Selfie col Papa (senza folla) e con Mattarella (senza collo): miracoli dell’Intelligenza Artificialissima
La Satira di CartaStraccia.News
Signore e signori, qui non siamo più alla politica 2.0. Siamo alla politica col filtro bellezza. Altro che trucco e parrucco: qui c’è Photoshop che fa il segno della croce.
L’assessore bocconiano Marcello Minenna — economista, civil servant, finanza stocastica e chi più ne ha più ne algoritmi — decide che la realtà va bene, sì, però si può migliorare. Come il caffè: è buono, ma con un po’ di zucchero è meglio. E allora zucchero sull’incontro al Quirinale! Zucchero sull’udienza in Vaticano! E via di intelligenza artificiale che, invece di calcolare derivati, deriva direttamente la realtà.
La scena è meravigliosa: consegna il libro al Presidente della Repubblica. L’incontro c’era stato davvero, in epoca Covid, con le mascherine, distanziati, prudenti. Ma nella “versione Minenna” — che sembra un director’s cut hollywoodiano — via le mascherine! Via le distanze! E soprattutto… via il collo al povero Mattarella, che appare con la testa incastonata come una statuina del presepe calabrese.
Io me lo immagino il Presidente: “Assessore, la finanza stocastica la capisco… ma il mio collo dov’è finito?”
E non contento, salto di qualità: dal Quirinale al Vaticano. Ed ecco il capolavoro! Consegna del libro al Papa. Però durante un’udienza allargata. Troppa gente? Nessun problema. Zac! Spariti tutti. Più che intelligenza artificiale, intelligenza miracolosa. Moltiplica i pixel e divide i fedeli. Rimane solo lui col Pontefice, come in un’icona bizantina versione LinkedIn.
Ora, l’assessore spiega: “Le fotografie sono tutte reali… in alcuni casi modificate per migliorarne la comprensione visiva.” Certo! Anch’io quando esco male in una foto non è che sono ingrassato: è un problema di resa grafica. È la privacy della mia pancetta!
“Chiaramente indicato nel disclaimer del sito”, dice. Il disclaimer! Che parola meravigliosa. Una volta c’era la postilla. Oggi c’è il disclaimer. È come dire: “Sì, ho tolto la folla e il collo, ma l’ho scritto in piccolo, quindi vale!”
E in Calabria, terra autentica, fatta di persone vere — come ricorda Falcomatà — succede che la realtà diventa un’opzione. E la politica, che dovrebbe essere trasparenza, diventa trasparente nel senso che ci puoi passare attraverso.
La cosa più poetica? Che tra i primi provvedimenti della legislatura ci sia una legge sull’Intelligenza Artificiale. Ma certo! Prima si fa la pratica, poi la teoria! Prima si prova a tagliare il collo al Presidente, poi si regolamenta il bisturi digitale!
Io non ce l’ho con l’AI. Poverina. L’intelligenza artificiale esegue. Il problema è l’intelligenza naturale quando decide che la realtà è un bozzetto da ritoccare. La foto istituzionale non è un selfie in spiaggia. Non è che puoi scrivere “no filter” dopo aver cambiato i connotati alla Repubblica.
E allora viene da ridere, sì. Perché è tutto grottesco. Ma è una risata che pizzica. Perché se cominciamo a migliorare la resa grafica delle foto, poi miglioriamo la resa grafica dei bilanci, delle promesse, dei risultati. E alla fine la politica diventa un catalogo patinato dove va tutto bene, finché non zoommi.
Assessore, la prossima volta faccia una cosa rivoluzionaria: lasci la foto com’è. Con la mascherina, con la folla, perfino col collo intero del Presidente. Perché la realtà, anche con le rughe, è sempre più bella di un fotomontaggio.
E soprattutto è l’unica che non ha bisogno di disclaimer.
CartaStraccia.News
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