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Francesco Cannizzaro, il Consiglio metropolitano e quella promessa da non tradire

Francesco Cannizzaro, il Consiglio metropolitano e quella promessa da non tradire

Il rinnovo del Consiglio metropolitano e l'attesa per la nomina del vicesindaco a Reggio Calabria

Cannizzaro e la provincia al centro: la promessa mantenuta che ora attende il "bis" sulla scelta della vicesindaca

​Un solo candidato del capoluogo nelle liste metropolitane conferma la linea anti-reggiocentrica del sindaco. Domani l'annuncio sulla spalla a Palazzo San Giorgio: l'auspicio è che non sia una mera operazione di immagine, ma una scelta basata su competenza e reale autonomia.

L'Editoriale di Luigi Palamara 


Un fatto, prima ancora delle parole. E il fatto è questo: nelle liste per il rinnovo del Consiglio metropolitano, tra gli amministratori del Comune di Reggio Calabria, compare un solo candidato.

Uno soltanto.

In tempi in cui le promesse elettorali spesso durano meno di un comizio, non è dettaglio da poco. È, al contrario, un segnale politico preciso. Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio Calabria e della Città Metropolitana, aveva detto in campagna elettorale che non avrebbe voluto un Consiglio metropolitano reggiocentrico. Aveva promesso che la Città Metropolitana non sarebbe stata l’ennesima dependance del Comune capoluogo, né il solito salotto riservato ai soliti noti.

E, almeno su questo, bisogna riconoscerglielo: la promessa è stata mantenuta.

Tre liste, quarantadue candidati, quasi tutti sindaci e amministratori dei comuni della provincia. Un modo per dire che la Città Metropolitana non finisce sul Lungomare Falcomatà, non si esaurisce tra Palazzo San Giorgio e qualche corridoio del potere reggino. Esiste una provincia vasta, difficile, spesso dimenticata, fatta di piccoli comuni, periferie geografiche e politiche, territori che chiedono ascolto prima ancora che fondi.

È qui che si misura la serietà di un impegno. Non nelle formule, non negli slogan, non nelle strette di mano da campagna elettorale, ma nella composizione delle liste, nella distribuzione degli spazi, nella scelta di non occupare tutto il tavolo con la forza del capoluogo.

Poi, naturalmente, c’è l’altro annuncio. Quello che il sindaco Cannizzaro ha lasciato cadere con studiata leggerezza: domani indicherà il vicesindaco della città di Reggio Calabria. Anzi, si sussurra, la vicesindaca.

C’è da rallegrarsi? Sì, se la scelta sarà vera. Sì, se non sarà una semplice operazione di immagine. Sì, se non diventerà l’ennesimo colpo a effetto, scandito nei tempi giusti per conquistare titoli, fotografie e prime pagine.

Perché il rischio esiste. Ed è sempre lo stesso: trasformare una scelta importante in una scenografia. Fare della presenza femminile una bandiera da sventolare e poi riporre. Usare la parola “donna” come ornamento, come segnale di modernità, come timbro da apporre su una decisione già presa altrove.

Ma le donne, in generale, e ancor più nella pubblica amministrazione, non sono quote di abbellimento. Esprimono competenza, professionalità, visione, capacità di governo. Spesso più degli uomini. Spesso meglio degli uomini. E non perché siano donne, ma perché tante donne hanno dovuto faticare il doppio per essere riconosciute la metà.

Per questo, se il sindaco Cannizzaro si è spinto fino a questo punto, faccia uno sforzo in più. Non restringa il campo. Non scelga dentro un recinto troppo piccolo. Non si lasci guidare solo dagli equilibri interni, dalle appartenenze, dalle convenienze del momento. Allarghi il più possibile il perimetro della ricerca. Guardi alle competenze, alle esperienze, alla credibilità pubblica, alla capacità di parlare alla città senza dover chiedere permesso a nessuno.

Scelga una donna che non sia soltanto “la vice”, ma una figura capace di far alzare lo sguardo a Reggio Calabria. Una scelta clamorosa, sì, ma non nel senso teatrale del termine. Clamorosa perché autorevole. Clamorosa perché libera. Clamorosa perché capace di far dire anche ai più scettici: questa volta non è stato solo un annuncio.

Il sindaco ha dimostrato, con le liste metropolitane, di voler mantenere una promessa. Ora ha l’occasione di dimostrare qualcosa di più: che la politica può ancora sorprendere non con gli effetti speciali, ma con la sostanza.

Perché il vero colpo, sindaco Cannizzaro, non sarebbe nominare una donna.

Il vero colpo sarebbe nominare la donna giusta.

Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno 


Reggio Calabria verso le elezioni della Città Metropolitana: i nomi sul tavolo, le tre liste del cdx e l’unica lista presentata dal centrosinistra.


LISTA  “FORZA ITALIA”

Brizzi Pasquale

Romeo Benito

Morano Alberto

Verduci Giovanni

Barca Vincenzo

Malara Francesco

Vizzari Giuseppe Roberto

Romeo Mario

Viglianisi Raffaella

Stillitano Francesca

Polimeni Maria Stefania

Franco Michela

Panetta Jole

Vacalebre Giuseppina Barbara


LISTA  “METROPOLITANI MODERATI”

Crea Antonino

Coluccio Giuseppe

Marcianò Michele

Vadalà Antonino

Gaudioso Roberto 

Campolo Rocco Alberto

Caruso Marco Giuseppe

Albertino Francesco

Carneri Massimo

Nicita Giovanni

Curulli Francesca

Accardo Alessia

Romeo Teresa

Morabito Rosa Maria


LISTA   “PATTO DEI TERRITORI”

Maio Domenico detto Miki

Scarfò Giampietro

Iannì Letteria

Zavettieri Pierpaolo

Lizzi Rudi

Reale Mariateresa

Surace Giuseppe

Curatola Filomena Marialuisa

Marrapodi Stefano Umberto

Maesano Donatella

Morabito Grazia

Riganò Fiorentino detto Fiore

Cavallaro Vincenzo

Luccisano Chiara


LISTA CENTROSINISTRA

Caminiti Giuseppina

Conia Michele

Falcomatà Raffaele

Fallanca Pietro

Luciano Vittoria

Mantegna Domenico

Neri Caterina

Piccolo Giovanni

Proietto Stefania

Reitano Giuseppina

Repaci Rocco

Sergi Pietro

Varacalli Rosa

Versace Carmelo

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