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NON ESSERE INDIFFERENTI ALLA POVERTÀ

"NON ESSERE INDIFFERENTI ALLA POVERTÀ"
Papa Francesco ha definito l’indifferenza come il “peso morto della storia”… e quanto è vero!

L’indifferenza, infatti, non è solo disinteresse, ma promuove un’apatia che rischia di rendere disumana la società.
Essa può manifestarsi sia nella paura sia nel disprezzo verso i poveri, visti come una minaccia al proprio status sociale.

Coloro che ignorano chi vive nella povertà, di fatto, favoriscono un declino umano, morale e culturale, perché la povertà non riguarda soltanto l’aspetto economico, ma provoca anche isolamento sociale e culturale.

Ma non è sufficiente non essere indifferenti: occorre impegnarsi attivamente per cercare di sradicare la povertà, soprattutto nelle sue cause strutturali, evitando di “abituarsi” alla presenza dei poveri e della povertà.

Papa Francesco ci invita a stare sempre attenti a chi si trova in condizioni di povertà e, piuttosto che sentirci sopraffatti dall’enorme problema che la povertà rappresenta nel mondo, a chiederci che cosa — anche se poco — ognuno di noi può fare ogni giorno.

La vera risposta all’indifferenza verso la povertà, infatti, è la vicinanza, l’attenzione e la solidarietà verso quel povero in difficoltà che abbiamo accanto.

È chiaro che non si tratta della soluzione completa, ma è un inizio serio per riconoscere la dignità di ogni persona: un atteggiamento fondamentale per contrastare attivamente l’esclusione sociale, con tutte le sofferenze che essa comporta.

Interessanti e coinvolgenti sono le parole del grande pensatore sardo Antonio Gramsci, scritte nel 1917 nel testo “La città futura”:

> «
Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiano.
L’indifferenza è abulia, è parassitismo, non è vita.
E purtroppo l’indifferenza opera potentemente nella storia, diventando fatalità che strozza l’intelligenza
».



Deve essere anche per questo che Papa Francesco ha istituito la Giornata mondiale dei poveri, proprio per risvegliare l’attenzione di noi cristiani — e non solo — al problema dell’indifferenza, che rende sterile la società e il suo crescere nella solidarietà.

Così tutti noi dobbiamo impegnarci a scoprire la “povertà della porta accanto”, cioè quella povertà che aspetta di essere vista, guardata, avvicinata, amata e accolta come dono di Dio al nostro cuore e al nostro amore. E quante ce ne sono, di tutti i tipi!

Attenzione, allora, a non essere indifferenti!

Don Nino Carta
4.3.2026

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