Una bella serata Reggina. Quando Chiesa, Comune, sport e cittadini si ritrovano insieme
L'Editoriale di Luigi Palamara
Capita che alcune sere una città, quasi senza accorgersene, racconta se stessa.
Non servono convegni. Non servono tavole rotonde. Non servono quei comunicati ufficiali che spesso hanno molte parole e pochissima vita.
Basta una chiesa.
Basta una domenica sera.
Basta che, nello stesso luogo, si incontrino la Chiesa, il Comune, lo sport e soprattutto i cittadini.
Ed è quello che è accaduto nella chiesa di San Giorgio al Corso, nel cuore di Reggio Calabria.
Una chiesa che non è una chiesa qualsiasi. È conosciuta come la chiesa degli artisti ed è legata a San Giorgio, patrono della città. Ogni domenica vi celebra la Santa Messa don Nuccio Cannizzaro, sacerdote capace di accompagnare la liturgia con contenuti religiosi profondi, senza ridurre la fede a cerimonia o abitudine.
Io sono arrivato in ritardo.
Le elezioni suppletive, in queste ore, occupano buona parte delle mie giornate. Oggi e domani si vota e il tempo, inevitabilmente, corre più veloce di noi.
Eppure la fortuna, qualche volta, arriva puntuale proprio quando noi siamo in ritardo.
Mi era già accaduto stamattina con Bruno Jacoboni. È successo di nuovo la sera.
Entro in chiesa e mi trovo davanti un piccolo spaccato di Reggio Calabria.
C'è Claudio Lotito, presidente della Reggina 1914.
C'è Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio Calabria.
Ci sono gli avvocati Antonella Modaffari e Giacomo Iaria.
Professionisti, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori.
Ma soprattutto ci sono loro: i cittadini.
Quelli senza incarichi, senza titoli davanti al nome, senza automobile blu.
Quelli che vedono il sindaco, vedono il presidente della Reggina, si avvicinano, stringono una mano, chiedono una fotografia.
Un selfie.
Può sembrare una cosa piccola.
Non lo è.
Perché una città funziona davvero quando le sue istituzioni non stanno soltanto nei palazzi e quando lo sport non rimane chiuso dentro uno stadio.
Funziona quando la Chiesa apre le porte, il Comune incontra le persone, lo sport ritrova il suo popolo e il cittadino non si sente spettatore della propria città.
Questa è forse l'immagine più bella della serata.
Non il potente da una parte e la gente dall'altra.
Ma persone insieme.
Prima il Granillo, poi San Giorgio.
Per Claudio Lotito, poi, non era stata una domenica qualsiasi.
Poche ore prima aveva vissuto il suo battesimo al Granillo con la nuova Reggina.
E la squadra gli aveva fatto il regalo migliore: Reggina-Nuova Igea Virtus 2-0, reti di Toscano e Alma, quinta vittoria consecutiva e primo posto a punteggio pieno.
Quasi settemila persone sugli spalti.
Poi, poche ore dopo, un'altra folla.
Diversa.
Non quella dello stadio ma quella di una chiesa.
Dal prato verde al silenzio di San Giorgio al Corso.
Dal pallone alla preghiera.
E lì il presidente della Reggina si è raccolto davanti a San Giorgio insieme al sindaco.
È un'immagine che, per chi ama questa città, vale più di tante dichiarazioni preparate a tavolino.
Perché ci ricorda tre istituzioni che, quando svolgono bene il proprio ruolo, hanno una caratteristica comune: appartengono alla gente.
La Chiesa, quando sa essere casa e non distanza.
Il Comune, quando il sindaco torna a essere il primo cittadino fra i cittadini.
Lo sport, quando una squadra smette di essere soltanto undici uomini che rincorrono un pallone e torna a rappresentare un'identità collettiva.
E poi c'è la quarta istituzione, quella che spesso dimentichiamo.
I cittadini.
Senza di loro non esiste nulla.
Non esiste una squadra.
Non esiste un Comune vivo.
E persino una chiesa, senza una comunità, diventerebbe soltanto pietra.
Don Nuccio e una Chiesa che parla alla città.
In mezzo a tutto questo c'è don Nuccio Cannizzaro.
Un sacerdote che non ha bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare.
I contenuti religiosi delle sue celebrazioni sono di altissimo livello perché cercano di parlare all'uomo prima ancora che alla folla.
Ed è forse proprio questo il compito più difficile della Chiesa contemporanea: non limitarsi a celebrare, ma riuscire ancora a interrogare le coscienze.
