@luigi.palamara NON MI CANDIDO A CONSIGLIERE COMUNALE. E SPIEGO PERCHÉ Non mi candido alle prossime elezioni comunali di Reggio Calabria. L'Editoriale di Luigi Palamara Lo dico subito, senza giri di parole, perché in tempi di ambiguità la chiarezza è già una forma di rispetto. Ci ho pensato, sì. Non lo nego. Non appartengo alla razza di quelli che fanno i finti distratti, che prima accarezzano un’idea e poi, quando cambiano strada, fingono di non averla mai avuta. Io un pensiero ce l’avevo fatto. E anche serio. C’era un gruppo, c’erano persone pronte a metterci la faccia, persone perbene, persone che questa città la amano davvero. Come la amo io. Poi, però, arriva il momento in cui bisogna guardarsi allo specchio e dirsi la verità. Non quella comoda. Quella vera. Davanti a me ci sono ancora cinque anni di giornalismo pieno, libero, diretto. E io non voglio rinunciarci. Non adesso. Non mentre sento che il mio posto, oggi, è ancora qui: nel racconto della città, nell’ascolto delle persone, nella fatica quotidiana di stare in mezzo ai problemi. La politica chiama. Ma anche il giornalismo, quando è fatto sul serio, chiama. E a volte chiama più forte. Per altri cinque anni voglio continuare a indossare la maglietta di Reggio Calabria, quella della Città Metropolitana e soprattutto quella dell’Aspromonte. Non come slogan turistico, ma come appartenenza vera, ostinata, concreta. Perché ci sono luoghi che non si abitano soltanto: si portano addosso. E io me li porto addosso ogni giorno. Tanti cittadini si rivolgono a me per piccoli problemi, piccole ingiustizie, piccole battaglie che per chi le vive non sono affatto piccole. Io li ascolto. Li aiuto come posso. A volte riesco a smuovere qualcosa, altre volte no. Ma ci provo sempre. Perché il giornalismo, quello autentico, non è solo raccontare. È anche partecipare. È anche sporcarsi le mani. È anche sentire il dovere di non voltarsi dall’altra parte. Non serve una candidatura per stare accanto alla gente. Serve coscienza. Serve libertà. Serve coraggio. Naturalmente continuerò a fare ciò che ogni cittadino serio dovrebbe fare: ascoltare, valutare, scegliere. Ho sempre votato e ho sempre detto apertamente da che parte stavo. Non ho mai giocato a nascondino con le mie idee. Non inizierò ora. Anche questa volta ascolterò, giudicherò, sceglierò. Con la mia testa. Con la mia coscienza. Con il mio amore per questa terra. La candidatura può aspettare. Il racconto della città no. L’ascolto delle persone no. La verità dei problemi no. Ci sarà forse un’altra occasione. Forse alla prossima tornata, se ci saranno le condizioni giuste, se il tempo sarà maturo, se la vita porterà lì. Ma oggi no. Oggi scelgo un’altra prima linea, che non è meno dura e non è meno importante. Scelgo di restare dove sono sempre stato: tra la gente, nelle strade, dentro le contraddizioni di Reggio Calabria, con la libertà di chi osserva, denuncia, sostiene, racconta. Perché si può servire una città anche senza candidarsi. E qualche volta, per servirla meglio, bisogna avere il coraggio di dire no. Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno
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