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Alla fine vince Roscioli. Ma il nome che resta è Francesco

Alla fine vince Roscioli. Ma il nome che resta è Francesco

Vince Roscioli, ma il vero banco di prova lo supera Cannizzaro

Il voto suppletivo a Reggio Calabria.

Il successo del candidato del centrodestra conferma la tenuta del metodo e della rete territoriale del sindaco. Battuta la strategia della protesta e della provocazione. Per Cannizzaro si apre ora la sfida più difficile: trasformare la fiducia in risultati concreti per la città.

L'Editoriale di Luigi Palamara 

Alla fine vince Fabio Roscioli.

E questa, naturalmente, è la notizia.

Ma non è tutta la storia.

Frank Benedetto si è difeso. Ha combattuto la sua battaglia, ha raccolto attorno a sé il campo largo e ha provato fino all'ultimo a trasformare questa suppletiva in qualcosa di diverso da ciò che il centrodestra voleva che fosse.

Non è bastato.

Domenico Giannetta, invece, aveva scelto un'altra strada. Quella della rottura, del nuovo vessillo, dell'esperimento di Futuro Nazionale. Un moderato per storia politica finito dentro una battaglia costruita soprattutto sul linguaggio della contestazione e sulla figura di Roberto Vannacci.

E le urne, adesso, hanno pronunciato la loro sentenza politica.

Senza appello, perché in democrazia l'appello arriva soltanto alle elezioni successive.

Si era raccontato che bastasse gridare più forte.

Che bastasse presentarsi come l'uomo contro tutti.

Che bastasse trasformare ogni piazza in un ring, ogni differenza in una provocazione e ogni provocazione in consenso.

Non è così.

La politica non è il teatro permanente dell'indignazione.

Può esserlo per un giorno. Può esserlo per una campagna elettorale. Può perfino regalare titoli, fotografie, applausi e quella piccola corte che circonda sempre chi promette di mandare tutto all'aria.

Poi arrivano le urne.

E le urne hanno un difetto terribile per chi vive di rumore: non ascoltano il volume della voce.

Contano.

Questa volta hanno contato anche il peso di un metodo.

Ed è qui che bisogna pronunciare il nome che attraversa davvero questa elezione: Francesco Cannizzaro.

Roscioli vince il seggio lasciato libero da Cannizzaro quando quest'ultimo, eletto sindaco di Reggio Calabria al primo turno nel maggio scorso, ha lasciato Montecitorio.

Ma politicamente questa consultazione dice qualcosa di più.

Dice che il sistema di relazioni, presenza sul territorio e organizzazione costruito intorno a Cannizzaro ha retto anche davanti al primo vero test successivo alla sua elezione a Palazzo San Giorgio.

E allora bisogna avere il coraggio di leggere il risultato per quello che rappresenta.

Perché Francesco non è arrivato sulla scena reggina chiedendo alla città di aspettarlo.

Ha corso.

Ha occupato politicamente ogni centimetro che gli veniva concesso.

Ha imposto un ritmo.

Ha trasformato la presenza in un metodo e il metodo in una cifra politica.

Domenica compresa.

Questo è forse il tratto che più di ogni altro distingue la sua stagione: l'idea quasi elementare, e proprio per questo sorprendentemente rara, che la politica sia un lavoro quotidiano.

Non un titolo.

Non una fotografia.

Non un privilegio da esibire.

Un lavoro.

La mattina, la sera, nei ministeri, nelle periferie, nei quartieri, nei rapporti con Roma, nelle trattative che nessuno vede e nei problemi che invece vedono tutti.

Ai reggini Cannizzaro ha consegnato un'ambizione enorme: quella di essere ricordato, alla fine della propria esperienza, come il miglior sindaco di sempre.

È una frase che pesa.

E naturalmente saranno il tempo, i risultati e la città a stabilire quale posto gli spetterà nella storia di Reggio.

Ma una cosa si può già dire osservando il dato politico: la strada che ha scelto è riconoscibile e una parte consistente dell'elettorato continua a seguirla.

