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Social Taxi: la Regione Calabria paga Uber per portare gli anziani in ospedale

Social Taxi: la Regione Calabria paga Uber per portare gli anziani in ospedale

25 Giugno 2026 - CALABRIA 
Per chi ha più di 65 anni e deve raggiungere una struttura distante oltre 20 km arriva un'auto Uber pagata dalla Regione, che attende e riaccompagna. Già attivo a Catanzaro.


Con il Social Taxi gli anziani indigenti della Calabria avranno passaggi gratis per le visite in ospedale
Una visita prenotata da mesi, ma l'ospedale che la eroga è a chilometri da casa e l'auto in famiglia non c'è, oppure nessuno può guidare. Per molti anziani è una piccola odissea che a volte si traduce in un appuntamento saltato con il medico. Su questo nodo concreto interviene il Social Taxi, il servizio appena partito in Calabria che paga al cittadino over 65 a basso reddito un'auto per andare e tornare dalle strutture sanitarie più lontane. A presentarlo è stato il presidente della Regione Roberto Occhiuto, durante l'incontro "Il coraggio di innovare" andato in scena al Centro Studi Americani di Roma.

Il servizio Social Taxi è riservato ai cittadini over 65 con Isee entro i 15 mila euro

chi può usarlo—  Durante l'incontro insieme ad Occhiuto era presente Tony West, a capo degli Affari legali di Uber, azienda di trasporto automobilistico privato che sarà parte integrante del progetto. Il meccanismo è pensato per chi fatica a spostarsi: possono accedere al servizio i cittadini con più di 65 anni con un Isee inferiore a 15 mila euro, che devono effettuare una visita, o prenotarla, presso una struttura distante oltre 20 chilometri dal domicilio. A parlare del funzionamento è lo stesso Occhiuto, spiegando come il servizio "preveda che il cittadino riceva una macchina a casa che lo accompagnerà, lo aspetterà mentre fa la visita e lo riporterà a casa". 


La prenotazione del servizio NCC sarà possibile tramite numero dedicato o app per smartphone
come funziona—  Niente trafila complicata, quindi: l'auto con licenza Uber arriva sotto casa, porta il paziente alla struttura sanitaria, attende per tutta la durata della visita e lo riporta indietro. Per facilitare la prenotazione del servizio, la proposta viene fatta in automatico nel momento della prenotazione. Quando si fissa l'appuntamento, partendo da una ricetta dematerializzata, cioè la classica "ricetta rossa" ormai sostituita dalla versione elettronica gestita dal medico,  agli aventi diritto compare l'offerta del trasporto. Basta confermare indirizzo di partenza e numero di telefono e la corsa è agganciata alla visita. Da lì in poi Sms e telefonate ricordano ogni passaggio, mentre chi se la cava con lo smartphone può seguire tutto da un'app dedicata: percorso su mappa, orari e un codice passeggero che serve all'autista per riconoscere chi deve salire. Per il ritorno si può spostare l'orario o chiedere il rientro immediato, e in ogni schermata c'è un numero di assistenza. A reggere economicamente l'operazione c'è il Fondo sociale europeo, lo strumento con cui l'Unione finanzia interventi su occupazione e inclusione sociale: in questo caso copre interamente il costo delle corse, che restano gratuite per l'utente. Il trasporto vero e proprio viaggia su licenze Ncc, il noleggio con conducente: a differenza del taxi, che si ferma per strada o staziona ai posteggi, l'Ncc lavora solo su prenotazione, e proprio questa caratteristica lo rende adatto a un servizio agganciato agli appuntamenti sanitari.

SPERIMENTAZIONE PARTITA—  La sperimentazione del Social Taxi già partita nella provincia di Catanzaro e per ora riguarda visite cardiologiche e mammografie. Sul campo ci sono 25 licenze Ncc dedicate e una centrale di controllo collegata al Cup regionale, il Centro unico di prenotazione. Si prenota al numero 0961852233 oppure tramite l'app. Il primo monitoraggio, che dirà quanti cittadini lo stanno effettivamente usando, è atteso per metà luglio: saranno quei numeri a indicare se l'esperimento calabrese potrà allargarsi ad altre province e ad altri tipi di prestazione.

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