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Reggio Calabria, il conto alla rovescia di Cannizzaro: il rebus Giunta tra Manuale Cencelli e competenze

Reggio Calabria. La Giunta. Il conto alla rovescia di Cannizzaro

Dopo il successo elettorale scatta la fase più complessa: domani la proclamazione dei consiglieri, poi i dieci giorni per varare la squadra

Reggio Calabria, il conto alla rovescia di Cannizzaro: il rebus Giunta tra Manuale Cencelli e competenze

Il sindaco stringe i tempi per la nomina di nove assessori e la scelta del presidente del Consiglio. Sullo sfondo restano il nodo delle quote rosa, il peso delle imminenti elezioni metropolitane del 19 luglio e la promessa di una squadra capace di segnare davvero un cambio di passo. La città attende nomi di spessore e risposte concrete oltre le logiche dei partiti.

L’Editoriale di Luigi Palamara


Arriva sempre il momento, dopo una vittoria elettorale, in cui finiscono gli applausi e comincia il mestiere più difficile: governare.

Per Francesco Cannizzaro quel momento è arrivato. Domani venerdì 12 giugno 2062 alle ore 18,30 saranno proclamati i consiglieri comunali eletti. Poi il sindaco dovrà convocare la prima seduta del Consiglio comunale, che dovrà tenersi entro dieci giorni. In quella sede verranno convalidati gli eletti, sarà scelto il presidente del Consiglio comunale e, soprattutto, il sindaco comunicherà la composizione della nuova Giunta.

Nove assessori. Almeno quattro donne. E molte attese.

Il conto alla rovescia è cominciato, e non riguarda soltanto i nomi. Riguarda il senso che Cannizzaro vorrà dare alla sua amministrazione. Perché una Giunta non è mai soltanto un elenco di persone. È una dichiarazione politica. Dice chi conta, chi è stato premiato, chi è stato lasciato fuori, ma soprattutto dice quale idea di città si vuole costruire.

Prima e durante la campagna elettorale, Cannizzaro ha più volte lasciato intendere di voler guardare anche fuori dal perimetro stretto dei partiti. Ha parlato di figure esterne, di personalità di prestigio, di competenze capaci di dare autorevolezza e forza all’azione amministrativa. È una promessa importante, perché chiama in causa non soltanto la politica, ma anche la credibilità della città. Se davvero l’obiettivo è aprire una fase nuova, allora la Giunta dovrà essere qualcosa di più di una fotografia degli equilibri elettorali.

Certo, qualche neo consigliere eletto potrà legittimamente essere indicato alla presidenza del Consiglio comunale o chiamato a ricoprire un assessorato. È già accaduto, accadrà ancora. Ma occorre ricordare un principio semplice, quasi elementare: chi si candida alle elezioni comunali si candida per essere eletto consigliere comunale, non per diventare automaticamente assessore. Il mandato ricevuto dagli elettori è prima di tutto un mandato di rappresentanza, controllo, presenza in aula, ascolto dei cittadini. Trasformare il voto in una corsia preferenziale verso la Giunta rischia di apparire come una promozione interna, più che come una scelta fondata sulle competenze.

A Reggio Calabria, come altrove, la politica ha le sue regole scritte e quelle non scritte. Tra queste ultime c’è il vecchio Manuale Cencelli, mai davvero archiviato. Si distribuiscono incarichi, si rispettano equilibri, si pesano partiti, correnti, territori, amicizie e fedeltà. Il presidente del Consiglio comunale vale quasi come un assessore. Il futuro vicesindaco metropolitano, che sarà deciso dopo le elezioni del 19 luglio 2026, è un’altra casella importante. Tutto si tiene.

Ma proprio perché tutto si tiene, il rischio è che la città resti fuori dalla stanza dove si decide. E invece Reggio, questa volta, si aspetta un cambio di passo. Non un maquillage istituzionale, non una somma di appartenenze, non una distribuzione ordinata di postazioni. Si aspetta nomi altisonanti, certo. Ma soprattutto nomi credibili. Persone riconoscibili per storia, competenza, autonomia, capacità amministrativa. Personalità che possano parlare alla città prima ancora che ai partiti.

Cannizzaro, finora, ha parlato poco. Ha lasciato intendere che la squadra sarà formata dai “migliori possibili” e da persone disponibili a dedicarsi all’incarico senza distrazioni, a tempo pieno. È un impegno alto. Forse necessario. Ma gli impegni alti hanno un difetto: poi bisogna mantenerli.

La città, più che conoscere i retroscena, vuole capire se questa nuova amministrazione sarà capace di affrontare i problemi veri. Non quelli delle stanze politiche, ma quelli delle strade, dei quartieri, degli uffici, dei servizi, della vita quotidiana. La gente giudica così: non con le formule, ma con quello che cambia o non cambia.

Per questo la partita di Francesco Cannizzaro si giocherà soprattutto sulla squadra di assessori che saprà costruire. Non basterà dire che saranno i migliori. Bisognerà farlo vedere. Non basterà invocare il prestigio. Bisognerà portarlo dentro Palazzo San Giorgio. Non basterà garantire fedeltà al sindaco. Serviranno persone capaci di assumersi responsabilità, di decidere, di conoscere le materie, di reggere il peso di una città difficile e complessa come Reggio Calabria.

Anche le elezioni metropolitane del 19 luglio entreranno in questa partita. Il sindaco ha confermato la data, ha firmato il decreto di indizione dei comizi elettorali e quello per la costituzione dell’Ufficio elettorale. Si voterà a Palazzo Corrado Alvaro, sede della Città Metropolitana. Un passaggio formale, certo, ma anche politico. Perché la guida della città e quella dell’area metropolitana sono due pezzi dello stesso disegno.

Francesco Cannizzaro ha davanti a sé una responsabilità grande. Ha vinto con forza, ma la forza del consenso non basta. Serve la pazienza dell’amministrazione, la capacità di scegliere collaboratori competenti, il coraggio di non accontentare tutti. Un sindaco si vede anche da questo: da chi porta con sé.

Nei prossimi giorni sapremo i nomi. Sapremo se prevarrà il criterio della qualità o quello della compensazione. Sapremo se la Giunta nascerà come squadra di governo o come risultato di una trattativa. Sapremo se le figure esterne annunciate saranno davvero protagoniste o resteranno soltanto un buon argomento da campagna elettorale.

Alla fine, però, il giudizio non lo daranno soltanto i partiti. Lo darà Reggio. Lo daranno i cittadini quando capiranno se quelle promesse, pronunciate nei giorni della vittoria, diventeranno atti concreti.

Il conto alla rovescia è partito. E questa volta non misura soltanto il tempo che manca alla nomina degli assessori. Misura la distanza tra la speranza e la prova dei fatti.

Luigi Palamara
Giornalista e Artista Aspromontàno

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