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Reggio Calabria, la lezione di Anna Briante: quando la politica sa riconoscere il merito oltre i partiti

Reggio Calabria, la lezione di Anna Briante: quando la politica sa riconoscere il merito oltre i partiti

Il commento alla nota dell'esponente del Partito Democratico sulla nomina della nuova Vice Sindaca
​L’ex assessora promuove la scelta di Mariagrazia Arena «a prescindere da chi l'abbia fatta». Un gesto di maturità istituzionale che rompe gli schemi del tifo e della rissa politica per mettere al centro il bene della città.

Una nota di buon senso nella politica che urla
L'Editoriale di Luigi Palamara 

In tempi in cui la politica locale sembra spesso condannata al riflesso condizionato della fazione, applaudire se l’ha fatto “uno dei nostri”, storcere il naso se l’ha fatto “uno degli altri”,  la dichiarazione di Anna Briante merita di essere letta con attenzione. Non perché sia lunga. Non perché sia roboante. Ma perché è rara.

Rara nella misura in cui riconosce un merito senza chiedere prima la tessera di appartenenza. Rara perché saluta la nomina di Mariagrazia Arena a Vice Sindaco di Reggio Calabria non come un trofeo da esibire, né come una bandierina da piantare sul campo avversario, ma come ciò che dovrebbe essere: una scelta istituzionale, misurata sul profilo, sulla competenza, sul rigore.

Anna Briante, esponente del Partito Democratico reggino ed ex assessora durante l’amministrazione Falcomatà, ha scritto parole semplici e per questo politicamente pesanti:La scelta di una figura con una storia professionale solida, al di fuori dalle logiche della competizione elettorale, rappresenta una buona strategia politica, a prescindere da chi l’abbia fatta”.

Ecco il punto. “A prescindere da chi l’abbia fatta”.

In quella frase c’è una piccola rivoluzione di decenza pubblica. Perché la politica, quando è seria, non consiste nel negare il valore dell’altro per dovere di scuderia. Consiste nel riconoscere ciò che è utile alla città, anche quando non nasce nel proprio recinto.

La nomina di Mariagrazia Arena, stimata magistrata, viene letta da Briante non come un gesto di facciata, ma come l’indicazione di una rotta: rigore, competenza, esperienza. E anche il tema femminile viene affrontato senza retorica. “Ben venga una Donna in questo ruolo, non solo e soltanto in quanto donna, ma perché raccoglie in sé rigore, competenza ed esperienza”.

Parole che sottraggono la questione alla liturgia delle quote e la restituiscono alla sostanza. Una donna, sì. Ma non una donna qualsiasi. Una figura autorevole, con una biografia professionale forte, chiamata a un incarico che non ammette improvvisazione.

La politica reggina avrebbe bisogno più spesso di questo tono: fermo, civile, non servile. Un tono capace di dire sì quando il sì è giusto, e no quando il no è necessario. Senza gli automatismi del tifo, senza il veleno delle appartenenze, senza quella piccola miseria provinciale che trasforma ogni scelta amministrativa in una rissa da cortile.

Il messaggio di Anna Briante va dunque evidenziato positivamente perché rompe uno schema. Non abdica alla propria identità politica, ma dimostra che l’identità non deve diventare cecità. Non rinuncia alla differenza, ma ricorda che sopra le differenze dovrebbe esserci la città.

E allora l’augurio a Mariagrazia Arena diventa anche un augurio a Reggio Calabria: che il suo cammino sia davvero segnato da legalità, competenza e buon governo. Ma diventa pure un auspicio per la politica: che impari, almeno qualche volta, a riconoscere il merito prima del colore.

Perché una città non si governa con i riflessi di partito. Si governa con persone all’altezza. E quando qualcuno, anche dall’altra parte, lo riconosce pubblicamente, non compie un cedimento. Compie un gesto di serietà.

Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno 

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