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"La Sfida di Francesco Quattrone: Un Grido di Giustizia nel Quarto Giorno di Protesta"

Reggio Calabria 16 novembre 2023. Il Quarto giorno di manifestazione e protesta vede Francesco Quattrone, determinato imprenditore reggino, fronteggiare la Corte d'Appello di Reggio Calabria con una catena al collo, alzando l'asticella del pericolo per la sua incolumità fisica. Da 4 giorni, anche di notte, si tiene saldo davanti al Tribunale, consapevole che il tempo, in Giustizia, divora le persone, indistintamente vittime e colpevoli.

La lentezza del sistema giudiziario, che disintegra i più deboli, è una realtà accettata da troppo tempo. Francesco Quattrone, vivendo il suo dolore ogni istante, rifiuta di sottomettersi a un tempo che distrugge e annichilisce. È un grido di protesta contro un sistema che considera normale aspettare anni per una sentenza, come se fosse accettabile morire di Giustizia.

La storia di Quattrone riflette il dramma di chi non ha più tempo da perdere, di chi non può permettersi di aspettare settimane, mesi o anni. È un appello affinché le cose cambino, un invito a non abituarsi a uno status quo che nega la giusta tempestività nelle decisioni giudiziarie. Il suo dolore è un grido: "Giustizia Giusta e subito".

 Quattrone non vuole che l'irreparabile accada. È un richiamo alla necessità di riformare un sistema che ha permesso a una lentezza ingiustificabile di diventare la norma. La sua sfida è un'urgenza, un'imperativa necessità di cambiamento nella speranza che nessun altro debba vivere il suo stesso inferno di attese interminabili.

Luigi Palamara
@palamaraluigi

"La Sfida di Francesco Quattrone: Un Grido di Giustizia nel Quarto Giorno di Protesta" Reggio Calabria 16 novembre 2023. Il Quarto giorno di manifestazione e protesta vede Francesco Quattrone, determinato imprenditore reggino, fronteggiare la Corte d'Appello di Reggio Calabria con una catena al collo, alzando l'asticella del pericolo per la sua incolumità fisica. Da 4 giorni, anche di notte, si tiene saldo davanti al Tribunale, consapevole che il tempo, in Giustizia, divora le persone, indistinta

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