San Giorgio al Corso, quella sera, ci è riuscita.
E lo ha fatto mettendo nella stessa navata persone diversissime.
Politica.
Impresa.
Professioni.
Sport.
Cittadini.
Fede.
Non sempre queste parole riescono a stare bene nella stessa frase.
A Reggio, per una sera, ci sono riuscite.
«Non vendiamo sogni, ma solide realtà».
Fuori dalla chiesa arriva il momento dell'intervista.
Stringo la mano a Claudio Lotito.
Gli ricordo ciò che oggi molti tifosi amaranto cominciano nuovamente a percepire: Reggio torna a guardare la propria squadra con speranza.
Gli chiedo:
«Presidente, la città comincia a sognare con la Reggina, anche e soprattutto grazie a lei?»
Lotito non sceglie la risposta più facile.
Parla dei sentimenti e della passione di una popolazione che, dice, per troppi anni si è sentita mortificata e che cercava qualcuno capace di difenderne le aspirazioni, restituendole la possibilità di tornare nel calcio che conta.
Poi pronuncia le parole che contano davvero:
umiltà, lavoro, gioco di squadra.
Tre concetti che valgono nel calcio ma, se vogliamo dirla tutta, servirebbero parecchio anche fuori dal calcio.
E infine la frase che rimane:
«L'importante è che non vendiamo sogni, ma solide realtà».
È probabilmente questo il punto.
Reggio di sogni ne ha comprati parecchi.
Qualcuno è durato una stagione.
Qualcuno una campagna elettorale.
Qualcuno il tempo di una promessa.
Le realtà solide sono più difficili.
Bisogna costruirle.
Giorno dopo giorno.
Partita dopo partita.
Mattone dopo mattone.
Reggio Calabria, quando sta insieme, sta bene.
Alla fine rimane una fotografia.
Non quella dei selfie, che domani finiranno nei telefoni e sui social.
Un'altra.
La fotografia di una città nella quale, per qualche ora, Chiesa, istituzioni civili, sport e cittadini hanno condiviso lo stesso spazio senza barriere.
La Reggina aveva appena vinto.
Il suo presidente aveva vissuto il primo pomeriggio al Granillo con la squadra.
Il sindaco era lì.
Don Nuccio celebrava la Messa.
La gente entrava, salutava, sorrideva, chiedeva una fotografia.
Niente di rivoluzionario.
Eppure, in tempi nei quali sembra diventato difficile persino stare nella stessa stanza senza dividersi in fazioni, forse la normalità è diventata rivoluzionaria.
La Chiesa che accoglie.
Il Comune che incontra.
Lo sport che unisce.
I cittadini che partecipano.
Quattro pezzi della stessa città.
E quando questi pezzi smettono di guardarsi da lontano e si ritrovano insieme, Reggio mostra il volto migliore di sé.
Dal Granillo a San Giorgio.
Dal 2-0 alla Santa Messa.
Dalla stretta di mano alla preghiera.
Dalla fede alla passione amaranto.
Sì.
È stata davvero una bella serata Reggina.
In tutti i sensi.
Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno
@luigi.palamara Una bella serata Reggina. Quando Chiesa, Comune, sport e cittadini si ritrovano insieme L'Editoriale di Luigi Palamara Capita che alcune sere una città, quasi senza accorgersene, racconta se stessa. Non servono convegni. Non servono tavole rotonde. Non servono quei comunicati ufficiali che spesso hanno molte parole e pochissima vita. Basta una chiesa. Basta una domenica sera. Basta che, nello stesso luogo, si incontrino la Chiesa, il Comune, lo sport e soprattutto i cittadini. Ed è quello che è accaduto nella chiesa di San Giorgio al Corso, nel cuore di Reggio Calabria. Una chiesa che non è una chiesa qualsiasi. È conosciuta come la chiesa degli artisti ed è legata a San Giorgio, patrono della città. Ogni domenica vi celebra la Santa Messa don Nuccio Cannizzaro, sacerdote capace di accompagnare la liturgia con contenuti religiosi profondi, senza ridurre la fede a cerimonia o abitudine. Io sono arrivato in ritardo. Le elezioni suppletive, in queste ore, occupano buona parte delle mie giornate. Oggi e domani si vota e il tempo, inevitabilmente, corre più veloce di noi. Eppure la fortuna, qualche volta, arriva puntuale proprio quando noi siamo in ritardo. Mi era già accaduto stamattina con Jacoboni. È successo di nuovo la sera. Entro in chiesa e mi trovo davanti un piccolo spaccato di Reggio Calabria. C'è Claudio Lotito, presidente della Reggina 1914. C'è Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio Calabria. Ci sono gli avvocati Antonella Modaffari e