Per decenni Reggio ha aspettato che qualcuno provasse almeno a sostituire alla politica delle recriminazioni la politica del fare; all'attesa la velocità; all'alibi la responsabilità.

I sostenitori di Cannizzaro vedono in lui precisamente questo: il politico che la città aspettava da troppo tempo.

Un uomo che non ha paura di mettere la faccia davanti alle proprie scelte.

E questa volta quella faccia l'ha messa anche sulla candidatura di Fabio Roscioli.

Il risultato gli consegna quindi una responsabilità ancora maggiore.

Perché vincere una volta può essere un episodio.

Vincere ancora, dopo essersi esposti personalmente, comincia a diventare un metodo.

E il metodo, in politica, vale più di cento proclami.

Dall'altra parte resta una domanda.

Quanto può durare una politica fondata quasi esclusivamente sulla protesta?

Quanto consenso può produrre il gusto della provocazione prima che l'elettore chieda inevitabilmente: bene, e adesso che cosa costruisci?

È il limite che questa consultazione sembra consegnare soprattutto al progetto di Futuro Nazionale.

La contestazione può essere un carburante.

Non sempre è un motore.

E Reggio, questa volta, ha preferito il motore.

Ha scelto l'organizzazione invece dell'improvvisazione.

Il metodo invece della posa.

Il lavoro invece della rappresentazione permanente del conflitto.

Non significa che tutto vada bene.

Non significa che i problemi siano scomparsi.

Reggio Calabria e la sua Città Metropolitana hanno ancora davanti questioni enormi, e sarebbe ridicolo trasformare una suppletiva in un certificato di perfezione.

Significa un'altra cosa.

Significa che gli elettori hanno dato un'indicazione politica.

Chi pensava che bastasse arrivare, alzare il tono e cavalcare la rabbia scopre oggi che il cambiamento non è una parola magica.

La politica ha memoria.

Ha radici.

Ha organizzazione.

Ha uomini e donne che lavorano quando le telecamere se ne sono già andate.

E soprattutto ha bisogno di una cosa semplicissima: credibilità.

Francesco Cannizzaro ci ha messo la faccia.

Ancora una volta.

E ancora una volta il suo campo politico ne esce rafforzato.

Adesso per lui viene la parte più difficile.

Dimostrare che quella fiducia non era soltanto elettorale.

Trasformarla in città.

In opere.

In servizi.

In occasioni.

In orgoglio.

Perché voler essere ricordato come il miglior sindaco di sempre è un'ambizione.

Diventarlo è tutta un'altra storia.

Ma dopo questo voto una cosa è certa: quella storia Francesco Cannizzaro ha intenzione di scriverla fino in fondo.

E Reggio, almeno per ora, continua a leggere.

Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno di Roccaforte del Greco detto L'Arciere 


Con la conclusione dello scrutinio sono stati resi noti sulla piattaforma Eligendo i dati definitivi delle elezioni suppletive della Camera dei Deputati nel collegio di Reggio Calabria U05. Il candidato del centrodestra Fabio Roscioli, sostenuto dalla coalizione formata da Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia-PPE, Noi Moderati e Unione di Centro, si è aggiudicato il seggio conquistando 38.359 voti, pari al 51,02% delle preferenze.

Al secondo posto si è attestato Francesco Antonio Benedetto, detto Frank, candidato dell'alleanza composta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista, con 27.511 voti (36,59%).

Seguono Domenico Giannetta della lista Futuro Nazionale con Vannacci, che ha ottenuto 8.226 voti (10,94%), e Francesco Toscano per DSP-Democrazia Sovrana Popolare, fermatosi a 1.085 voti (1,44%).

La consultazione elettorale, nelle 487 sezioni, ha fatto registrare un'affluenza del 22,34%, con 77.165 votanti su un totale di 345.486 elettori aventi diritto. I voti validi complessi ammontano a 75.181, a fronte di 1.387 schede nulle, 596 schede bianche e una sola scheda contestata.

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