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​Roccaforte del Greco torna a respirare: «Una comunità non si vampirizza, si serve»

La svolta democratica dopo gli anni difficili e l'insediamento del nuovo sindaco Ercole Nucera

​Roccaforte del Greco torna a respirare: «Una comunità non si vampirizza, si serve»

Il commento del giornalista Luigi Palamara sull’esito del voto: un appello all'impegno comune, al rispetto delle radici e al ruolo di una sana opposizione per far rinascere il paese dell’Aspromonte.

Oggi 14 giugno 2026 a Roccaforte del Greco si respira un’aria diversa.
Un’aria nuova, ma anche antica. Perché certe cose, quando tornano, non sono mai davvero nuove: sono valori che avevamo lasciato in silenzio, ma che non avevamo dimenticato.

Torna il colore della democrazia. Torna la possibilità di discutere, di scegliere, di sperare. Torna l’idea che un paese non appartenga a pochi, ma a tutti. A chi ci vive, a chi lo ama, a chi lo ha lasciato senza mai smettere di portarlo nel cuore.

Abbiamo conosciuto anni difficili. Anni nei quali Roccaforte del greco sembrava consumarsi piano, quasi senza rumore. Ma i paesi non muoiono quando mancano le parole. Muoiono quando manca l’amore. E oggi, invece, noi siamo qui proprio per dire che questo amore c’è ancora.

Chi ama davvero un paese deve averlo vissuto. Deve averne conosciuto le strade, le case, i silenzi, le fatiche. Deve averci lasciato qualcosa di sé. Chi lo ha guardato soltanto come occasione, chi lo ha usato per interessi piccoli e personali, forse non ha mai capito che una comunità non si vampirizza: si serve.

Ora viene la parte più difficile.
Non basta aver vinto. Bisogna meritare la fiducia. Non basta cambiare pagina. Bisogna scriverla con onestà, con responsabilità, con rispetto.

Dobbiamo tenere vivo Roccaforte del Greco. Dobbiamo farlo per i nostri genitori, che ci hanno insegnato il valore della dignità. Per i nostri nonni, che hanno custodito questa terra con fatica e sacrificio. Per i nostri figli e per i nostri nipoti, perché possano un giorno dire che qui non si è soltanto nati, ma si è anche tornati a credere.

In questo lembo di terra siamo nati, siamo cresciuti, abbiamo vissuto gli anni più belli della nostra vita. Qui abbiamo imparato i nomi delle persone prima ancora di quelli delle strade. Qui ogni pietra conserva una memoria, ogni casa una storia, ogni volto una parte di noi.

Per questo oggi non è solo il giorno della gioia. È il giorno dell’impegno.
L’impegno a non tradire, a non dimenticare, a non dividere. L’impegno a lavorare per il bene comune, anche quando sarà faticoso, anche quando sarà scomodo, anche quando sarà più facile tacere.

Ringraziamo il nuovo Sindaco, Ercole Nucera. A lui e alla sua amministrazione auguriamo forza, equilibrio e coraggio. Ma viva anche l’opposizione, quando saprà essere vigile, leale e utile al paese. Perché la democrazia vive non quando tutti applaudono, ma quando tutti possono parlare.

Viva chi ha creduto.
Viva chi non si è arreso.
Viva chi torna, chi resta, chi lotta.

Viva noi.
Viva Roccaforte del Greco.

Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno di Roccaforte del Greco detto L'Arciere 

@luigi.palamara

La svolta democratica dopo gli anni difficili e l'insediamento del nuovo sindaco Ercole Nucera ​Roccaforte del Greco torna a respirare: «Una comunità non si vampirizza, si serve» ​Il commento del giornalista Luigi Palamara sull’esito del voto: un appello all'impegno comune, al rispetto delle radici e al ruolo di una sana opposizione per far rinascere il paese dell’Aspromonte.  Oggi 14 giugno 2026 a Roccaforte del Greco si respira un’aria diversa. Un’aria nuova, ma anche antica. Perché certe cose, quando tornano, non sono mai davvero nuove: sono valori che avevamo lasciato in silenzio, ma che non avevamo dimenticato. Torna il colore della democrazia. Torna la possibilità di discutere, di scegliere, di sperare. Torna l’idea che un paese non appartenga a pochi, ma a tutti. A chi ci vive, a chi lo ama, a chi lo ha lasciato senza mai smettere di portarlo nel cuore. Abbiamo conosciuto anni difficili. Anni nei quali Roccaforte del greco sembrava consumarsi piano, quasi senza rumore. Ma i paesi non muoiono quando mancano le parole. Muoiono quando manca l’amore. E oggi, invece, noi siamo qui proprio per dire che questo amore c’è ancora. Chi ama davvero un paese deve averlo vissuto. Deve averne conosciuto le strade, le case, i silenzi, le fatiche. Deve averci lasciato qualcosa di sé. Chi lo ha guardato soltanto come occasione, chi lo ha usato per interessi piccoli e personali, forse non ha mai capito che una comunità non si vampirizza: si serve. Ora viene la parte più difficile. Non basta aver vinto. Bisogna meritare la fiducia. Non basta cambiare pagina. Bisogna scriverla con onestà, con responsabilità, con rispetto. Dobbiamo tenere vivo Roccaforte del Greco. Dobbiamo farlo per i nostri genitori, che ci hanno insegnato il valore della dignità. Per i nostri nonni, che hanno custodito questa terra con fatica e sacrificio. Per i nostri figli e per i nostri nipoti, perché possano un giorno dire che qui non si è soltanto nati, ma si è anche tornati a credere. In questo lembo di terra siamo nati, siamo cresciuti, abbiamo vissuto gli anni più belli della nostra vita. Qui abbiamo imparato i nomi delle persone prima ancora di quelli delle strade. Qui ogni pietra conserva una memoria, ogni casa una storia, ogni volto una parte di noi. Per questo oggi non è solo il giorno della gioia. È il giorno dell’impegno. L’impegno a non tradire, a non dimenticare, a non dividere. L’impegno a lavorare per il bene comune, anche quando sarà faticoso, anche quando sarà scomodo, anche quando sarà più facile tacere. Ringraziamo il nuovo Sindaco, Ercole Nucera. A lui e alla sua amministrazione auguriamo forza, equilibrio e coraggio. Ma viva anche l’opposizione, quando saprà essere vigile, leale e utile al paese. Perché la democrazia vive non quando tutti applaudono, ma quando tutti possono parlare. Viva chi ha creduto. Viva chi non si è arreso. Viva chi torna, chi resta, chi lotta. Viva noi. Viva Roccaforte del Greco. Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno di Roccaforte del Greco detto L'Arciere 

♬ audio originale - Luigi Palamara

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