CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

3/recent/post-list

Processo Eyphemos: la Cassazione annulla con rinvio, nuovo appello per i fratelli Creazzo.

Processo Eyphemos: la Cassazione annulla con rinvio, nuovo appello per i fratelli Creazzo.
L'Editoriale di Luigi Palamara 
Ci sono processi che finiscono e processi che restano. Restano nelle carte, nei corridoi dei tribunali, nella memoria dei paesi. Questo, chiamato “Eyphemos”, appartiene alla seconda categoria.

La Cassazione ha deciso che la storia dei fratelli Creazzo non è ancora conclusa. Domenico, già sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte ed ex consigliere regionale, e Antonino torneranno davanti ai giudici. In primo grado erano stati assolti. In appello condannati. Ora la sentenza è stata annullata con rinvio. Significa ricominciare. Ancora una volta.

Nei piccoli centri la giustizia non è mai solo giustizia. È reputazione, è famiglia, è sguardi in piazza. Sant’Eufemia è un paese dove ci si conosce tutti: i cognomi contano più degli indirizzi e le notizie viaggiano prima dei giornali.

Il reato contestato è lo scambio elettorale politico-mafioso. Parole pesanti, che in Calabria non hanno bisogno di spiegazioni. Raccontano un rapporto antico tra potere e consenso, tra voti e protezione. Raccontano soprattutto una zona grigia dove spesso non si distingue più il favore dal ricatto.

La Suprema Corte ha riscritto anche altre posizioni: alcuni escono definitivamente dal processo, altri dovranno tornare in appello, per qualcuno la condanna diventa definitiva. Le sentenze sono numeri — anni, mesi, capi d’imputazione — ma dietro ci sono vite sospese da cinque anni, da quando nel febbraio del 2020 i carabinieri arrestarono 65 persone. Un’operazione vasta, contro la ramificazione della cosca Alvaro di Sinopoli.

La giustizia italiana ha tempi lunghi. Non sempre perché non sappia decidere, ma perché vuole essere certa. Ogni grado di giudizio prova a togliere un dubbio, e spesso ne lascia un altro.

Alla fine, più delle condanne, resta la domanda: quanto è libero un voto in un territorio dove la forza delle famiglie precede quella delle istituzioni? È una domanda che nessuna sentenza riesce davvero a chiudere.

Per questo il processo continua. Non solo nelle aule, ma nella coscienza di una regione intera.

Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno 

Posta un commento

0 Commenti