PASSAPAROLA. “GENEROSITÀ VERSO I FRATELLI E LE SORELLE”
Tante volte ho sentito dire che la generosità è il fiore all’occhiello del donare e quindi dell’amore.
Profumata dalla nobiltà del cuore, si manifesta attraverso il disinteresse, l’altruismo, la prontezza al sacrificio e la bontà: per questo il generoso dà sempre più di quello che potrebbe dare.
Un altro incanto della generosità è il suo mostrarsi a noi non solo come espressione del dare e del condividere, ma anche come capacità di farlo con gioia, con delicatezza, senza porre clausole: il vero generoso è generoso sempre, e basta!
E tutto questo ha un effetto liberante e illuminante sulla vita stessa, perché ci prepara al sacrificio e al dono di noi stessi e delle nostre cose, mettendo in primo piano l’altro, i fratelli e le sorelle.
Molte volte scopriamo di avere in noi un cuore molto generoso in circostanze speciali, soprattutto quando arrivano sfide, momenti difficili, provocazioni dolorose.
In queste circostanze sembra scattare dentro di noi una molla che libera qualcosa che era nascosto, dormiente, sprigionando una luce nuova che illumina la gioia grande di essere generosi con gli altri, come se il cielo avesse preso possesso della nostra vita.
I momenti storici che stiamo vivendo sono una prova entusiasmante di tutto questo, perché le sfide più difficili liberano l’intimità più bella e profonda del cuore umano.
E noi italiani questo lo abbiamo nel DNA: è per questo che tantissimi di noi si trovano a vivere nell’eroicità della generosità.
Che poi… diventa contagiosa, vero “virus” di bontà che ha sempre salvato l’umanità dalle derive delle guerre, delle epidemie, dei disastri.
È quello che sta capitando anche in questi tempi che stiamo vivendo: essendo la generosità qualcosa di divino, ma che tante volte possediamo come nascosta dentro di noi, essa spunta al momento opportuno, quando l’imprevedibilità stende il suo velo di dolore sulla nostra vita.
La generosità, infatti, è come un raggio di sole che abbaglia, per cui non vediamo né volti, né colore, né religione, né amici né nemici, ma soltanto un “sole intensissimo” che abbaglia, trasfigura, divinizza il cuore e lo fa esplodere di felicità nell’essere generosi con tutti, a prescindere.
Sì, veramente, mai saremo esageratamente generosi: quando ci sembra di essere arrivati al massimo, ecco nuovi orizzonti che si aprono all’infinito.
E sarebbe strano il contrario: possono esistere, infatti, limiti all’amore generoso di Dio?
Coraggio: lasciamoci incantare!
Don Nino Carta
6 giugno 2026
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