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Reggio Calabria non chiede più promesse: la politica alla prova dei fatti

Reggio Calabria non chiede più promesse: la politica alla prova dei fatti

La sfida del nuovo corso amministrativo a Reggio Calabria.

Basta promesse, lo sport come banco di prova: la linea di Cannizzaro per Reggio Calabria. 

Dal rilancio del PalaCalafiore e del Pianeta Viola fino agli impianti di quartiere: il sindaco chiede passione alla città, ma l'amministrazione risponde con i fatti. Tempi, atti e cantieri misureranno il futuro di una comunità.

L'Editoriale di Luigi Palamara 

In certe città un palazzetto dello sport è soltanto un palazzetto. Quattro tribune, un parquet, qualche riflettore e, la domenica, il rumore del pubblico.

A Reggio Calabria no.

A Reggio un palazzetto può diventare il termometro di una città. Può raccontare ciò che è stata, quello che ha perduto e soprattutto ciò che pretende di tornare a essere.

È per questo che l’intervento di Francesco Cannizzaro alla presentazione della Pallacanestro Viola, a Palazzo Alvaro, ha avuto un significato che andava ben oltre il basket.

Il punto politico era abbastanza semplice: lo sport non come decorazione dell’amministrazione, ma come pezzo della politica urbana.

Cannizzaro lo ha detto con una formula che contiene, in fondo, il criterio sul quale dovrà essere giudicata la sua amministrazione: non bastano le presenze, servono i fatti.

E i fatti annunciati sono molto concreti.

C’è anzitutto il PalaCalafiore. Non semplicemente il campo della Viola, ma una struttura che l’amministrazione vuole trasformare in un luogo capace di ospitare sport nazionale e internazionale, spettacoli e grandi eventi.

Nel suo intervento Cannizzaro ha collegato gli investimenti sulla struttura anche all’arrivo di un appuntamento internazionale di tennis, sostenendo che gli interventi realizzati dovranno poi restare patrimonio delle società sportive e della città. In dichiarazioni rese nella stessa giornata ha ribadito che le risorse legate agli eventi internazionali dovranno produrre benefici permanenti per l'impianto e per chi lo utilizza.

È una distinzione non secondaria.

Un evento passa.

Un’infrastruttura resta.

E una città amministrata con criterio dovrebbe possibilmente usare il primo per migliorare la seconda.

Poi c’è il Pianeta Viola.

Qui il discorso diventa ancora più interessante, perché Cannizzaro non si è limitato alla consueta promessa di attenzione. Ha indicato una strada amministrativa: dare alla struttura una prospettiva lunga, sottrarla alla precarietà delle soluzioni anno per anno, costruire procedure che consentano di affidarla a soggetti dotati delle capacità economiche e organizzative necessarie per mantenerla e rilanciarla, garantendo contemporaneamente l’accesso allo sport.

Il sindaco ha dichiarato che il percorso amministrativo è già stato avviato e che l’obiettivo è rendere il Pianeta Viola pienamente operativo.

Naturalmente, fra un annuncio e un’opera conclusa esiste quella terra insidiosa che si chiama amministrazione.

Ed è proprio lì che comincia la parte importante.

Perché Reggio Calabria non ha bisogno di innamorarsi delle parole. Ne ha sentite abbastanza.

Ha bisogno di verificare tempi, atti, cantieri, affidamenti, risorse.

Cannizzaro sembra esserne consapevole quando insiste sulla necessità di accompagnare le società sportive anche nei problemi apparentemente piccoli. È una concezione dell’amministrazione meno cerimoniale e più operativa: il sindaco non come uomo che taglia nastri o compare davanti alle telecamere, ma come terminale di una macchina pubblica chiamata a risolvere questioni.

È questa, probabilmente, la parte politicamente più significativa del suo discorso.

Non il “Forza Viola” finale.

Non l’inevitabile orgoglio per Reggio.

Ma l’idea che l’amministrazione debba misurarsi sulla capacità di far funzionare le cose.

Cannizzaro, proclamato sindaco il 4 giugno 2026, è all’inizio del suo mandato. Proprio per questo le parole pronunciate oggi sono soprattutto impegni che potranno essere confrontati, nei prossimi mesi e negli anni, con ciò che sarà effettivamente realizzato.

Il metodo indicato, però, appare riconoscibile.

C’è una mappatura degli impianti sportivi cittadini, molti dei quali lo stesso sindaco ha descritto come abbandonati o incompleti; c’è l’intenzione dichiarata di intervenire su quel patrimonio; c’è il progetto sul Pianeta Viola; c’è il tentativo di utilizzare il PalaCalafiore come infrastruttura permanente e non come semplice contenitore occasionale.

Tasselli diversi di un'unica idea: fare dello sport uno strumento di città.

Perché lo sport, quando viene amministrato seriamente, non riguarda soltanto chi segna un canestro.

Riguarda i ragazzi che entrano per la prima volta in una palestra.

Riguarda le famiglie.

Riguarda le società minori che spesso sopravvivono lontano dai riflettori.

Riguarda impianti che possono essere abbandonati oppure vivere.

Riguarda economia, turismo, aggregazione, immagine.

E riguarda perfino l'autostima di una comunità.

La Viola, da questo punto di vista, porta sulle spalle qualcosa di più pesante di un campionato. Porta una memoria collettiva. La presentazione del 1° ottobre è arrivata all'inizio della stagione del ritorno della società in una serie nazionale, dopo il successo ottenuto a Treviglio e alla vigilia dell'esordio casalingo al PalaCalafiore.

