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Reggio Calabria, dal carcere al posto fisso: cinque assunzioni grazie al Centro per l’Impiego

Reggio Calabria, dal carcere al Reggio Calabria, dal carcere al posto fisso: cinque assunzioni grazie al Centro per l’Impiego

Reinserimento lavorativo, il protocollo sperimentale porta risultati concreti: otto tirocini e cinque contratti a tempo indeterminato. Vittorio Colosimo: «Il progetto funziona, il lavoro restituisce nuove opportunità»

di Luigi Palamara

REGGIO CALABRIA 23 ottobre 2026 – Il lavoro come strumento di riscatto, dignità e reinserimento sociale. A Reggio Calabria prende forma un importante percorso di inclusione lavorativa rivolto alle persone detenute ed ex detenute, grazie a un protocollo d'intesa sperimentale che vede il Centro per l'Impiego impegnato in prima linea, insieme alla Prefettura, alla Regione Calabria e agli altri partner istituzionali.

A raccontare i risultati raggiunti è Vittorio Colosimo, coordinatore del Centro per l'Impiego di Reggio Calabria, intervistato da Luigi Palamara. Un bilancio che testimonia come la collaborazione tra istituzioni possa trasformarsi in opportunità occupazionali concrete anche per chi, dopo un'esperienza detentiva, cerca una nuova possibilità di costruire il proprio futuro.

Otto tirocini e cinque assunzioni: i numeri del progetto

«Oggi terminiamo finalmente questo iter», spiega Colosimo, sottolineando il valore di un'iniziativa che ha già prodotto risultati significativi.

Il percorso ha consentito l'attivazione di otto tirocini formativi e cinque assunzioni a tempo indeterminato, segnando un passaggio fondamentale dalle attività di accompagnamento al lavoro alla stabilizzazione occupazionale.

«Siamo partiti con tre assunzioni, alle quali se ne sono aggiunte altre due. Siamo arrivati così a cinque assunzioni a tempo indeterminato», evidenzia il coordinatore.

Un risultato particolarmente importante riguarda anche l'inserimento lavorativo di una persona ancora detenuta all'interno dell'istituto penitenziario.

«Non soltanto persone in esecuzione penale esterna, ma anche un'assunzione intramuraria a tempo indeterminato», precisa Colosimo.

Il ruolo della Prefettura e della Regione Calabria.

Alla base dell'iniziativa c'è un protocollo d'intesa fortemente voluto dalla Prefettura di Reggio Calabria, che ha promosso il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti.

«È un protocollo voluto fortemente da Sua Eccellenza il Prefetto Clara Vaccaro, che mi ha delegato a coordinare questa attività insieme a tutti i partner del progetto», racconta Colosimo.

Il coordinatore rivolge inoltre un ringraziamento all'assessore regionale Giovanni Calabrese competente per il sostegno assicurato all'iniziativa e per aver contribuito a mettere a disposizione gli strumenti della Regione Calabria.

Un lavoro di squadra che ha permesso di superare le difficoltà iniziali e di sperimentare un modello operativo capace di produrre risultati concreti.

Un modello sperimentale che dimostra di funzionare.

Il progetto realizzato a Reggio Calabria assume un significato particolare proprio per la sua natura sperimentale.

Nonostante gli strumenti ancora limitati, il protocollo ha dimostrato che è possibile costruire percorsi efficaci di reinserimento attraverso la collaborazione tra amministrazioni pubbliche, sistema penitenziario e realtà del mondo del lavoro.

«Con questi pochi strumenti siamo riusciti a ottenere risultati. Il protocollo sperimentale che abbiamo realizzato qui a Reggio Calabria ha funzionato», sottolinea Colosimo.

Il passaggio dai tirocini alle assunzioni stabili rappresenta infatti un indicatore concreto dell'efficacia del percorso intrapreso.

Il lavoro come seconda opportunità.

Nel corso dell'intervista, Luigi Palamara ha evidenziato il ruolo sociale del Centro per l'Impiego, capace di offrire nuove prospettive anche a coloro che, entrando nel circuito penitenziario, hanno visto interrompersi il proprio percorso professionale.

La possibilità di tornare a lavorare, o di iniziare un'attività lavorativa durante la detenzione, rappresenta molto più di un risultato occupazionale: significa restituire autonomia, responsabilità e prospettive di reinserimento nella comunità.

Il lavoro diventa così uno degli strumenti fondamentali per contrastare l'emarginazione e favorire la costruzione di un futuro diverso.

Colosimo: «Continuiamo così, tutti insieme».

L'intervista si conclude con un messaggio di fiducia e con la conferma della volontà di proseguire lungo il percorso avviato.

