CartaStraccia.News: il coraggio di chiamarsi per nome
Un logo, quando è riuscito, non spiega: confessa.
Quello di CartaStraccia.News non fa il furbo. Non indossa frac grafici, non si profuma di modernità comprata al chilo, non pretende di essere ciò che non è. Sta lì, semplice. Quasi povero. Quasi disarmante. E proprio per questo dice molto più di tanti stemmi editoriali gonfi, lucidi, arroganti, costruiti per sembrare importanti e finiti per non significare nulla.
Due punti. E basta.
Due punti come il tema e lo svolgimento. Come il banco di scuola, il foglio protocollo, la penna che corre, il professore che passa tra i banchi e tu che devi mettere ordine nelle idee. Gli editoriali di Luigi Palamara nascono così: non dal capriccio, non dalla posa, non dalla smania di piacere. Nascono da un tema. Da una consegna. Da una domanda che pretende risposta. Due ore di tempo, come allora. E poi il compito è fatto. Bene o male, ma fatto. Con la responsabilità di chi firma.
C’è poi quel triangolo rosso. Un piccolo segnalibro. Un angolo piegato. Chi è stato studente negli anni Settanta lo sa: non servivano applicazioni, algoritmi, notifiche. Bastava piegare il foglio per dire: qui c’è qualcosa da ricordare. Qui bisogna tornare. Qui il pensiero ha lasciato una traccia.
Ecco, quel triangolo è una dichiarazione di guerra contro la smemoratezza contemporanea. Contro il giornalismo usa e getta. Contro la parola buttata nel frullatore dell’attualità e dimenticata cinque minuti dopo.
Poi ci sono le due linee: una corta, una lunga. La misura. Parola antica, quasi sospetta in un tempo che premia l’urlo, l’eccesso, la caricatura. Misura nei contenuti, certo. Ma anche nella vita. Sapere quando parlare e quando tacere. Quando affondare e quando fermarsi. Quando una frase deve essere lama e quando deve diventare carezza.
Infine la forma del foglio, quasi un fumetto. Anche qui, gli anni Settanta tornano. Non come nostalgia da salotto, ma come memoria viva: la voglia di parlare, di discutere, di litigare perfino. Ma soprattutto di ascoltare. Perché il vero scandalo, oggi, non è che tutti parlino. È che quasi nessuno ascolti.
CartaStraccia.News porta già nel nome una provocazione. Carta straccia: cioè ciò che si butta. Ciò che non vale. Ciò che il potere vorrebbe accartocciare e gettare nel cestino.
Ma spesso è proprio nella carta straccia che resta la verità. Nei margini. Nei fogli piegati. Nelle righe non allineate. Nelle parole che non chiedono permesso.
Per questo bisogna leggerlo. Non per abitudine, che è la morte civile del lettore. Non per simpatia, che è una forma minore di pigrizia. Ma per scelta.
Perché scegliere cosa leggere è ancora uno degli ultimi atti di libertà.
Questo è!!! Sic et simpliciter.
CartaStraccia.News
Nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno di Roccaforte del Greco detto L'Arciere
@luigi.palamara Oltre la divisa e le provocazioni: il valore quotidiano di un'istituzione che è sinonimo di casa e dovere I Carabinieri e quella fedeltà silenziosa che difende l'Italia Tra sacrifici, caserme di provincia e il coraggio di esserci quando la notte fa paura. Perché essere fratelli in uniforme, oggi, è una forma di eroismo che non cerca applausi, ma risponde sempre. L'Editoriale di Luigi Palamara  I Carabinieri non sono soltanto una divisa. Sarebbe troppo poco, e sarebbe anche ingiusto. Sono una soglia che si attraversa quando si ha paura. Sono il passo fermo nella strada buia, la macchina ferma sotto casa, la voce che risponde quando dall’altra parte del telefono c’è qualcuno che trema. Sono casa, appunto. E la casa, in Italia, non è mai soltanto un tetto. È memoria, disciplina, sacrificio. È quella parola antica che oggi molti pronunciano con imbarazzo: Patria. Puoi insultarli, provocarli, minacciarli. Puoi sputare contro la divisa, credendo di colpire l’uomo che la indossa. Ma quella divisa ha visto passare guerre, terrorismo, terremoti, paesi spezzati e famiglie salvate. Ha raccolto lacrime e rabbia, silenzi e richieste d’aiuto. Ha conosciuto la solitudine delle caserme di provincia e il sangue versato nelle strade. Loro restano lì. Non perché siano perfetti. Nessuna istituzione umana lo è. Ma perché incarnano qualcosa che precede e supera il singolo uomo: il dovere. E il dovere, in tempi di urla facili e coraggio da tastiera, è quasi una forma di eroismo. Non fa rumore. Non cerca applausi. Non chiede permesso. Si presenta. I Carabinieri sono i nostri fratelli in uniforme. Non fratelli retorici, da cerimonia ufficiale, ma fratelli veri: quelli che arrivano quando la porta è stata forzata, quando una madre non trova più il figlio, quando un anziano è solo, quando la notte diventa minaccia. Questo video non stupisce. Conferma. Conferma che l’Italia, sotto la polvere delle sue polemiche e delle sue miserie quotidiane, possiede ancora nervi saldi e mani pulite. Conferma che esiste una fedeltà silenziosa, più forte dell’offesa e più alta della paura. Semper fidelis. Sempre fedeli. All’Italia. Alla gente. A noi. Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno di Roccaforte del detto L'Arciere #carabinieri #arma #semperfidelis #editoriale #luigipalamara ♬ audio originale - Luigi Palamara
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