Cannizzaro ha chiesto alla città di tornare al palazzetto.

Ma, implicitamente, ha assunto un impegno speculare: se ai reggini si chiede di tornare sugli spalti, alle istituzioni spetta il compito di restituire loro luoghi all’altezza delle ambizioni dichiarate.

È un patto molto semplice.

Il pubblico porta la passione.

Gli atleti portano il talento.

Le società portano organizzazione e rischio.

La politica deve portare strutture, programmazione e capacità amministrativa.

Non gli applausi.

Quelli vengono dopo.

Forse è proprio qui la sfida più interessante del nuovo corso amministrativo: trasformare l’ambizione, parola abusata dalla politica, in una sequenza di risultati verificabili.

Pianeta Viola.

PalaCalafiore.

Impianti di quartiere.

Grandi manifestazioni.

Sport di base.

Se questi nomi, fra qualche anno, corrisponderanno a strutture funzionanti e non a promesse archiviate, allora il discorso di Palazzo Alvaro sarà ricordato per qualcosa di più di una presentazione sportiva.

Sarà stato un programma.

Per ora resta una dichiarazione d’intenti molto netta.

E per un sindaco appena insediato non è poco.

Ma Reggio, città che conosce il peso delle attese, sa anche che la politica comincia veramente il giorno dopo i discorsi.

È lì che le parole devono smettere di essere parole.

E diventare città.

Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno di Roccaforte del Greco detto L'Arciere 

@luigi.palamara

Reggio Calabria rialza la testa: una città che prova a tornare protagonista. Il nuovo corso amministrativo tra ambizione, visione metropolitana e grandi sfide aperte. Dalle infrastrutture allo sport, passando per il rilancio della depurazione e il riscatto territoriale: la rotta tracciata dal sindaco Cannizzaro per trasformare le potenzialità in fatti concreti. L'Editoriale di Luigi Palamara Certe città vivono di rendita. E altre che, a un certo punto della propria storia, scoprono di non poterselo più permettere. Reggio Calabria semplicemente non può permetterselo. Per troppo tempo ha avuto tutto ciò che serve per diventare grande e, contemporaneamente, tutte le ragioni per domandarsi perché non lo fosse ancora diventata abbastanza. Il mare, lo Stretto, una posizione geografica che basterebbe da sola a costruire una politica mediterranea, un aeroporto, un porto, università, cultura, sport, paesaggio, storia. Una ricchezza quasi imbarazzante, accompagnata però dalla vecchia maledizione meridionale delle occasioni rimandate. Oggi Francesco Cannizzaro prova a rompere questa abitudine. Non è necessario trasformare un sindaco in un uomo della Provvidenza,esercizio che la politica italiana ha praticato fin troppe volte, per riconoscere un dato: dalla sua elezione a sindaco di Reggio Calabria e dalla conseguente assunzione della guida della Città Metropolitana, Cannizzaro ha scelto di imprimere alla propria amministrazione un'immagine di movimento, ambizione e accelerazione. È stato proclamato sindaco il 4 giugno 2026 e ha assunto contestualmente la carica di sindaco metropolitano. Ed è precisamente questa parola, ambizione, a meritare attenzione. Perché al Sud l'ambizione è spesso guardata con sospetto. Si perdona più facilmente la rassegnazione. Chi dice «non si può fare» passa per prudente; chi dice «proviamoci» rischia immediatamente di essere accusato di arroganza. Cannizzaro, almeno nel linguaggio politico che sta proponendo alla città, ha scelto la seconda strada. Non amministrare soltanto. Dare una direzione. Nell'intervista a Luigi Palamara c'è una frase che contiene forse più politica di molte conferenze programmatiche: bisogna spiegare alla gente dove si vuole andare. Sembra banale. Non lo è affatto. Una città può avere assessori, uffici, bilanci, determine e delibere e tuttavia non possedere una direzione. Può amministrare il presente senza immaginare il futuro. Può tappare buche, materialmente e metaforicamente, senza sapere quale strada stia percorrendo. Cannizzaro rivendica invece la necessità di una destinazione. Reggio internazionale. Reggio proiettata verso il Mediterraneo. Reggio capace di mettere insieme porto e aeroporto, cultura e università, turismo e infrastrutture, spettacolo e formazione, sport professionistico e associazionismo di base. È una dichiarazione di intenti. Ed essendo trascorsi soltanto pochi mesi dall'insediamento, sarebbe prematuro confondere gli obiettivi con i risultati. Ma una direzione politica, per essere giudicata, deve prima essere dichiarata. Cannizzaro lo sta facendo. Una politica che vuole uscire dal Palazzo. C'è poi un'altra questione. La politica, quando perde il rapporto con la vita quotidiana, diventa liturgia. E la liturgia amministrativa interessa soltanto chi la celebra. Il cittadino non vive di delibere. Vive di acqua che arriva, mare pulito, strade, trasporti, scuole, impianti sportivi, opportunità per i figli, possibilità di lavorare senza dover necessariamente partire. Ed è significativo che una delle iniziative presentate nei primi mesi dell'amministrazione abbia riguardato proprio un problema antico e concretissimo come la depurazione: nel luglio 2026 Cannizzaro ha illustrato, insieme alla struttura commissariale competente, un cronoprogramma di interventi per complessivi 145 milioni di euro destinati a Reggio e all'area metropolitana. Editoriale completo su CartaStraccia.News

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