«Il progetto funziona, lo strumento è valido e continuiamo così, tutti insieme», afferma Vittorio Colosimo, prima di raggiungere la Prefettura per un incontro istituzionale.

Un'esperienza che dimostra come il reinserimento lavorativo delle persone detenute possa passare dalle dichiarazioni di principio ai fatti, attraverso progetti condivisi, strumenti operativi e una rete istituzionale capace di accompagnare le persone verso un'autentica seconda opportunità.

Per Reggio Calabria, gli otto tirocini e le cinque assunzioni a tempo indeterminato rappresentano un primo risultato concreto e una base sulla quale continuare a costruire nuove occasioni di inclusione.

Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno

@luigi.palamara

Reggio Calabria, dal carcere al Reggio Calabria, dal carcere al posto fisso: cinque assunzioni grazie al Centro per l’Impiego Reinserimento lavorativo, il protocollo sperimentale porta risultati concreti: otto tirocini e cinque contratti a tempo indeterminato. Vittorio Colosimo: «Il progetto funziona, il lavoro restituisce nuove opportunità» di Luigi Palamara  REGGIO CALABRIA 23 ottobre 2026 – Il lavoro come strumento di riscatto, dignità e reinserimento sociale. A Reggio Calabria prende forma un importante percorso di inclusione lavorativa rivolto alle persone detenute ed ex detenute, grazie a un protocollo d'intesa sperimentale che vede il Centro per l'Impiego impegnato in prima linea, insieme alla Prefettura, alla Regione Calabria e agli altri partner istituzionali. A raccontare i risultati raggiunti è Vittorio Colosimo, coordinatore del Centro per l'Impiego di Reggio Calabria, intervistato da Luigi Palamara. Un bilancio che testimonia come la collaborazione tra istituzioni possa trasformarsi in opportunità occupazionali concrete anche per chi, dopo un'esperienza detentiva, cerca una nuova possibilità di costruire il proprio futuro. Otto tirocini e cinque assunzioni: i numeri del progetto «Oggi terminiamo finalmente questo iter», spiega Colosimo, sottolineando il valore di un'iniziativa che ha già prodotto risultati significativi. Il percorso ha consentito l'attivazione di otto tirocini formativi e cinque assunzioni a tempo indeterminato, segnando un passaggio fondamentale dalle attività di accompagnamento al lavoro alla stabilizzazione occupazionale. «Siamo partiti con tre assunzioni, alle quali se ne sono aggiunte altre due. Siamo arrivati così a cinque assunzioni a tempo indeterminato», evidenzia il coordinatore. Un risultato particolarmente importante riguarda anche l'inserimento lavorativo di una persona ancora detenuta all'interno dell'istituto penitenziario. «Non soltanto persone in esecuzione penale esterna, ma anche un'assunzione intramuraria a tempo indeterminato», precisa Colosimo. Il ruolo della Prefettura e della Regione Calabria. Alla base dell'iniziativa c'è un protocollo d'intesa fortemente voluto dalla Prefettura di Reggio Calabria, che ha promosso il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti. «È un protocollo voluto fortemente da Sua Eccellenza il Prefetto Clara Vaccaro, che mi ha delegato a coordinare questa attività insieme a tutti i partner del progetto», racconta Colosimo. Il coordinatore rivolge inoltre un ringraziamento all'assessore regionale Giovanni Calabrese competente per il sostegno assicurato all'iniziativa e per aver contribuito a mettere a disposizione gli strumenti della Regione Calabria. Un lavoro di squadra che ha permesso di superare le difficoltà iniziali e di sperimentare un modello operativo capace di produrre risultati concreti. Un modello sperimentale che dimostra di funzionare. Il progetto realizzato a Reggio Calabria assume un significato particolare proprio per la sua natura sperimentale. Nonostante gli strumenti ancora limitati, il protocollo ha dimostrato che è possibile costruire percorsi efficaci di reinserimento attraverso la collaborazione tra amministrazioni pubbliche, sistema penitenziario e realtà del mondo del lavoro. «Con questi pochi strumenti siamo riusciti a ottenere risultati. Il protocollo sperimentale che abbiamo realizzato qui a Reggio Calabria ha funzionato», sottolinea Colosimo. Il passaggio dai tirocini alle assunzioni stabili rappresenta infatti un indicatore concreto dell'efficacia del percorso intrapreso. Il lavoro come seconda opportunità. Nel corso dell'intervista, Luigi Palamara ha evidenziato il ruolo sociale del Centro per l'Impiego, capace di offrire nuove prospettive anche a coloro che, entrando nel circuito penitenziario, hanno visto interrompersi il proprio percorso professionale. La possibilità di tornare a lavorare, o di iniziare un'attività lavorativa durante la detenzione, CartaStraccia.News

♬ audio originale - Luigi Palamara

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