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Reggio Calabria, il ritorno delle circoscrizioni: Non è una giornata storica, ma è importante.

Reggio Calabria, il ritorno delle circoscrizioni: “Non è una giornata storica, ma è importante”

L'Editoriale di Luigi Palamara


Di fronte ai grandi cambiamenti, c’è chi usa parole solenni. E chi invece sceglie la misura.
Giuseppe Giordano, consigliere comunale, non indulge nell’enfasi.

«Non la definisco una giornata storica», dice. «Le giornate storiche sono altre. Ma è una giornata importante, sì. Per la città e per la comunità».

L’ultimo tassello è stato approvato: il regolamento. Non un atto qualsiasi, ma quello che stabilisce come funzioneranno davvero le circoscrizioni. Funzioni, confini, modalità operative. In altre parole: la sostanza.

E dietro, spiega Giordano, c’è un percorso lungo.

«Arriviamo al culmine di un processo articolato, a tratti anche difficile. Però oggi si chiude. E consegniamo alla città il ritorno delle circoscrizioni, in coincidenza con il rinnovo del Consiglio comunale».

Quindici anni dopo, tornano. Non come prima, però.

«Non saranno le stesse che i cittadini ricordano», precisa. «Ma tornerà un elemento fondamentale per migliorare la vita della comunità».

Dal 26-27 maggio in poi, insieme al voto per il Consiglio comunale, si voterà anche per i consigli circoscrizionali e i presidenti. E nascerà un livello intermedio, più vicino al territorio.

«Un organo che potrà prendersi cura dei problemi e avere uno spazio di decisione».

Ma la domanda è sempre la stessa, quella che accompagna ogni riforma: con quali risorse?

Giordano non la evita.

«Ce ne siamo fatti carico. Abbiamo trovato le risorse e soprattutto abbiamo progettato un avvio sostenibile, rispettando gli obblighi contabili».

Il riferimento è agli anni difficili della città.

«Reggio ha attraversato una lunga fase di risanamento economico-finanziario. Oggi il Comune è tornato in condizioni operative. Nel 2023 sono state possibili le assunzioni, dopo l’uscita dal predissesto. I concorsi sono tornati dopo 22 anni».

Le circoscrizioni, insiste, non nascono per caso.

«Non solo per la modifica del TUEL, che pure è stata importante – e su cui riconosco il merito dell’onorevole Francesco Cannizzaro – ma perché il processo di decentramento era già stato costruito nel tempo».

Come?

«Sul territorio. Con servizi di prossimità. Con il welfare organizzato nei poli sociali territoriali, rafforzati dai poli di prossimità finanziati con risorse comunitarie».

Un modello che ora si allarga.

«Ricostruiremo anche la polizia di prossimità. E le circoscrizioni si occuperanno della cura del patrimonio locale, delle manutenzioni. Torna un sistema che riavvicina i servizi ai cittadini».

Ma senza perdere di vista i conti.

«È un percorso graduale. La piena espansione sarà nel 2028, quando avremo circa 11 milioni di euro disponibili. Nel 2027 si chiuderanno anche alcuni mutui pesanti, ereditati da scelte sbagliate del passato».

C’è, nelle sue parole, anche una polemica, ma senza alzare la voce.

«Si è detto che l’amministrazione non voleva le circoscrizioni. Non è vero. Se fosse stato così, non le avremmo inserite nella linea di mandato del sindaco Giuseppe Falcomatà».

Poi il riconoscimento.

«Mi ha affidato la delega al decentramento. Ho lavorato con serietà e senso etico».

Il progetto, però, non è solo politico. È anche tecnico.

Le regole del TUEL impongono numeri precisi: circa 30 mila abitanti per circoscrizione.
Così da quindici si passa a cinque.

«Abbiamo accorpato. Oggi abbiamo cinque ambiti, con popolazioni tra i 25 e i 47 mila abitanti. Sono realtà complesse, ma questa complessità può diventare una forza».

Perché cambia la logica.

«Superiamo il rapporto centro-periferia. Il cittadino diventa protagonista».

E qui arriva il passaggio più diretto.

Giordano parla alla macchina amministrativa.

«Abbiamo consegnato una grande responsabilità all’apparato tecnico. Serve un nuovo modello organizzativo. I servizi devono adeguarsi al decentramento».

Il tono si fa più netto.

«Qualcuno dovrà uscire dalla propria comfort zone. Dopo 15 anni, è inevitabile».

Cinque nuove circoscrizioni significano anche cinque nuovi centri decisionali.

«Non solo gli organi politici della città, ma altri cinque organismi con funzione decisionale. È un cambiamento vero».

E i tempi?

La politica decide. Poi viene la realtà.

«Le circoscrizioni saranno operative subito dopo le elezioni. Si insedieranno consigli e presidenti. I servizi inizieranno a essere riposizionati».

Ma non sarà immediato.

