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Il metaverso di Occhiuto e il pinguino in vacanza.

Il metaverso di Occhiuto e il pinguino in vacanza.
L'Editoriale di Luigi Palamara 

Ancora una volta Roberto Occhiuto ci invita a entrare nel suo mondo. Un mondo che non è la Calabria, ma una sua copia digitale, patinata, rassicurante, dove i problemi evaporano e le responsabilità non abitano. Un metaverso personale, frequentato solo da lui e da una ristretta cerchia di fedelissimi.

Occhiuto se la canta e se la suona. Anzi, se la racconta. Lo fa con video colorati, sorrisi studiati, musichette da cartone animato. Una narrazione che ricorda più Walt Disney che la cronaca amministrativa di una regione complicata, stanca e spesso tradita. È una rappresentazione talmente distante dalla realtà da risultare quasi offensiva.

Perché mentre il presidente gioca a fare l’influencer, la Calabria resta inchiodata ai suoi problemi storici. Sanità, lavoro, infrastrutture: questioni noiose, certo, poco adatte ai social. Meglio allora affidarsi a una realtà virtuale, a una sorta di intelligenza artificiale del consenso, utile non a governare ma a prendere in giro i calabresi.

C’è chi lo chiama “il pinguino Occhiuto”, e l’immagine non è casuale: elegante, sorridente, fuori posto. Contestato, sì, ma sempre pronto a incantare l’insieme, a distrarre l’opinione pubblica con l’ennesimo racconto autoreferenziale. Risolvere qualche problema concreto? Non sia mai. Disturba la sceneggiatura.

Avanti tutta, dunque, con la carriera da influencer. Ma amministrare la Calabria è un’altra cosa. È fatica, conflitto, decisioni impopolari. È sporcarsi le mani, non lucidare lo schermo.

Viene da sperare che prima o poi Occhiuto lo capisca. O, più realisticamente, che glielo faccia capire la gente. Quella vera, non quella dei like. Quella che vive fuori dal metaverso.

Io resto sempre più meravigliato. Non dalla Calabria, che conosco. Ma dal tuo mondo parallelo.

Luigi Palamara 
Giornalista e Artista Aspromontàno 
@luigi.palamara

Il metaverso di Occhiuto e il pinguino in vacanza. L'Editoriale di Luigi Palamara Ancora una volta Roberto Occhiuto ci invita a entrare nel suo mondo. Un mondo che non è la Calabria, ma una sua copia digitale, patinata, rassicurante, dove i problemi evaporano e le responsabilità non abitano. Un metaverso personale, frequentato solo da lui e da una ristretta cerchia di fedelissimi. Occhiuto se la canta e se la suona. Anzi, se la racconta. Lo fa con video colorati, sorrisi studiati, musichette da cartone animato. Una narrazione che ricorda più Walt Disney che la cronaca amministrativa di una regione complicata, stanca e spesso tradita. È una rappresentazione talmente distante dalla realtà da risultare quasi offensiva. Perché mentre il presidente gioca a fare l’influencer, la Calabria resta inchiodata ai suoi problemi storici. Sanità, lavoro, infrastrutture: questioni noiose, certo, poco adatte ai social. Meglio allora affidarsi a una realtà virtuale, a una sorta di intelligenza artificiale del consenso, utile non a governare ma a prendere in giro i calabresi. C’è chi lo chiama “il pinguino Occhiuto”, e l’immagine non è casuale: elegante, sorridente, fuori posto. Contestato, sì, ma sempre pronto a incantare l’insieme, a distrarre l’opinione pubblica con l’ennesimo racconto autoreferenziale. Risolvere qualche problema concreto? Non sia mai. Disturba la sceneggiatura. Avanti tutta, dunque, con la carriera da influencer. Ma amministrare la Calabria è un’altra cosa. È fatica, conflitto, decisioni impopolari. È sporcarsi le mani, non lucidare lo schermo. Viene da sperare che prima o poi Occhiuto lo capisca. O, più realisticamente, che glielo faccia capire la gente. Quella vera, non quella dei like. Quella che vive fuori dal metaverso. Io resto sempre più meravigliato. Non dalla Calabria, che conosco. Ma dal tuo mondo parallelo. Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno

♬ suono originale - Luigi Palamara

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