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Patto dello Stretto: 100 milioni di euro per l'investimento strategico tra Reggio Calabria e Messina.

Patto dello Stretto: 100 milioni di euro per l'investimento strategico tra Reggio Calabria e Messina.

Reggio Calabria-Messina, nasce il patto dello Stretto: porto, crociere, aeroporto e mobilità al centro della strategia comune

La conferenza stampa del 5 ottobre 2026 a Palazzo Alvaro rilancia il progetto dell’Area integrata dello Stretto.

Cannizzaro: «Non vogliamo più limitarci a raccontarla, vogliamo realizzarla». Rizzo punta su investimenti, crocierismo e servizi. Basile: «Reggio e Messina devono ragionare come un’unica area metropolitana del Mediterraneo».

La conferenza stampa ha messo al centro della strategia comune un imponente investimento di 100 milioni di euro destinato alla riqualificazione del porto di Reggio Calabria e allo sviluppo delle infrastrutture territoriali. L'obiettivo primario, sottolineato dai rappresentanti istituzionali, è trasformare rapidamente queste risorse in cantieri concreti per dare vita a un sistema territoriale integrato, competitivo e turisticamente attrattivo per l'intero bacino del Mediterraneo.

L'Editoriale di Luigi Palamara 

Dalla riqualificazione del porto di Reggio Calabria ai nuovi collegamenti con Messina, passando per crociere, diportismo, aeroporto, waterfront e infrastrutture. La conferenza stampa di Palazzo Alvaro ha messo sul tavolo una strategia che punta a trasformare lo Stretto in un sistema territoriale integrato e competitivo.

REGGIO CALABRIA – Non soltanto il futuro del porto di Reggio Calabria, ma una vera e propria strategia comune tra le due sponde dello Stretto. La conferenza stampa del 5 ottobre 2026 a Palazzo Alvaro ha assunto fin dalle prime battute il carattere di un incontro politico e operativo, con l’obiettivo di mettere insieme portualità, turismo, crociere, mobilità, aeroporto, waterfront e sviluppo economico.

A introdurre i lavori è stato Federico Lamberti Castronuovo, che ha richiamato il percorso avviato nei mesi precedenti e il messaggio lanciato già l’11 agosto: costruire finalmente una vera Area integrata dello Stretto.

Sul tavolo, gli interventi di Francesco Cannizzaro, del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto Francesco Rizzo e del sindaco di Messina Federico Basile.

Cannizzaro: «L’Area integrata dello Stretto deve diventare realtà»

È stato Francesco Cannizzaro a imprimere alla conferenza il taglio politico più netto.

Il suo messaggio è stato chiaro: l’Area dello Stretto è stata raccontata per troppi anni, ma adesso occorre passare ai fatti.

«Nel passato si è parlato tanto di Area integrata dello Stretto, di biglietti, cultura, scambi e servizi comuni. Noi vogliamo trasformare tutto questo in atti concreti».

Cannizzaro ha sottolineato il valore istituzionale della presenza di Federico Basile a Reggio Calabria, leggendo l’incontro come un passaggio simbolico ma soprattutto operativo.

L’idea è che Reggio e Messina non debbano più muoversi come due realtà separate, ma come due città metropolitane capaci di condividere obiettivi, strategie e servizi.

Non soltanto i sindaci, dunque. Nella visione illustrata durante la conferenza dovranno dialogare anche giunte, consigli comunali, dirigenti, associazioni di categoria, camere di commercio e operatori economici.

«Rizzo è il ponte tra le due sponde»

Un passaggio importante dell’intervento di Cannizzaro è stato dedicato al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto Francesco Rizzo.

Il ruolo dell’Autorità è centrale proprio perché opera su entrambe le sponde.

«Francesco Rizzo diventa quasi naturalmente il ponte tra le due sponde».

Cannizzaro ha ringraziato il presidente e tutta la struttura tecnica e amministrativa dell’Autorità per il lavoro svolto fino a questo momento e per quello che dovrà essere portato avanti nei prossimi mesi.

Il messaggio è che la politica può definire la strategia, ma senza tecnici, funzionari e dirigenti non è possibile trasformare i progetti in opere.

