PASSAPAROLA. “NON SCORAGGIARSI”
Ma dove trovare la forza per non scoraggiarsi nei tanti momenti difficili, nelle sofferenze e soprattutto nelle incomprensioni e, tante volte, nelle maldicenze che incontriamo nel cammino?
A questa domanda, sorta spontaneamente dentro di me, sono risuonate subito nel cuore le parole di Gesù in Matteo 10,24.26:
“Il discepolo non è più del suo maestro né il servo è più del suo padrone... perciò non abbiate paura”.
Ecco allora dove trovare la luce e la forza per vincere lo scoraggiamento: essere coscienti che non dobbiamo aspettarci un trattamento migliore di quello riservato a Gesù; anzi, essere convinti che sta proprio qui la fonte di nuovi slanci per un annuncio più fecondo del Regno.
Un annuncio fatto con franchezza, senza rispetto umano, senza timidezza e senza paura, ma con il coraggio generoso della parresia. È un’esperienza sempre piena di pericoli perché, essendo profezia, non esita a gridare la verità con franchezza, costi quel che costi, con la consapevolezza che, per ogni profeta, è “normale” che qualcuno, prima o poi, gli tagli la testa, come è successo a Giovanni Battista.
Per non scoraggiarci è fondamentale saper ascoltare e fare nostre le parole di Gesù, come dice Lui stesso nella parabola delle pecorelle, sottolineando come esse “ascoltano la sua voce e lo seguono”.
Attenzione: non dice “ascoltano la mia voce e mi obbediscono”, ma... “mi seguono”.
Perché seguire è molto di più che obbedire. Seguirlo significa percorrere la sua stessa strada, camminando con Lui non come esecutori di ordini, ma come scopritori di strade nuove e di futuro.
Allora altro che scoraggiamento! Non c’è scoraggiamento che tenga quando usciamo dall’immobilismo e ci mettiamo in cammino verso orizzonti nuovi, nuove terre, nuovi mondi, nuove culture e nuovi cuori.
E seguire Gesù è proprio questo: scoprire ogni giorno che Lui cammina davanti a noi, sempre al di là del momento che noi stiamo vivendo, perché in Lui il tempo non può non essere eternità.
“Non scoraggiarsi”, allora, è ascoltare la sua voce, che diventa sempre più chiara e più incantevole quando abbiamo la grazia di ascoltarla insieme come comunità: è come riuscire a moltiplicare il miracolo dei pochi pani e dei due pesci, ossia dei nostri sforzi e dei nostri limiti, in pane abbondante di vita che non termina mai.
Le persone che si credono importanti ci assordano, riempiendoci di doveri, di obblighi e di leggi che richiamano all’obbedienza, pena sanzioni a non finire: ed ecco perché tanti si scoraggiano... e qualche volta anche noi!
Gesù, invece, ci invita a camminare con Lui, mostrandoci cammini di eternità e seminando nel nostro cuore semi di amore, di pace e di luce, da vivere tenendoci per mano e camminando insieme verso un cuore, il Suo, dal quale nessuno può strapparci, e tra le sue braccia, dalle quali nessuno può rapirci.
Non scoraggiamoci, allora: siamo in buone mani!
Eccome!
Don Nino Carta
4.4.2026

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