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E adesso sentite Boris Johnson: “Presto per allentare. Secondo picco sarebbe un disastro”


27 aprile 2020

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E se lo dice lui… Mentre in Italia Matteo Salvini promette di radunare i suoi fan e di portarli in piazza (con la mascherina) per protestare contro le misure del governo per la Fase 2, dall’Inghilterra torna a farsi sentire Boris Johnson: “È troppo presto per allentare le misure di contenimento adottate in Gran Bretagna per contenere la diffusione del coronavirus, perché una seconda ondata sarebbe un disastro”. Lo ha detto il premier britannico parlando da Downing Street per la prima volta dopo essere stato dimesso dall’ospedale dove era stato ricoverato per aver contratto il Covid-19. Ecco, lui ci è passato, e deve essersi ricreduto rispetto alle posizioni iniziali.

Ringraziando Dominic Raab per aver svolto le sue funzioni mentre era ricoverato e ringraziando la popolazione per aver seguito le indicazioni di contenimento, Johnson ha spiegato di comprendere le preoccupazioni dell’economia, ma di avvertire anche il rischio di un secondo picco. ”Vi chiedo di contenere la vostra impazienza, perché credo che stiamo arrivando alla fine della prima fase di questo conflitto”, ha detto. “So che è difficile. Voglio far andare avanti l’economia il più velocemente possibile – ha aggiunto Johnson – Ma mi rifiuto di buttare via il sacrificio del popolo britannico e rischiare un secondo picco”.

Come governo, non è ora possibile dire come e quando verranno modificate le misure di lockdown. ”Semplicemente, non possiamo dire quando o come questi cambiamenti verranno attuati – ha continuato Johnson – Ovviamente vi diremo molto di più su questo nei prossimi giorni. Le decisioni verranno prese con la massima trasparenza possibile. Ogni giorno so che questo virus porta nuova tristezza”, ma in Gran Bretagna ”stiamo facendo progressi” ha detto il primo ministro. Quella in corso “è la più grande sfida che questo Paese ha dovuto affrontare dopo la guerra”, ha aggiunto.

Il suo intervento, ripreso da globalist.it, si è così concluso: ”Nonostante tutta la sofferenza ci siamo quasi riusciti” a contenere la diffusione del coronavirus in Gran Bretagna, per cui, ha ribadito, non è il momento di ”rischiare un secondo grande picco, un’enorme perdita di vite umane e di travolgere il sistema sanitario nazionale”.

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