Reggio Calabria, la città da ripulire non è soltanto nelle strade
Riflessioni sull'operazione straordinaria a Palazzo San Giorgio: la sfida della continuità oltre le telecamere
Se l’immondizia diventa paesaggio: la vera scommessa di Reggio comincerà il sedicesimo giorno
Il piano Cannizzaro è imponente, ma pulire è la parte più semplice. Per salvare la città dal degrado serve una nuova disciplina urbana che fermi la minoranza degli incivili: il decoro non è uno slogan, è un patto civile che si difende con i controlli e la costanza.
L'Editoriale di Luigi Palamara
Una parola che a Reggio Calabria andrebbe maneggiata con prudenza, perché è una parola seria: decoro. Non significa soltanto marciapiedi senza sacchetti, spiagge senza bottiglie, piazze senza cartoni abbandonati. Decoro significa rispetto di sé. E una città che accetta di convivere con le proprie microdiscariche ha già cominciato a perdere qualcosa di più importante della pulizia: ha cominciato a perdere la vergogna.
Per questo l’operazione annunciata dal sindaco Francesco Cannizzaro, “Città Pulita” o “Piazza Pulita” che dir si voglia, non va liquidata come l’ennesimo rito amministrativo con mezzi schierati, conferenza stampa, casacche fluorescenti e promesse solenni. Sarebbe troppo facile. E sarebbe anche ingiusto. Perché stavolta i numeri, almeno sulla carta, ci sono: oltre trenta mezzi di Ecologia Oggi, più di quindici della Polizia locale, venticinque agenti in borghese, quaranta guardie ambientali in arrivo, fototrappole, multe più alte, un nuovo piano di raccolta, il raddoppio della capacità di conferimento in discarica da 750 a 1.500 tonnellate.
È una macchina imponente. Ma il punto, come sempre, non è la partenza. È il giorno dopo.
Il sindaco ha detto di essersi vergognato davanti a certe immagini. Ha parlato di scene “da terzo mondo”. Espressione dura, forse persino ruvida, ma chi ha visto certe strade, certe periferie, certi angoli trasformati in latrine civiche, sa che l’indignazione non nasce dalla retorica. Nasce dagli occhi. Ci sono luoghi in cui la spazzatura non viene più percepita come emergenza, ma come paesaggio. E quando l’immondizia diventa paesaggio, la città è già stata sconfitta.
Cannizzaro ha ragione su un punto: pulire non basta. Pulire è necessario, ma è la parte più semplice. Si manda una squadra, si carica il camion, si porta via il rifiuto. Il difficile è impedire che, poche ore dopo, il solito cittadino incivile, spesso lo stesso che poi si lamenta del degrado, torni a depositare il proprio sacchetto dove capita, con quella naturalezza vigliacca di chi considera pubblico tutto ciò che può sporcare senza pagare.
Qui sta il cuore politico e morale della questione. Reggio non è sporca soltanto perché l’amministrazione è arrivata tardi, perché i servizi non hanno funzionato, perché la programmazione è mancata, perché le spiagge non si puliscono il 25 giugno ma prima. Tutto vero. Tutto ammesso, persino dal sindaco. Ma Reggio è sporca anche perché una minoranza rumorosa e impunita ha sequestrato il diritto della maggioranza a vivere in una città normale.
E allora ben vengano gli agenti in borghese, le auto civetta, le fototrappole, le sanzioni più alte. Non perché una città debba diventare una caserma, ma perché una città non può essere ostaggio dei suoi peggiori abitanti. La libertà di uno non comprende il diritto di abbandonare un materasso sotto casa d’altri, né quello di lasciare cartoni commerciali fuori regola, né quello di trasformare una piazzola in una discarica personale.
Naturalmente, non facciamoci illusioni. La tolleranza zero è una formula che piace molto ai microfoni e molto meno alla realtà. Funziona solo se dura. Funziona solo se non si spegne con la prima settimana di entusiasmo. Funziona solo se la multa arriva davvero, se il controllo non si annuncia ma si fa, se il numero verde risponde, se le segnalazioni non finiscono in un cassetto, se il regolamento comunale non resta carta decorativa, se il nuovo piano di raccolta sarà chiaro anche per l’anziano che non usa i social e non legge comunicati.
Perché il decoro non si governa con gli slogan. Si governa con gli orari rispettati, con i cassonetti dove servono, con il porta a porta comprensibile, con gli ingombranti ritirati, con i commercianti controllati, con i quartieri ascoltati, con le periferie trattate non come retrobottega della città ma come città anch’esse.
C’è poi un altro punto che merita attenzione. Il sindaco ha chiamato in causa consiglieri comunali, presidenti e consiglieri di Circoscrizione, futuri assessori, amministratori del territorio. È giusto. A Reggio il cittadino spesso non chiama un ufficio: chiama “quello che conosce”. È un costume antico, talvolta utile, talvolta malato. Metterlo a sistema può essere intelligenza amministrativa. Ma attenzione: il Comune non può vivere di telefonate personali, favori, scorciatoie e urgenze gridate. Deve diventare un organismo che funziona anche quando nessuno alza la voce.
