Arrestato in Spagna Domenico Paviglianiti, detto “Don Mico”: era irreperibile dal 2022
Il presunto elemento di vertice dell’omonima cosca di ’ndrangheta è stato fermato a Soria, a circa 200 chilometri da Madrid. Dovrà scontare oltre 19 anni di carcere in Italia.
Il boss della 'ndrangheta reggina era latitante da quattro anni: decisivi i pedinamenti dei parenti tra Italia e Spagna
Arrestato in Spagna Domenico Paviglianiti, il boss "Don Mico" fermato fuori da un ristorante a Soria
L'esponente di spicco della seconda guerra di mafia dovrà scontare oltre 19 anni di carcere per omicidio e associazione mafiosa. Nei prossimi giorni l'estradizione in Italia.
È stato arrestato in Spagna Domenico Paviglianiti, detto “Don Mico”, ritenuto elemento di vertice dell’omonima cosca di ’ndrangheta operante nella provincia di Reggio Calabria, con proiezioni nel Nord Italia e all’estero.
L’arresto è avvenuto nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e condotte dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza reggina. A eseguire il fermo, in Spagna, è stata la Policia Nacional, con il contributo della Guardia di Finanza e dell’UDYCO, la divisione della polizia spagnola specializzata nel contrasto al narcotraffico e alle organizzazioni criminali internazionali.
Paviglianiti era irreperibile dal 2022, dopo l’emissione nei suoi confronti di un ordine di esecuzione per cumulo pene da parte della Procura della Repubblica di Bologna. Il provvedimento disponeva l’esecuzione di oltre 19 anni di carcere per reati di associazione mafiosa, omicidio e minaccia.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, decisivo per arrivare alla cattura è stato il monitoraggio di alcuni soggetti rientranti nella sua sfera relazionale. I frequenti viaggi dall’Italia alla Spagna, Paese nel quale Paviglianiti si era già stabilito dagli anni Novanta, hanno consentito di avviare attività di osservazione e pedinamento. Il latitante è stato infine individuato a Soria, località dell’entroterra spagnolo a circa 200 chilometri da Madrid, ed è stato fermato all’uscita di un ristorante.
Alle attività oltreconfine hanno contribuito anche l’Unità I-CAN, Interpol Cooperation Against ’Ndrangheta, del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, il Comando Generale – II Reparto della Guardia di Finanza e il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza.
Il percorso criminale di Domenico Paviglianiti si inserisce nel contesto della cosiddetta seconda guerra di ’ndrangheta, tra il 1985 e il 1991, durante la quale avrebbe rivestito un ruolo di primo piano, schierandosi a sostegno della cosca De Stefano nella contrapposizione con il gruppo Condello. In quella fase, numerosi episodi omicidiari incisero profondamente sugli equilibri mafiosi della provincia reggina.
Nel corso degli anni Paviglianiti è stato destinatario di diversi provvedimenti restrittivi e condanne definitive per reati di particolare gravità, tra cui associazione di tipo mafioso, omicidio e traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Era già stato arrestato in Spagna nel 1996 e nel 2021, dopo precedenti periodi di latitanza.
Nel 2022 nei suoi confronti era stata emessa anche la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, rimasta ineseguita a causa della sua irreperibilità. Nel luglio dello stesso anno era stato emanato un nuovo mandato di arresto europeo.
Nei prossimi giorni saranno avviate le procedure per il trasferimento in Italia, dove Paviglianiti dovrà espiare la pena detentiva a suo carico.
Redazione di CartaStraccia.News
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