Porto di Reggio, finanziamento e cantieri

Uno dei punti centrali della conferenza è stato il finanziamento destinato al porto di Reggio Calabria.

Cannizzaro lo ha definito un intervento di portata eccezionale per la città, sottolineando come la vera sfida non sia ottenere le risorse, ma riuscire a spenderle e trasformarle rapidamente in cantieri.

«Non basta annunciare milioni e miliardi. Bisogna mettere a terra le risorse».

Il riferimento è alla necessità di accelerare progettazioni, autorizzazioni, conferenze dei servizi, gare e lavori.

Il porto, nelle intenzioni illustrate, dovrà cambiare volto e diventare uno degli scali più attrattivi del Mezzogiorno.

Crociere, Cannizzaro: «Chi ha detto che le navi non possono arrivare a Reggio?»

Una parte molto ampia dell’intervento ha riguardato il crocierismo.

Cannizzaro ha contestato apertamente quello che ha definito un luogo comune sedimentato negli anni.

«A Reggio le navi da crociera non possono arrivare? Ma chi lo dice?»

Secondo quanto riferito, gli approfondimenti tecnici avrebbero dimostrato la possibilità di sviluppare il traffico crocieristico anche nello scalo reggino.

Da qui l’obiettivo di fare di Reggio Calabria una vera destinazione crocieristica.

Il modello di riferimento è anche Messina, che negli ultimi anni ha registrato una forte crescita del settore.

Cannizzaro ha riconosciuto il lavoro fatto dalla città siciliana e ha sottolineato come Reggio debba recuperare terreno.

Ma senza competizione.

Reggio e Messina non saranno concorrenti

Uno dei concetti più significativi emersi durante la conferenza è proprio questo: le due città non devono contendersi i traffici.

Reggio e Messina dovranno invece proporsi come una destinazione integrata.

Più navi nello Stretto, secondo questa impostazione, possono significare più opportunità per entrambe le sponde.

Un turista che arriva a Messina può visitare Reggio, così come un crocierista che sbarca in Calabria può essere interessato alla Sicilia.

La sfida è quindi costruire itinerari, servizi e collegamenti capaci di trasformare il territorio in un’unica destinazione.

«Nel 2026 dobbiamo già partire»

Cannizzaro ha insistito anche sui tempi.

La realizzazione di tutte le opere richiederà inevitabilmente passaggi amministrativi e tecnici, ma la volontà è quella di non aspettare il completamento dell’intero programma.

«Non possiamo attendere. Dobbiamo recuperare il tempo perduto».

L’obiettivo indicato è quello di avviare già nel 2026 attività collegate al crocierismo e al diportismo, mentre in parallelo continueranno gli interventi infrastrutturali.

Porto aperto ai cittadini

Tema molto sentito anche quello della fruibilità del porto.

Cannizzaro ha posto con forza la questione.

«Il porto deve essere aperto alla città».

La chiusura di alcune aree dovrà essere progressivamente superata, naturalmente compatibilmente con le esigenze di sicurezza, con la security portuale e con i cantieri.

La volontà è quella di ricucire il rapporto tra infrastruttura portuale e tessuto urbano.

Nuovi alberghi e servizi nell’area portuale

Nel progetto c’è spazio anche per nuove strutture ricettive.

Cannizzaro ha parlato di interlocuzioni con il Ministero e con la Capitaneria di Porto per valutare una possibile riorganizzazione di alcuni spazi attualmente occupati da funzioni istituzionali.

Qualora fosse possibile individuare sedi alternative, alcuni immobili potrebbero essere destinati ad attività alberghiere e turistiche.

L’obiettivo è rendere il porto non soltanto un luogo di transito, ma un vero polo di servizi.

Porto commerciale, crocieristico e diportistico

Cannizzaro ha escluso che Reggio debba scegliere una sola vocazione.

La strategia indicata è quella di uno scalo multifunzionale.

Porto commerciale, crocieristico e diportistico dovranno convivere all’interno dello stesso sistema.

In questo quadro viene considerato centrale anche il ruolo degli operatori privati, chiamati a investire e partecipare attraverso le procedure previste dalla legge.

Waterfront e porto: «Devono diventare un unicum»

Un altro passaggio importante riguarda il waterfront.

La riqualificazione del fronte mare non può, secondo Cannizzaro, essere pensata separatamente dal porto.

