Sassi e paura in Aspromonte: frana travolge escursionisti, salva per miracolo una sedicenne
Frana travolge gruppo di escursionisti in Aspromonte: quattro feriti, grave una sedicenne
Tragedia sfiorata nelle gole del torrente Furria, nel territorio di Roghudi Vecchio. Decisivo l’intervento tempestivo di un poliziotto libero dal servizio, un’infermiera e una guida ambientale
ROGHUDI VECCHIO Domenica 16 agosoto 2026 – Una giornata di escursione nel cuore dell’Aspromonte si è trasformata in pochi istanti in una drammatica esperienza per un gruppo di dieci escursionisti, alcuni dei quali minorenni, provenienti da diverse regioni italiane.
La comitiva, partita da Roghudi Vecchio, si era inoltrata lungo le gole del torrente Furria, affluente del fiume Amendolea, in uno degli angoli più suggestivi e selvaggi della Calabria Grecanica. Durante il percorso, il gruppo aveva raggiunto un laghetto naturale lungo il corso del torrente, decidendo di fermarsi per una breve sosta.
È stato proprio in quel tratto del canyon che, improvvisamente, si è verificato il distacco di sassi e detriti dal versante sovrastante innescato dal passaggio accidentale di animali selvatici. La frana di detriti e grossi sassi, ha investito alcuni degli escursionisti, provocando quattro feriti.
Le urla e le richieste di aiuto sono state udite da un secondo gruppo di escursionisti che si trovava nelle vicinanze. Tra loro vi erano un poliziotto in servizio presso il Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Reggio Calabria, due guide ambientali escursionistiche di cui una infermiera in servizio presso gli OORR di Reggio Calabria, anch’essa impegnata nell’escursione.
I tre hanno raggiunto immediatamente il luogo dell’incidente, prestando i primi soccorsi ai feriti e provvedendo alla loro messa in sicurezza. Le condizioni di alcuni degli escursionisti sono apparse da subito tali da rendere necessario il ricorso a cure mediche.
A rendere particolarmente complessa la situazione era l’assenza di copertura telefonica all’interno del canyon. Impossibilitati a lanciare immediatamente l’allarme, i soccorritori hanno quindi deciso di procedere con il trasporto della sedicenne Stella, apparsa in condizioni più gravi, utilizzando una barella di fortuna.
Con il supporto degli altri componenti della comitiva, la ragazza è stata trasportata lungo il sentiero fino alla piazza principale di Roghudi Vecchio antistante la chiesa di San Nicola, individuata come il primo punto utile per poter agganciare un debole segnale telefonico e chiedere l’intervento dei soccorsi.
Da lì sono partite le chiamate al 112 alla Guardia Medica di Roccaforte del Greco. Durante le operazioni, la centrale di emergenza è rimasta in costante contatto con il poliziotto, fornendo indicazioni e monitorando ininterrottamente le condizioni della giovane in attesa dell'arrivo dei sanitari.
Una volta raggiunta Roghudi Vecchio, i soccorritori viste le condizioni gravi dei minorenni, richiedevano l'intervento dei mezzi di soccorso, compreso l'elisoccorso del 118.
La sedicenne è stata quindi, stabilizzata dal personale sanitario sul posto e trasferita d'urgenza in codice rosso con l’elisoccorso presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Attualmente la giovane si trova ricoverata in terapia intensiva, in prognosi riservata.
Il bilancio complessivo dell’incidente è di quattro feriti: tre sono stati successivamente dimessi, mentre Stella, residente a Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, resta ricoverata presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria.
Nonostante il delicato quadro clinico, la giovane ha voluto incontrare e ringraziare personalmente i tre soccorritori che hanno prestato i primi e fondamentali aiuti. Nel corso dell'incontro, Stella avrebbe detto loro:
«Grazie. Mi hanno detto i medici che sono viva grazie al vostro tempestivo intervento».
Un momento particolarmente significativo per i tre soccorritori, che in passato hanno maturato esperienza nell'ambito del Soccorso Alpino e Speleologico e che, trovandosi casualmente nelle vicinanze, non hanno esitato a intervenire.
La vicenda riporta ancora una volta l'attenzione sulla particolare conformazione dell'Aspromonte, territorio di straordinaria bellezza ma caratterizzato da aree impervie, gole, versanti instabili e zone prive di copertura telefonica.