«Servirà qualche mese. Si partirà dalle manutenzioni, dai servizi di base. Poi si riorganizzeranno anche i servizi sociali».

Una macchina complessa.

«Ci vorrà attenzione per farla partire bene. Ma sono fiducioso».

E chiude senza retorica.

«Nel medio periodo crescerà. E la città vedrà i benefici».

Parole misurate. Come all’inizio.
Perché, in fondo, non è una giornata storica.

Ma è una di quelle che contano.

Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno

@luigi.palamara

Reggio Calabria, il ritorno delle circoscrizioni: “Non è una giornata storica, ma è importante” L'Editoriale di Luigi Palamara Di fronte ai grandi cambiamenti, c’è chi usa parole solenni. E chi invece sceglie la misura. Giuseppe Giordano, consigliere comunale, non indulge nell’enfasi. «Non la definisco una giornata storica», dice. «Le giornate storiche sono altre. Ma è una giornata importante, sì. Per la città e per la comunità». L’ultimo tassello è stato approvato: il regolamento. Non un atto qualsiasi, ma quello che stabilisce come funzioneranno davvero le circoscrizioni. Funzioni, confini, modalità operative. In altre parole: la sostanza. E dietro, spiega Giordano, c’è un percorso lungo. «Arriviamo al culmine di un processo articolato, a tratti anche difficile. Però oggi si chiude. E consegniamo alla città il ritorno delle circoscrizioni, in coincidenza con il rinnovo del Consiglio comunale». Quindici anni dopo, tornano. Non come prima, però. «Non saranno le stesse che i cittadini ricordano», precisa. «Ma tornerà un elemento fondamentale per migliorare la vita della comunità». Dal 26-27 maggio in poi, insieme al voto per il Consiglio comunale, si voterà anche per i consigli circoscrizionali e i presidenti. E nascerà un livello intermedio, più vicino al territorio. «Un organo che potrà prendersi cura dei problemi e avere uno spazio di decisione». Ma la domanda è sempre la stessa, quella che accompagna ogni riforma: con quali risorse? Giordano non la evita. «Ce ne siamo fatti carico. Abbiamo trovato le risorse e soprattutto abbiamo progettato un avvio sostenibile, rispettando gli obblighi contabili». Il riferimento è agli anni difficili della città. «Reggio ha attraversato una lunga fase di risanamento economico-finanziario. Oggi il Comune è tornato in condizioni operative. Nel 2023 sono state possibili le assunzioni, dopo l’uscita dal predissesto. I concorsi sono tornati dopo 22 anni». Le circoscrizioni, insiste, non nascono per caso. «Non solo per la modifica del TUEL, che pure è stata importante – e su cui riconosco il merito dell’onorevole Francesco Cannizzaro – ma perché il processo di decentramento era già stato costruito nel tempo». Come? «Sul territorio. Con servizi di prossimità. Con il welfare organizzato nei poli sociali territoriali, rafforzati dai poli di prossimità finanziati con risorse comunitarie». Un modello che ora si allarga. «Ricostruiremo anche la polizia di prossimità. E le circoscrizioni si occuperanno della cura del patrimonio locale, delle manutenzioni. Torna un sistema che riavvicina i servizi ai cittadini». Ma senza perdere di vista i conti. «È un percorso graduale. La piena espansione sarà nel 2028, quando avremo circa 11 milioni di euro disponibili. Nel 2027 si chiuderanno anche alcuni mutui pesanti, ereditati da scelte sbagliate del passato». C’è, nelle sue parole, anche una polemica, ma senza alzare la voce. «Si è detto che l’amministrazione non voleva le circoscrizioni. Non è vero. Se fosse stato così, non le avremmo inserite nella linea di mandato del sindaco Giuseppe Falcomatà». Poi il riconoscimento. «Mi ha affidato la delega al decentramento. Ho lavorato con serietà e senso etico». Il progetto, però, non è solo politico. È anche tecnico. Le regole del TUEL impongono numeri precisi: circa 30 mila abitanti per circoscrizione. Così da quindici si passa a cinque. «Abbiamo accorpato. Oggi abbiamo cinque ambiti, con popolazioni tra i 25 e i 47 mila abitanti. Sono realtà complesse, ma questa complessità può diventare una forza». Perché cambia la logica. «Superiamo il rapporto centro-periferia. Il cittadino diventa protagonista». E qui arriva il passaggio più diretto. Giordano parla alla macchina amministrativa. «Abbiamo consegnato una grande responsabilità all’apparato tecnico. Serve un nuovo modello organizzativo. I servizi devono adeguarsi al decentramento». Il tono si fa più netto. «Qualcuno dovrà uscire dalla propria comfort zone. Dopo 15 anni, è inevitabile». Cinque nuove circoscrizioni significano anche cinque nuovi centri decisi

♬ audio originale - Luigi Palamara

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