Il Tribunale di Catanzaro ha condannato alcuni ex amministratori e componenti del collegio sindacale della Sogas, la società che gestiva l’aeroporto di Reggio Calabria, al risarcimento in solido di 12,3 milioni di euro in favore della curatela fallimentare, oltre agli interessi legali.
La decisione è stata emessa dalla sezione specializzata in materia d’impresa, presieduta dalla giudice Adele Ferraro, nell’ambito dell’azione promossa dalla curatrice fallimentare Maria Martino. Il Fallimento Sogas è stato assistito dall’avvocato Donato Patera.
Secondo la ricostruzione accolta dal Tribunale, la curatela ha dimostrato l’esistenza di gravi condotte di mala gestio da parte degli amministratori. La situazione di crisi finanziaria della società sarebbe risultata evidente già dal 2011, ma sarebbe stata rappresentata nei bilanci in modo non veritiero, anche attraverso la sopravvalutazione dei crediti e la mancata costituzione di adeguati fondi rischi.
La prosecuzione dell’attività nonostante la perdita del capitale sociale avrebbe contribuito ad aggravare il dissesto fino alla dichiarazione di fallimento, intervenuta, secondo quanto ricostruito nella sentenza, con cinque anni di ritardo.
Agli amministratori è stato inoltre contestato di non avere dato seguito alle raccomandazioni e alle segnalazioni formulate dal collegio sindacale.
Il Tribunale ha riconosciuto profili di responsabilità anche a carico di alcuni componenti dello stesso organo di controllo. Secondo la decisione, i sindaci non avrebbero esercitato adeguatamente i poteri e i doveri attribuiti loro dalla legge, limitandosi a richiedere chiarimenti al consiglio di amministrazione senza pretendere l’adozione delle necessarie misure correttive.
Sono stati condannati in solido l’ex presidente del consiglio di amministrazione Carlo Alberto Porcino e gli ex consiglieri Vincenzo Calarco, Antonio Barrile, Luca Maio, Tommaso Cotronei e Domenica Catalfamo.
Profili di responsabilità sono stati riconosciuti anche nei confronti degli ex componenti del collegio sindacale Domenico Pensabene, Giorgio Chiaula, Renato Antonelli e Antonio Parente.
Per Renato Antonelli e Antonio Parente, entrambi deceduti, la posizione processuale e gli eventuali obblighi risarcitori riguardano gli eredi secondo le regole successorie e nei limiti previsti dalla legge.
Redazione CartaStraccia.New
0 Commenti
LASCIA IL TUO COMMENTO. La tua opinione è importante.