L’obiettivo è mettere insieme passeggiata, approdi, terminal, servizi e attività commerciali.

«Porto e waterfront devono diventare un unicum».

La trasformazione del porto diventa così anche un progetto urbano.

Saline e gli altri approdi della costa.

Cannizzaro ha allargato il ragionamento anche agli altri porti della costa reggina.

Tra questi, Saline, sul quale sono in corso valutazioni.

È stata evocata anche la possibilità che lo scalo possa avere una funzione di supporto alle attività collegate al Ponte sullo Stretto o di porto di servizio e sicurezza.

Nel corso dell’intervento è stato richiamato anche un episodio relativo ad alcune imbarcazioni sportive sorprese da condizioni meteo difficili.

Un porto operativo lungo la costa avrebbe potuto offrire riparo e maggiore sicurezza.

Il ruolo dell’aeroporto.

Il porto, però, non può essere considerato da solo.

Cannizzaro ha legato la strategia portuale alla crescita dell’aeroporto di Reggio Calabria.

L’obiettivo è costruire un sistema integrato di mobilità.

Porto, aeroporto, collegamenti marittimi e trasporto terrestre dovranno lavorare insieme.

In questo quadro il rapporto con Messina diventa decisivo.

Un collegamento rapido tra la città siciliana e l’aeroporto reggino potrebbe ampliare in maniera significativa il bacino di utenza dello scalo.

Rizzo: «Il crocierista deve trovare esperienze e servizi»

Più tecnico l’intervento del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto Francesco Rizzo.

Il presidente ha illustrato gli interventi previsti e ha posto particolare attenzione al potenziale economico del crocierismo.

Uno dei concetti centrali è che non basta contare gli arrivi.

La vera sfida è trasformare il numero dei passeggeri in ricadute economiche per il territorio.

«Il crocierista deve trovare esperienze, luoghi di eccellenza, servizi e opportunità di spesa».

Rizzo ha sottolineato come il valore del comparto dipenda dalla capacità di far restare il visitatore sul territorio, portandolo nei ristoranti, nei musei, nei siti culturali e nelle attività commerciali.

Guide turistiche e occupazione

Rizzo ha richiamato anche il problema della disponibilità di guide turistiche.

La crescita del settore richiede professionisti preparati, servizi organizzati e personale qualificato.

Per questo è stato rivolto un appello anche alla Regione Calabria.

Secondo Rizzo, proprio attorno al porto può nascere nuova occupazione.

Il crocierismo e il turismo nautico possono infatti creare domanda di guide, accompagnatori, operatori turistici, autisti, commercianti e professionisti.

Un grande evento sul crocierismo

Nel corso dell’intervento è stata anticipata anche l’intenzione di organizzare a Reggio Calabria un evento dedicato al mondo del crocierismo.

L’obiettivo è rafforzare il posizionamento della città nel settore e costruire rapporti diretti con gli operatori.

Un appuntamento pensato anche per dimostrare che Reggio vuole entrare stabilmente nel circuito delle destinazioni crocieristiche.

Rizzo: aeroporto strategico

Anche Rizzo ha insistito sul rapporto con l’aeroporto.

Lo scalo reggino è stato definito strategico e fondamentale per il territorio.

Porto e aeroporto devono, quindi, sostenersi reciprocamente.

La crescita del traffico aereo può aiutare il turismo e il crocierismo, mentre un porto più forte può aumentare l’attrattività complessiva della destinazione.

Basile: «Reggio e Messina devono diventare un sistema unico»

A chiudere la parte principale della conferenza è stato Federico Basile.

Il sindaco di Messina ha insistito sulla necessità di cambiare scala.

«Dobbiamo ragionare in maniera univoca».

Secondo Basile, Reggio e Messina hanno davanti una grande opportunità: trasformare due città metropolitane separate da pochi chilometri di mare in un vero sistema territoriale integrato.

L’obiettivo è diventare un punto di riferimento del Mediterraneo.

Il modello della Greater Bay Area cinese

Uno dei riferimenti più interessanti dell’intervento di Basile è stato quello alla Cina.

Il sindaco ha ricordato i rapporti di Messina con Shenzhen e gli scambi studenteschi già avviati.

