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AFRICO (RC). IN MANETTE PADRE E FIGLIO RICERCATI DAI CARABINIERI PER L’OMICIDIO DI PANGALLO SALVATORE, AVVENUTO LUNEDÌ NELLE CAMPAGNE DI BIANCO.



I Carabinieri a Bianco (RC) hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto Favasuli Santoro e Pietro, padre e figlio di 62 e 23 anni, che dopo l’omicidio di lunedì scorso si erano resi irreperibili. Ricercati da un imponente spiegamento di forze, si sono consegnati alla Compagnia Carabinieri di Bianco tra ieri sera e stamattina.  


Svolta nelle indagini dell’omicidio di Pangallo Salvatore Emanuele, avvenuto lunedì scorso tra le campagne di Africo e Bianco. 

Le indagini, condotte dalla Compagnia di Bianco con il coordinamento della Procura della Repubblica di Locri, hanno dato i loro frutti tra ieri notte e stamattina, quando Favasuli Pietro e Santoro, rispettivamente padre e figlio ritenuti responsabili dell’omicidio in questione, a poche ore di distanza l’uno dall’altro si sono consegnati ai Carabinieri. I militari dell’Arma, nelle ultime 72 ore, hanno dispiegato un imponente schieramento di forze, finalizzato alla cattura dei responsabili, che nel frattempo si erano dati alla macchia. Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, Aliquote di Pronto Intervento e militari del Gruppo Carabinieri di Locri si sono tutti uniti in una costante attività di ricerca, durata incessantemente per oltre tre giorni. Numerosissime le perquisizioni e i rastrellamenti, nelle aree urbane, rurali e in tutta la fascia aspromontana, alla ricerca dei responsabili, delle loro armi e di eventuali fiancheggiatori. Il tutto, con il supporto aereo degli Elicotteri dell’8° Nucleo Carabinieri di Vibo Valentia. I controlli a tappeto, avvenuti principalmente nel comune di Africo, hanno verosimilmente indotto i due a costituirsi. 


Padre e figlio, al termine delle operazioni di rito, sono stati associati presso la casa circondariale di Locri. Dovranno rispondere di omicidio premeditato in concorso, nonché di porto abusivo di armi e munizioni. Armi che, allo stato, non sono ancora state rinvenute. Le indagini proseguono, al fine di ricostruire l’esatta dinamica dell’evento ed il movente che, da prime ricostruzioni, va ricercato in pregressi dissidi privati, tra famiglie comunque legate da rapporti di parentela.

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