PASSAPAROLA. “NON LASCIARSI ATTRARRE DA CIÒ CHE È EFFIMERO”
Il passaparola di oggi è un consiglio che possiamo ritrovare nei filosofi antichi e in tutte le esperienze spirituali che ci invitano sempre a spostare l’attenzione dalle distrazioni materiali e passeggere ai valori più profondi, stabili ed eterni.
A questo riguardo sant’Agostino, icona vivente di questa conversione, distingue il “frui”, ossia il godere di ciò che è eterno, come Dio, la Verità e l’Amore, dall’“uti”, ossia il saper usare le cose terrene, che sono passeggere e soltanto un mezzo per crescere in ciò che è eterno.
Tanti altri maestri di spirito non si stancano di sottolineare che cercare la pace e la felicità nelle cose materiali o nei piaceri effimeri genera inquietudine, perché tutto ciò che è terreno è destinato a finire.
Ecco ancora sant’Agostino: “Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai!” (Confessioni, X, 27).
Con queste parole Agostino esprime il cuore della sua esperienza di vita: la bellezza non come qualcosa soltanto da contemplare, ma come una Presenza che chiama, affascina e converte.
Che cos’è per lui la bellezza?
Mentre in un tempo come il nostro la parola “bellezza” rischia di evaporare in emozioni soggettive e in gusti passeggeri, Agostino ci offre una via che unisce ragione e desiderio, corpo e spirito, esperienza e riflessione: una via che non si ferma alla superficie, ma cerca la Verità attraverso lo splendore del bello.
Da giovane Agostino fu attratto dalle bellezze sensibili: ne fu affascinato e ingannato, perché cercava fuori di sé ciò che era dentro di lui, scambiando la fonte con la luce riflessa.
Lentamente comprese che la vera bellezza non è quella che cattura i sensi, ma quella che sa orientare l’anima verso l’eterno. È il passaggio, la conversione del suo cuore, da un’estetica sterile alla vera spiritualità, nella quale la bellezza diventa segno e presenza del divino, dell’Amore vero.
Scopre così che ogni fascino umano, pur legittimo, è solo l’inizio di un cammino; che le cose belle non vanno rifiutate, ma integrate, per scoprire la via che porta dalle bellezze create al Bello increato; che non è sufficiente contemplare il Bello: occorre ascoltarlo e lasciarsi interrogare da Lui, che può parlarci in profondità solo quando amiamo disinteressatamente.
Solo il cammino dell’amore vero, infatti, ci conduce al Bello, a Dio-Amore, a Dio-Trinità. È per questo che la vera Bellezza non può esistere né rimanere nel frammento, ma può essere amata e contemplata solo nella totalità.
Agostino, Agostino! Meditando il tuo cammino di perfezione, in questi tempi nei quali abbiamo come pastore Papa Leone XIV, tuo figlio spirituale, vogliamo chiedere in modo speciale la tua protezione dal Cielo, affinché ogni nostro passo nel cammino verso Dio, Bellezza e Amore, non rimanga mai prigioniero degli idoli che ci fermano alle bellezze effimere, ma ci conduca sempre di più in un cammino serio, profondo ed entusiasmante verso la Bellezza eterna, verso il Paradiso.
Mi piace sottolineare ancora una volta queste parole appassionate di Agostino:
“Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai!”
Parole sante e illuminate anche per noi, ogni giorno, nel nostro Santo Viaggio!
Don Nino Carta
23.6.2026
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