Giacomo Iaria. Professionisti, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori. Ma soprattutto ci sono loro: i cittadini. Quelli senza incarichi, senza titoli davanti al nome, senza automobile blu. Quelli che vedono il sindaco, vedono il presidente della Reggina, si avvicinano, stringono una mano, chiedono una fotografia. Un selfie. Può sembrare una cosa piccola. Non lo è. Perché una città funziona davvero quando le sue istituzioni non stanno soltanto nei palazzi e quando lo sport non rimane chiuso dentro uno stadio. Funziona quando la Chiesa apre le porte, il Comune incontra le persone, lo sport ritrova il suo popolo e il cittadino non si sente spettatore della propria città. Questa è forse l'immagine più bella della serata. Non il potente da una parte e la gente dall'altra. Ma persone insieme. Prima il Granillo, poi San Giorgio Per Claudio Lotito, poi, non era stata una domenica qualsiasi. Poche ore prima aveva vissuto il suo battesimo al Granillo con la nuova Reggina. E la squadra gli aveva fatto il regalo migliore: Reggina-Nuova Igea Virtus 2-0, reti di Toscano e Alma, quinta vittoria consecutiva e primo posto a punteggio pieno. Quasi settemila persone sugli spalti. Poi, poche ore dopo, un'altra folla. Diversa. Non quella dello stadio ma quella di una chiesa. Dal prato verde al silenzio di San Giorgio al Corso. Dal pallone alla preghiera. E lì il presidente della Reggina si è raccolto davanti a San Giorgio insieme al sindaco. È un'immagine che, per chi ama questa città, vale più di tante dichiarazioni preparate a tavolino. Perché ci ricorda tre istituzioni che, quando svolgono bene il proprio ruolo, hanno una caratteristica comune: appartengono alla gente. La Chiesa, quando sa essere casa e non distanza. Il Comune, quando il sindaco torna a essere il primo cittadino fra i cittadini. Lo sport, quando una squadra smette di essere soltanto undici uomini che rincorrono un pallone e torna a rappresentare un'identità collettiva. E poi c'è la quarta istituzione, quella che spesso dimentichiamo. I cittadini. Senza di loro non esiste nulla. Non esiste una squadra. Non esiste un Comune vivo. E persino una chiesa, senza una comunità, diventerebbe soltanto pietra. Don Nuccio e una Chiesa che parla alla città In mezzo a tutto questo c'è don Nuccio Cannizzaro. Un sacerdote che non ha bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare. Editoriale completo su CartaStraccia.News
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@luigi.palamara Una serata davvero bella a Reggio Calabria, un momento in cui Chiesa, Comune, sport e cittadini si uniscono. L’editoriale di Luigi Palamara racconta come la città si esprima senza bisogno di convegni e comunicati ufficiali. Basti una chiesa, un domenica sera, e il dialogo tra istituzioni e persone comuni. Ci troviamo nella chiesa di San Giorgio al Corso, conosciuta come la chiesa degli artisti. Qui, don Nuccio Cannizzaro celebra la Messa con profondità, senza ridurre la fede a una semplice cerimonia. Arrivando un po’ in ritardo, mi trovo immerso in una scena significativa: Claudio Lotito, presidente della Reggina, insieme al sindaco Francesco Cannizzaro e alla gente, lontani dai formalismi. Cittadini che si avvicinano, chiedono una foto, condividono un momento. Non è una cosa da poco. La bellezza di questa serata sta nell’incontro reale: non più il potente da una parte e il popolo dall’altra, ma tutte le persone unite in una unica comunità. Reggio ha vissuto un pomeriggio glorioso allo stadio Granillo e ora, in chiesa, si riunisce nuovamente per onorare la propria identità. Don Nuccio, con le sue celebrazioni, non si limita a parlare, ma interroga le coscienze, ricorda che la Chiesa deve essere casa. I cittadini riempiono questa chiesa di significato, e questa immagine di unità è ciò di cui abbiamo bisogno. In un clima di divisioni, questa serata ha dimostrato che la vera normalità è un gesto di comunità. Portando avanti l'idea che Chiesa, Comune e sport lavorano per lo stesso obiettivo: una Reggio Calabria viva e partecipe. Sì, è stata davvero una bella serata Reggina. #Reggina #ReggioCalabria #Chiesa #Sport #Cittadini ♬ audio originale - Luigi Palamara
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