Quando lo Stato funziona (e non dovrebbe stupirci)
L'Editoriale di Luigi Palamara
Ci sono notizie che, in un Paese normale, non farebbero notizia. In Italia invece sì. Perché quando le istituzioni funzionano, quando un problema viene affrontato e risolto, quando qualcuno si assume la responsabilità di sedersi a un tavolo e trovare una soluzione, allora sembra quasi un evento straordinario.
È successo a Reggio Calabria. Non in un grande palazzo romano, non nei corridoi dorati della politica nazionale, ma in Prefettura. Una vicenda che riguarda diciassette lavoratori – persone vere, famiglie vere, vite vere – rimasti per mesi sospesi in una terra di nessuno. Non licenziati, non occupati. Non pagati, ma neppure liberi di accedere agli ammortizzatori sociali. In quel limbo burocratico che l’Italia conosce fin troppo bene.
Il meccanismo era il solito: rimpalli tra aziende, responsabilità che si dissolvono, firme che non arrivano, carte che restano ferme su qualche scrivania. Nel frattempo, chi lavora aspetta. E chi aspetta, spesso, smette di credere che qualcosa possa davvero cambiare.
Poi accade qualcosa di semplice, quasi banale: qualcuno decide di affrontare il problema.
Un tavolo in Prefettura, convocato in poche ore. La Prefetta Clara Vaccaro, il Comune con Mimmetto Battaglia Sindaco f.f. , l’INPS, l’Ispettorato del lavoro, i sindacati (USB con Peppe Marra). Tutti seduti allo stesso tavolo. Non per discutere all’infinito – sport nazionale della burocrazia – ma per capire dov’era il nodo e scioglierlo.
Il nodo era semplice: quei lavoratori erano formalmente ancora legati a una vecchia azienda che non riconosceva le loro dimissioni. Risultavano occupati, ma non lavoravano. Non percepivano stipendio e non potevano accedere alla NASpI. Una trappola perfetta, costruita dalla burocrazia.
La soluzione è arrivata. Ora i lavoratori potranno accedere alla NASpI e avviare un nuovo percorso con una società pronta a rilevare l’attività e a farli tornare al lavoro.
Non è una rivoluzione. È semplicemente ciò che dovrebbe accadere sempre.
Eppure, in Italia, ogni volta che succede bisogna quasi applaudirlo.
Il sindacato parla di “limbo”. La parola è giusta. In questo Paese esiste una zona grigia in cui i diritti dei lavoratori si perdono tra cavilli e procedure. Non per cattiveria, spesso per inerzia. Per quel difetto tutto italiano di rimandare, di aspettare, di sperare che il problema si risolva da solo.
Ma i problemi non si risolvono da soli. Si risolvono quando qualcuno li prende in mano.
Questa vicenda dimostra una cosa semplice: quando le istituzioni parlano tra loro, quando la politica smette di fare passerelle e comincia a fare da ponte, quando gli uffici pubblici lavorano insieme invece di scaricarsi le responsabilità, allora le soluzioni arrivano.
La verità è che lo Stato funziona. Può funzionare. Deve funzionare.
Il problema è che troppo spesso se ne dimentica.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno
@luigi.palamara Reggio Calabria, sbloccata la vertenza dei lavoratori: incontro in Prefettura con la Prefetta Vaccaro Il sindaco Mimmetto Battaglia f.f.: «Soluzione trovata in 48 ore». Il sindacato USB: «I lavoratori erano in un limbo da gennaio» REGGIO CALABRIA 6 marzo 2026 – Si è concluso con una soluzione positiva l’incontro che si è svolto questa mattina in Prefettura tra istituzioni, sindacati e rappresentanti degli enti competenti per affrontare la vertenza che riguardava 17 lavoratori rimasti bloccati da mesi in una situazione amministrativa e occupazionale incerta. Al termine del tavolo convocato dal Prefetto Clara Vaccaro, il sindaco facente funzioni ha incontrato i lavoratori e i sindacati a Piazza Italia, spiegando l’esito dell’incontro. «Possiamo dire che oggi è stata una giornata positiva – ha dichiarato il sindaco f.f. –. Abbiamo fatto da cerniera di collegamento con la Prefettura, che ha dimostrato grande sensibilità verso le sorti dei lavoratori che, in questo rimpallo tra aziende, erano rimasti sospesi». Al tavolo hanno partecipato anche INPS, Ispettorato del Lavoro e le organizzazioni sindacali. «Si è avviato un percorso – ha spiegato il primo cittadino – che consentirà ai lavoratori di accedere alla NASpI, trovandosi così nelle condizioni di poter essere poi assunti dalla società che ha rilevato la nuova attività». Il tavolo convocato in 48 ore Il sindaco ha ricostruito le tappe della vicenda. «Qualche giorno fa abbiamo ricevuto la segnalazione che 17 lavoratori avevano difficoltà legate alla loro posizione occupazionale. Abbiamo immediatamente attivato un tavolo in Prefettura grazie alla sensibilità di Sua Eccellenza il Prefetto. In 48 ore ci siamo incontrati e abbiamo chiarito una situazione complessa, dovuta a un rimpallo tra società». Fondamentale, secondo il sindaco, il contributo degli enti presenti. «Grazie all’INPS e all’Ispettorato del lavoro si è capito subito quale fosse il problema. Ora i lavoratori si avviano verso una nuova stagione di lavoro. Prima seguiranno un periodo di formazione con la nuova società e poi potranno essere avviati all’attività lavorativa». «Quando arrivano notizie positive sulla salvaguardia dei posti di lavoro – ha concluso – è giusto che le istituzioni facciano la loro parte, creando le condizioni per il dialogo e la soluzione dei problemi». USB Peppe Marra: «Erano bloccati in un limbo da gennaio» Soddisfazione anche da parte del sindacato USB, rappresentato da Peppe Marra, che ha spiegato come si sia arrivati allo stallo. «Questi lavoratori erano bloccati da gennaio in un vero e proprio limbo – ha dichiarato Marra –. Si erano dimessi dalla vecchia azienda, ma l’azienda non riconosceva le dimissioni. Di fatto non lavoravano, non percepivano stipendio e risultavano comunque occupati. Quindi non potevano accedere alla NASpI né ad altri strumenti di sostegno». Secondo il sindacalista, decisivo è stato l’intervento della Prefettura. «Con il supporto della Prefetta Clara Vaccarosiamo riusciti a sbloccare la situazione. Ringraziamo il sindaco che ha accelerato l’organizzazione dell’incontro, la Prefetta che è stata determinante e anche INPS e Ispettorato del lavoro che procederanno a liberare formalmente i lavoratori». «Adesso – ha concluso – possono finalmente riprendere un percorso lavorativo, che è quello che tutti aspettavamo». La vertenza dei lavoratori del punto vendita di via XI Settembre La vicenda si inserisce in una più ampia situazione che riguarda anche i lavoratori del vecchio punto vendita Scout di via XI Settembre, conosciuto come Iracarni Intervista a Peppe Marra (USB) Intervista a cura di Luigi Palamara – Piazza Italia, Reggio Calabria – 6 marzo 2026 Luigi Palamara: Quanti sono questi lavoratori e chi sono? Peppe Marra: Sono 25 lavoratori del vecchio punto vendita ARD Discount di via XI Settembre, conosciuto anche come Iracarni. Fino al 31 dicembre 2025 lavoravano per una società che aveva in affitto i due locali. La società non ha
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