Roccaforte del Greco, la dignità di ricominciare
L'Editoriale di Luigi Palamara
Certi paesi non chiedono miracoli. Chiedono rispetto. Chiedono mani capaci, teste lucide, cuori non rassegnati. Roccaforte del Greco, piccolo presidio d’Aspromonte, appartiene a questa categoria: comunità antica, severa, bella, che non vuole essere ricordata soltanto per ciò che è stata, ma riconosciuta per ciò che può tornare a essere.
In questo scenario si colloca la candidatura del professor Paolo Ferrara a sindaco, alla guida della lista “Liberi di Ricominciare”. Un nome che è già un programma: non la promessa facile, non il proclama da campagna elettorale, ma la scelta morale e civile di rimettersi in cammino.
Ferrara non si presenta come l’uomo solo al comando. E questo, in tempi di personalismi rumorosi, è già un fatto politico importante. Attorno a lui c’è una squadra: Maurizio Albanese, Antonino Azzarà, Antonino Cuzzola, Domenico D’Agostino, Nicola Greco, Basilio Giuseppe Iero, Giuseppe Leonardo, Simona Mafrici, Giuseppe Triolo e Raffaella Viglianisi. Donne e uomini che hanno deciso di offrire tempo, competenze, esperienza e passione a un paese che ha bisogno non di spettatori, ma di servitori della comunità.
La parola chiave è responsabilità. Ferrara lo dice con chiarezza: esserci non per ambizione, ma per dovere verso una comunità che chiede risposte concrete. È una distinzione fondamentale. L’ambizione guarda al potere; la responsabilità guarda al bene comune. L’ambizione cerca una poltrona; la responsabilità cerca una strada, un servizio che funzioni, una famiglia aiutata, un’attività sostenuta, un giovane che possa restare o tornare.
Roccaforte del Greco non ha bisogno di retorica. Ne ha sentita abbastanza. Ha bisogno di amministrazione, cioè della più difficile e meno appariscente delle arti: trasformare i bisogni quotidiani in soluzioni misurabili. Servizi essenziali, sostegno alle famiglie, rilancio delle attività locali, valorizzazione delle radici, capacità di intercettare finanziamenti e tradurli in opere, cantieri, lavoro, dignità.
Questo è il punto: passare dalle parole ai fatti. Perché un paese non rinasce con gli slogan, ma con le pratiche amministrative ben fatte, con i progetti credibili, con la capacità di dialogare con le istituzioni, con una rete territoriale intelligente, con la semplificazione dei processi, con l’umiltà di ascoltare i cittadini prima di decidere per loro.
La proposta di Ferrara e della sua lista guarda a una Roccaforte metropolitana, ma senza sradicarla dalla propria anima. Identità e tradizione non vengono messe in soffitta; diventano la base da cui costruire innovazione e futuro. È questa la sfida più seria per i piccoli comuni dell’Aspromonte: non imitare le città, non snaturarsi, non inseguire modelli estranei, ma usare la propria unicità come forza.
Roccaforte può essere piccola nei numeri, ma non deve esserlo nelle ambizioni civiche. Può diventare laboratorio di coesione sociale, turismo intelligente, recupero delle radici, servizi moderni, partecipazione attiva. Può tornare a essere un luogo in cui vivere non sia una resistenza eroica, ma una scelta possibile.
In fondo, “Liberi di Ricominciare” significa questo: liberarsi dalla rassegnazione, dall’idea che nulla possa cambiare, dalla comoda abitudine di criticare senza costruire. Significa rimettere in moto energie sopite, competenze disperse, appartenenze autentiche.
Paolo Ferrara e la sua squadra chiedono fiducia non come delega in bianco, ma come patto. Un patto con i cittadini, con la storia del paese, con chi è rimasto e con chi vorrebbe tornare. Un patto fondato su una convinzione semplice: Roccaforte del Greco non è un margine, è una possibilità.
E le possibilità, quando incontrano persone disposte a servire e non solo a parlare, possono diventare destino.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno

0 Commenti
LASCIA IL TUO COMMENTO. La tua opinione è importante.