiocalabria #editoriale #luigipalamara ♬ audio originale - Luigi Palamara

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