L’operazione partita da Piazza del Popolo ha dunque un valore simbolico evidente. Da lì si vuole ripulire la città. Bene. Ma la piazza da pulire, prima ancora delle strade, è quella mentale. È l’idea che il pubblico non appartenga a nessuno. È l’abitudine a pretendere servizi senza rispettare doveri. È l’alibi eterno del “tanto lo fanno tutti”. No, non lo fanno tutti. Lo fanno alcuni. E quegli alcuni vanno fermati.
Il sindaco ha promesso quindici giorni di interventi straordinari. Saranno importanti. Si vedranno i camion, si vedranno gli operatori, si vedranno cumuli sparire. Ma la prova vera comincerà il sedicesimo giorno. Quando le telecamere saranno altrove, quando la conferenza stampa sarà archiviata, quando il primo incivile penserà di poter tornare al vecchio sistema: aprire il cofano, scaricare il sacchetto, andarsene.
Lì si capirà se “Piazza Pulita” è stata un’operazione di maquillage o l’inizio di una nuova disciplina urbana. Lì si capirà se Reggio vuole soltanto apparire pulita per qualche fotografia o tornare a rispettarsi.
Pulire una città è un dovere amministrativo. Mantenerla pulita è un patto civile. E i patti civili, quando sono stati violati troppo a lungo, non si ricostruiscono con le buone intenzioni. Si ricostruiscono con l’esempio, con la costanza e, quando serve, con la sanzione.
Perché una città può sopportare molte cose: i ritardi, gli errori, persino le emergenze. Ma non può sopportare di abituarsi alla propria indecenza. Quando accade, non è più la spazzatura a invadere le strade. È la rassegnazione a invadere i cittadini.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno di Roccaforte del Greco detto L'Arciere
@luigi.palamara Reggio Calabria, parte l’operazione “Piazza Pulita”: Cannizzaro annuncia tolleranza zero contro gli incivili Pulizia straordinaria della città, oltre trenta mezzi di Ecologia Oggi, quindici della Polizia locale, nucleo ecologico in borghese, fototrappole, sanzioni più alte e un nuovo piano di raccolta. Il sindaco: “Non è uno slogan, vogliamo restituire decoro a Reggio” Presentato a Palazzo San Giorgio il piano straordinario per uscire dall'emergenza rifiuti e raddoppiare i conferimenti in discarica Reggio Calabria, parte l'operazione “Piazza Pulita”: Cannizzaro annuncia la tolleranza zero In campo 50 mezzi e un nucleo di 25 agenti in borghese contro gli incivili. Multe più alte, fototrappole e guardie ambientali per difendere il decoro. Il sindaco: «Non è uno slogan, mi sono vergognato di certe scene da terzo mondo» È partita questa mattina, giovedì 25 giugno 2026, l’operazione “Città Pulita”, il piano straordinario voluto dal sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, per affrontare l’emergenza rifiuti e restituire decoro al territorio comunale. L’iniziativa è stata presentata a Palazzo San Giorgio nel corso di un punto stampa al quale hanno preso parte i rappresentanti di Ecologia Oggi, la Polizia locale, i presidenti delle Circoscrizioni e diversi rappresentanti istituzionali. Il sindaco ha aperto l’incontro ringraziando gli operatori di Ecologia Oggi e le donne e gli uomini della Polizia locale, sottolineando il lavoro svolto fin dalle prime ore del mattino. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche al comandante Zucco e alla Polizia metropolitana per il coordinamento delle attività. L’operazione, ha spiegato Cannizzaro, è stata costruita nei giorni precedenti e nasce dalla necessità di intervenire in modo deciso su una situazione definita “drammatica” in diverse aree della città. “Reggio aveva bisogno di un intervento aggressivo, massiccio, senza soluzione di continuità”, ha dichiarato il sindaco, evidenziando come l’emergenza riguardi tanto le periferie quanto il centro cittadino. Il piano è partito da Piazza del Popolo, individuata come punto di raccolta e coordinamento, da cui mezzi e operatori si sono mossi per intervenire in maniera capillare sul territorio. Sono stati impiegati oltre trenta mezzi di Ecologia Oggi e più di quindici mezzi della Polizia locale. Mentre si svolgeva la conferenza stampa, gli operatori erano ancora al lavoro per rimuovere microdiscariche e grandi accumuli di rifiuti in diverse zone della città. Cannizzaro ha parlato di segnalazioni raccolte negli ultimi giorni e negli ultimi mesi, provenienti da cittadini che hanno denunciato situazioni di grave degrado, in alcuni casi in aree quasi impraticabili. “Ho visto immagini che non avrei mai pensato di vedere nella nostra città, scene da terzo mondo. In alcuni momenti mi sono vergognato”, ha affermato il sindaco, spiegando che l’amministrazione non poteva più rimanere ferma davanti a quello che ha definito uno “scempio”. L’obiettivo annunciato è quello di intervenire in modo straordinario nell’arco di circa quindici giorni, con una pulizia generale del territorio comunale. Il sindaco, tuttavia, ha chiarito che la sola rimozione dei rifiuti non sarà sufficiente. Il