PASSAPAROLA. “RICOMINCIARE”
Se il verbo “ricominciare”, durante i quasi undici anni in cui sto inviando un piccolo commento giornaliero, ci è stato proposto come passaparola per ben sedici volte, beh, deve essere davvero importante!
Per questo, ecco allora qualche pensiero.
Ricominciare è credere alla vita e alla felicità. È per questo che sia le devastazioni che ogni tanto arrivano inaspettate e sembrano ferire a morte speranze, amori, esperienze, persone e affetti cari, sia i tanti momenti di difficoltà spirituale, di attaccamenti morbosi e peccaminosi, di illusioni e vanaglorie che sembrano portarci sul ciglio di abissi e depressioni paurose, possono apparire come presenze di morte, capaci di spegnere ogni sorta di speranza.
Però, a un certo punto, come nella natura, dopo tempeste, terremoti e tsunami, ecco rispuntare a poco a poco qualche germoglio e qualche fiorellino, per poi esplodere in miriadi e miriadi di fiori, di bellezze, di profumi.
Ecco: così è anche il nostro cuore, così è anche la nostra vita. Noi cristiani, da ogni esperienza negativa di morte e di peccato, possiamo sempre uscire più forti di prima.
E anche la morte, con tutto ciò che essa comporta, per noi deve essere soprattutto la porta della risurrezione.
Ma, affinché questo passaggio fondamentale della nostra vita possa veramente compiersi, dobbiamo vivere il nostro cammino di fede nella comunione: ossia darci la mano e saper camminare insieme.
È quello che ha sperimentato la prima comunità cristiana dopo lo tsunami della morte di Gesù, che sembrava aver tolto loro ogni certezza e ogni speranza: li troviamo sempre insieme, nonostante tutto.
E anche se alcuni vanno a pescare insieme, due — marito e moglie? — ritornano insieme a casa loro, a Emmaus, così come le donne sono andate insieme a piangere al sepolcro. Sì, tutto e sempre insieme, fino a quando non hanno ritrovato Gesù, Gesù Risorto.
Ecco, così devono essere anche i nostri incontri: sempre pieni di stupore, di gioia, di reciproca comunicazione, all’insegna della speranza.
Così, insieme, Lui viene sempre. Lui c’è.
E non può non esserci quando siamo riuniti nel Suo nome, nel nome dell’amore.
Possono essere due preti o due suore, due lavoratori, due o più pastori, due o tre insegnanti, sportivi, e così via. Tutti, tutti insieme si vince sempre, perché l’amore in Cristo Risorto ha già vinto tutto.
Allora aiutiamoci ad asciugare lacrime, a consolare cuori, a capire, a crederci; aiutiamoci a sperimentare che Lui, vincitore di ogni morte e di ogni solitudine, vive e cammina con noi.
“Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.”
(Matteo 18,20)
Oggi ricominciamo, in ogni momento:
- Se ti senti solo, cerca qualcuno: Dio te lo metterà davanti e ti stupirai.
- Se vedi qualcuno solo, avvicinati in punta di piedi, quasi in silenzio, come il sole; e vedrai che, per il tepore dell’amore, inizierà a togliersi il giubbotto e ad aprire lo scrigno del suo cuore.
È nel calore della gentilezza e del sorriso che si ricomincia.
Proviamo?
Don Nino Carta
18 giugno 2026
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