Proprio per questo, i soccorritori rivolgono un appello a quanti intendono affrontare escursioni in questi luoghi: la montagna va affrontata con preparazione, equipaggiamento adeguato e, soprattutto, affidandosi a persone esperte che conoscano il territorio e sappiano valutarne i rischi.
L'auspicio è che la giovane Stella possa superare presto questa difficile prova e tornare quanto prima alla sua vita quotidiana. A lei e alla sua famiglia vanno gli auguri di una pronta guarigione.
Redazione CartaStraccia.News
@luigi.palamara Sassi e paura in Aspromonte: frana travolge escursionisti, salva per miracolo una sedicenne Frana travolge gruppo di escursionisti in Aspromonte: quattro feriti, grave una sedicenne Tragedia sfiorata nelle gole del torrente Furria, nel territorio di Roghudi Vecchio. Decisivo l’intervento tempestivo di un poliziotto libero dal servizio, un’infermiera e una guida ambientale ROGHUDI VECCHIO Domenica 16 agosoto 2026 – Una giornata di escursione nel cuore dell’Aspromonte si è trasformata in pochi istanti in una drammatica esperienza per un gruppo di dieci escursionisti, alcuni dei quali minorenni, provenienti da diverse regioni italiane. La comitiva, partita da Roghudi Vecchio, si era inoltrata lungo le gole del torrente Furria, affluente del fiume Amendolea, in uno degli angoli più suggestivi e selvaggi della Calabria Grecanica. Durante il percorso, il gruppo aveva raggiunto un laghetto naturale lungo il corso del torrente, decidendo di fermarsi per una breve sosta. È stato proprio in quel tratto del canyon che, improvvisamente, si è verificato il distacco di sassi e detriti dal versante sovrastante innescato dal passaggio accidentale di animali selvatici. La frana di detriti e grossi sassi, ha investito alcuni degli escursionisti, provocando quattro feriti. Le urla e le richieste di aiuto sono state udite da un secondo gruppo di escursionisti che si trovava nelle vicinanze. Tra loro vi erano un poliziotto in servizio presso il Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Reggio Calabria, due guide ambientali escursionistiche di cui una infermiera in servizio presso gli OORR di Reggio Calabria, anch’essa impegnata nell’escursione. I tre hanno raggiunto immediatamente il luogo dell’incidente, prestando i primi soccorsi ai feriti e provvedendo alla loro messa in sicurezza. Le condizioni di alcuni degli escursionisti sono apparse da subito tali da rendere necessario il ricorso a cure mediche. A rendere particolarmente complessa la situazione era l’assenza di copertura telefonica all’interno del canyon. Impossibilitati a lanciare immediatamente l’allarme, i soccorritori hanno quindi deciso di procedere con il trasporto della sedicenne Stella, apparsa in condizioni più gravi, utilizzando una barella di fortuna. Con il supporto degli altri componenti della comitiva, la ragazza è stata trasportata lungo il sentiero fino alla piazza principale di Roghudi Vecchio antistante la chiesa di San Nicola, individuata come il primo punto utile per poter agganciare un debole segnale telefonico e chiedere l’intervento dei soccorsi. Da lì sono partite le chiamate al 112 alla Guardia Medica di Roccaforte. Durante le operazioni, la centrale di emergenza è rimasta in costante contatto con il poliziotto, fornendo indicazioni e monitorando ininterrottamente le condizioni della giovane in attesa dell'arrivo dei sanitari. Una volta raggiunta Roghudi Vecchio, i soccorritori viste le condizioni gravi dei minorenni, richiedevano l'intervento dei mezzi di soccorso, compreso l'elisoccorso del 118. La sedicenne è stata quindi, stabilizzata dal personale sanitario sul posto e trasferita d'urgenza in codice rosso con l’elisoccorso presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Attualmente la giovane si trova ricoverata in terapia intensiva, in prognosi riservata. Il bilancio complessivo dell’incidente è di quattro feriti: tre sono stati successivamente dimessi, mentre Stella, residente a Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, resta ricoverata presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Nonostante il delicato quadro clinico, la giovane ha voluto incontrare e ringraziare personalmente i tre soccorritori che hanno prestato i primi e fondamentali aiuti. Nel corso dell'incontro, Stella avrebbe detto loro: «Grazie. Mi hanno detto i medici che sono viva grazie al vostro tempestivo intervento». Un momento particolarmente significativo per i tre soccorritori, che in passato hanno maturato esperienza nell'ambito del So
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AGGIORNAMENTO FINALE
Roghudi Vecchio, donna ferita soccorsa dal 118: torna al centro il problema dei tempi di intervento in Aspromonte
ROGHUDI, 16 agosto 2026 – Intervento del personale sanitario del 118 a Roghudi Vecchio, nel cuore dell’Aspromonte, per soccorrere una donna rimasta lievemente ferita.
Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri di Roccaforte del Greco, che hanno prestato assistenza e svolto gli accertamenti del caso. Le condizioni della donna, secondo le prime informazioni, non desterebbero particolare preoccupazione.
Ulteriori dettagli sulla dinamica dell’accaduto potranno emergere nelle prossime ore.
L’episodio, tuttavia, riporta ancora una volta l’attenzione su una questione particolarmente delicata per le aree interne aspromontane: i lunghi tempi necessari per raggiungere alcune località dell’entroterra.
Strade, distanze e difficoltà nei collegamenti possono infatti trasformare un intervento sanitario in una corsa contro il tempo. In determinate zone dell’Aspromonte possono essere necessarie ore di viaggio per raggiungere un presidio sanitario o per consentire l’arrivo dei soccorsi.
Una situazione che merita di essere affrontata sul piano istituzionale, soprattutto durante il periodo estivo, quando borghi e località montane registrano una maggiore presenza di residenti, escursionisti e visitatori.
Tra le questioni da porre al centro del dibattito c’è quindi la possibilità di garantire un punto di primo soccorso strategicamente collocato nell’area aspromontana e operativo 24 ore su 24, in grado di ridurre sensibilmente i tempi di intervento nelle emergenze.
Quanto accaduto oggi a Roghudi Vecchio si è fortunatamente concluso, dalle prime notizie, senza gravi conseguenze. Ma resta una domanda che il territorio pone da tempo: quanto bisogna attendere perché nelle aree interne venga garantita una risposta sanitaria realmente tempestiva?
Seguiranno aggiornamenti e ulteriori dettagli
AGGIORNAMENTO. SUL POSTO È INTERVENUTO L'ELISOCCORSO E L'AMBULANZA È TORNATA INDIETRO SENZA INTERVENIRE.
Sassi e paura in Aspromonte: frana travolge escursionisti, salva per miracolo una sedicenne
https://www.cartastraccia.news/2026/08/sassi-e-paura-in-aspromonte-frana.html
Redazione CartaStraccia.News
@luigi.palamara Roghudi Vecchio, donna ferita soccorsa dal 118: torna al centro il problema dei tempi di intervento in Aspromonte ROGHUDI, 16 agosto 2026 – Intervento del personale sanitario del 118 a Roghudi Vecchio, nel cuore dell’Aspromonte, per soccorrere una donna rimasta lievemente ferita. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri di Roccaforte del Greco, che hanno prestato assistenza e svolto gli accertamenti del caso. Le condizioni della donna, secondo le prime informazioni, non desterebbero particolare preoccupazione. Ulteriori dettagli sulla dinamica dell’accaduto potranno emergere nelle prossime ore. L’episodio, tuttavia, riporta ancora una volta l’attenzione su una questione particolarmente delicata per le aree interne aspromontane: i lunghi tempi necessari per raggiungere alcune località dell’entroterra. Strade, distanze e difficoltà nei collegamenti possono infatti trasformare un intervento sanitario in una corsa contro il tempo. In determinate zone dell’Aspromonte possono essere necessarie ore di viaggio per raggiungere un presidio sanitario o per consentire l’arrivo dei soccorsi. Una situazione che merita di essere affrontata sul piano istituzionale, soprattutto durante il periodo estivo, quando borghi e località montane registrano una maggiore presenza di residenti, escursionisti e visitatori. Tra le questioni da porre al centro del dibattito c’è quindi la possibilità di garantire un punto di primo soccorso strategicamente collocato nell’area aspromontana e operativo 24 ore su 24, in grado di ridurre sensibilmente i tempi di intervento nelle emergenze. Quanto accaduto oggi a Roghudi Vecchio si è fortunatamente concluso, dalle prime notizie, senza gravi conseguenze. Ma resta una domanda che il territorio pone da tempo: quanto bisogna attendere perché nelle aree interne venga garantita una risposta sanitaria realmente tempestiva? Seguiranno aggiornamenti e ulteriori dettagli. Redazione CartaStraccia.News
♬ audio originale - Luigi Palamara
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