Ha poi citato la Greater Bay Area, il grande sistema economico e urbano che collega territori come Hong Kong, Macao, Shenzhen e Guangzhou.

Il paragone non è stato proposto in termini dimensionali, ma come modello concettuale.

Territori distinti possono diventare più forti se operano insieme.

«Pensare che Reggio e Messina possano diventare insieme un punto di riferimento del Mediterraneo non è una follia».

«Basta protocolli senza seguito»

Basile ha ricordato che l’Area integrata dello Stretto non è un’idea nuova.

Negli anni sono stati firmati protocolli e accordi.

Il problema, però, è sempre stato il passaggio dalle parole ai fatti.

«Le cose non dobbiamo soltanto dirle. Dobbiamo essere capaci di farle».

È questo, secondo il sindaco di Messina, il vero salto di qualità che le due amministrazioni devono compiere.

Mobilità, il vero banco di prova

Per Basile il terreno su cui si misurerà la credibilità dell’Area integrata è la mobilità.

Se attraversare lo Stretto continuerà a essere complicato, parlare di integrazione avrà poco senso.

Occorre quindi intervenire sui collegamenti, sulle frequenze e sui servizi.

Il tema riguarda i turisti, ma anche lavoratori, studenti, professionisti e cittadini che ogni giorno si muovono tra Calabria e Sicilia.

Il pontile per collegare Messina all’aeroporto

Nel corso delle domande dei giornalisti è stato sollevato anche il tema di un collegamento diretto tra Messina e l’aeroporto di Reggio.

Senza un servizio rapido, per molti messinesi raggiungere lo scalo calabrese rimane poco conveniente.

Un pontile e un collegamento marittimo efficiente potrebbero invece cambiare radicalmente lo scenario.

L’aeroporto diventerebbe così, nei fatti, uno scalo al servizio di entrambe le sponde.

Basile e l’esperienza messinese nel crocierismo

Rispondendo alle domande sul traffico crocieristico di Messina, Basile ha ricordato come la crescita registrata dalla città derivi da un lavoro progressivo.

Il messaggio rivolto a Reggio è stato quello di condividere esperienze e competenze.

Non esiste una formula automatica, ma esistono pratiche e relazioni che possono aiutare a costruire un nuovo mercato.

L’obiettivo non è trasferire il modello messinese, ma creare un sistema nel quale le due città possano rafforzarsi a vicenda.

L’annuncio: atto comune delle due giunte

Tra gli elementi politicamente più rilevanti emersi dalla conferenza c’è la volontà di arrivare rapidamente a un atto amministrativo comune.

Cannizzaro ha annunciato che le due amministrazioni intendono lavorare a una deliberazione condivisa.

Un documento che dovrebbe poi essere portato a Roma e a Bruxelles.

L’obiettivo è dare all’Area integrata dello Stretto una base istituzionale più forte.

Non più soltanto incontri e dichiarazioni, dunque, ma atti ufficiali.

«Concretezza, pragmatismo e visione»

Tre parole hanno sintetizzato il messaggio politico della giornata: concretezza, pragmatismo e visione.

Da Palazzo Alvaro è uscita una strategia molto ampia.

Porto, aeroporto, crociere, diportismo, waterfront, commercio, turismo e mobilità vengono considerati parti di un unico progetto.

Cannizzaro ha insistito sulla necessità di trasformare le risorse in opere.

Rizzo ha posto l’accento su infrastrutture, servizi e ricadute economiche.

Basile ha indicato la prospettiva di un sistema metropolitano integrato tra Reggio e Messina.

La vera sfida comincia adesso.

Perché dopo anni di protocolli, annunci e progetti, l’Area dello Stretto sarà credibile soltanto se riuscirà a produrre risultati misurabili.

Più collegamenti. Più servizi. Più infrastrutture. Più turisti. Più opportunità economiche.

E soprattutto una collaborazione stabile tra le due sponde.

È su questo terreno che Reggio Calabria e Messina intendono giocarsi la partita dei prossimi anni.

Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno 

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1 Commenti

  1. Ho sempre pensato che Reggio e Messina sono un’unica realtà e che come tale devono unire le forze per creare un’area unica ed invidiabile sia commercialmente che da un punto di vista turistico.

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