problema principale, infatti, resta il mantenimento del decoro dopo gli interventi. “Siamo consapevoli che dove oggi puliamo, nei giorni successivi potremmo ritrovare altri sacchetti abbandonati dagli incivili”, ha detto. Uno dei passaggi centrali dell’operazione riguarda la capacità di conferimento in discarica. Secondo quanto spiegato dal sindaco, fino alla mattina del 25 giugno la città poteva conferire soltanto 750 tonnellate. Un limite che avrebbe reso impossibile un intervento davvero incisivo. In meno di ventiquattro ore, grazie al lavoro congiunto dell’amministrazione, di Ecologia Oggi e al supporto della Regione Calabria, la capacità è stata raddoppiata, passando a 1.500 tonnellate. “Potevamo anche pulire la città, ma poi dove avremmo conferito i
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@luigi.palamara OPERAZIONE PIAZZA PULITA. Reggio Calabria, l’alba del fare: quando la normalità diventa rivoluzione A poco più di un mese dall'elezione, il sindaco Cannizzaro lancia l'“Operazione Piazza Pulita”: un piano straordinario contro il degrado che unisce interventi nei quartieri e tolleranza zero contro gli incivili. Non una semplice passata di vernice, ma una sfida strutturale che parte dalle periferie: venticinque agenti della Polizia locale schierati h24, anche in borghese, per sanzionare chi abbandona i rifiuti. La scommessa ora sarà la continuità. L'Editoriale di Luigi Palamara Un’ora, nelle città stanche, in cui la retorica dorme ancora e la realtà si presenta senza trucco. Le cinque del mattino. Piazza del Popolo. Gli operatori di Ecologia Oggi pronti a muoversi. La Polizia locale schierata. Il sindaco Francesco Cannizzaro lì, non dietro una scrivania, non davanti a un convegno, non dentro una promessa: lì, dove la città sporca si vede, si annusa, si misura. È da quell’alba che è partita l’Operazione Piazza Pulita. Nome semplice, perfino brutale nella sua chiarezza. Perché a volte la politica, per tornare credibile, deve smettere di parlare difficile e cominciare a dire le cose come stanno: Reggio ha bisogno di essere ripulita. Nei quartieri, nelle periferie, nei luoghi dimenticati, nelle microdiscariche che diventano monumenti all’abbandono, nelle grandi ferite lasciate aperte per troppo tempo. E il punto, finalmente, sembra essere questo: non si tratta di una mano di vernice sulla facciata. Non si tratta della solita passerella con telecamera al seguito e promessa di turno. Qui il messaggio è diverso, ed è arrivato presto. Prestissimo. Dopo poco più di un mese dall’elezione, il sindaco mostra di avere intenzione di aggredire le criticità, non di amministrarle. Di metterci le mani, non di girarci attorno. Di prendere una città che per troppo tempo ha convissuto con problemi sospesi, rinviati, tollerati, e riportarla a una parola che altrove sembra banale, ma qui suona quasi rivoluzionaria: normalità. Pulizia, dunque. Ma non solo pulizia. Perché pulire senza controllare significa condannarsi a ricominciare da capo ogni mattina. Significa chiedere ai cittadini perbene di sopportare due volte: prima l’inciviltà di chi sporca, poi l’impunità di chi continua a farlo. E allora l’Operazione Piazza Pulita non si limita a rimuovere rifiuti. Introduce un principio: dove il Comune pulisce, chi risporca paga. E paga sul serio. Da qui la scelta del nucleo ecologico della Polizia locale: venticinque agenti, servizio h24, anche in borghese, con auto civetta, per individuare e sanzionare chi abbandona rifiuti, chi deturpa, chi pensa che lo spazio pubblico sia una terra di nessuno. Qualcuno, naturalmente, griderà al “sindaco sceriffo”. È una formula comoda, buona per i salotti e per le polemiche a buon mercato. Ma noi preferiamo chiamarlo in un altro modo: un primo cittadino che prova a fare il primo cittadino. Perché amare una città non significa soltanto pronunciarne il nome con voce commossa nei giorni di festa. Non significa riempire i discorsi di “orgoglio”, “identità”, “rinascita” e “futuro”. Amare una città significa anche svegliarsi all’alba, andare nei luoghi dove il degrado ha preso confidenza con l’abitudine, e dire basta. Significa guardare in faccia una realtà scomoda: Reggio merita rispetto, ma il rispetto non arriva per decreto sentimentale. Si conquista con i fatti, con le regole, con la presenza, con le sanzioni quando servono. E servono. Servono perché la città non può essere ostaggio di chi confonde la libertà con l’arroganza. Servono perché il decoro urbano non è un capriccio estetico, ma una forma di giustizia civile. Una strada pulita non è solo una strada più bella: è una strada in cui lo Stato, il Comune, la comunità tornano a farsi vedere. Una periferia ripulita non è solo una periferia più ordinata: è una periferia a cui si dice, finalmente, “non siete cittadini di serie B”. Questa è la parte più importante dell’operazione annu
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