La svolta della Reggina con il gruppo Lotito: quando la politica si assume la responsabilità di fare il proprio mestiere
IL RUOLO DELLA MEDIAZIONE ISTITUZIONALE NELLA RILANCIO AMARANTO
L'operazione non è solo una notizia sportiva, ma un segnale di riscatto per Reggio Calabria. Nel passaggio di proprietà decisivo il ruolo di Francesco Cannizzaro come trait d’union: saper mediare e creare condizioni per difendere un interesse collettivo.
L'Editoriale di Luigi Palamara
Certi giorni una città sembra rassegnata a guardarsi le ferite. E altri in cui, senza squilli di tromba ma con il peso concreto dei fatti, prova a rimettersi in piedi. Per Reggio Calabria, la definizione della cessione della Reggina a una società riconducibile al gruppo del presidente Claudio Lotito appartiene a questa seconda categoria.
Non è soltanto una notizia sportiva. Sarebbe riduttivo leggerla così. La Reggina, per Reggio, non è mai stata solo una squadra di calcio. È stata orgoglio, identità, appartenenza, domeniche di speranza e di rabbia, promesse mantenute e promesse tradite. È stata, soprattutto, un pezzo di città. E quando un pezzo di città rischia di smarrirsi, non basta il sentimento: servono responsabilità, interlocuzioni, coraggio e capacità di tenere insieme mondi diversi.
In questa vicenda, il ruolo di Francesco Cannizzaro emerge con nettezza. Non come comparsa istituzionale chiamata a benedire un passaggio già scritto, ma come figura di raccordo, come trait d’union tra le parti, come presenza politica capace di trasformare una possibilità in un esito concreto. È facile, in tempi di disincanto, liquidare la politica come rumore di fondo. Più difficile è riconoscerle un merito quando riesce a fare ciò per cui dovrebbe esistere: creare condizioni, aprire porte, facilitare soluzioni, difendere un interesse collettivo.
La trattativa che ha portato Claudio Lotito verso la Reggina non nasce nel vuoto. Nasce dentro un contesto complesso, dentro una piazza ferita, dentro una tifoseria che ha già dato molto e sopportato troppo. Per questo, la mediazione istituzionale non era un dettaglio ornamentale, ma una necessità. Cannizzaro ha saputo interpretarla con tempismo e determinazione, assumendosi una responsabilità politica e simbolica: quella di non lasciare la Reggina sola davanti al proprio destino.
L’arrivo di Lotito, proprietario della Lazio e uomo di calcio abituato a palcoscenici ben più alti della Serie D, apre una fase nuova. Non autorizza illusioni facili, perché il calcio insegna che i proclami durano un mattino e i bilanci arrivano sempre puntuali. Ma consente alla piazza amaranto di tornare a guardare avanti. Con prudenza, sì. Con memoria, certamente. Ma anche con l’ambizione che la storia della Reggina pretende.
Il comunicato del club ha indicato con chiarezza il senso dell’operazione: continuità, prospettive di crescita, rispetto della storia amaranto e della passione della gente di Reggio Calabria. Parole importanti, che ora dovranno diventare metodo, investimenti, organizzazione, risultati. Ma intanto un primo risultato c’è: la Reggina ha un nuovo riferimento proprietario e la città può riprendere a discutere di futuro, non soltanto di sopravvivenza.
In questo passaggio, il contributo di Francesco Cannizzaro merita di essere sottolineato senza ipocrisie. Perché quando la politica fallisce, è giusto dirlo. Ma quando riesce a cucire, a mediare, a mettere attorno allo stesso tavolo interessi diversi per un obiettivo comune, è altrettanto giusto riconoscerlo. Reggio Calabria e la Città Metropolitana avevano bisogno di un segnale. La Reggina ne aveva bisogno ancora di più.
Naturalmente, nessuno può pensare che una firma basti a restituire da sola grandezza, credibilità e risultati. La rinascita vera passa dal lavoro quotidiano, dalla serietà della nuova proprietà, dalla competenza della dirigenza, dal rispetto dei tifosi e da una visione che non si consumi nell’entusiasmo delle prime ore. Ma ogni cammino ha un punto di partenza. E questo, per la Reggina, può esserlo davvero.
“Habemus Rhegium”, ha scritto Cannizzaro. L’espressione può piacere o non piacere, può sembrare enfatica o efficace. Ma contiene un messaggio politico e sentimentale insieme: Reggio non vuole più restare alla finestra. Vuole rientrare in campo. E vuole farlo con la dignità di chi sa di avere una storia alle spalle e una responsabilità davanti.
Ora viene il difficile. Per Lotito, tradurre l’esperienza in progetto. Per la nuova società, rispettare una piazza passionale e diffidente, generosa ma non ingenua. Per le istituzioni, continuare ad accompagnare senza invadere. Per Cannizzaro, dimostrare che questa non è stata soltanto una brillante operazione di mediazione, ma l’inizio di un rapporto virtuoso tra politica, sport e territorio.
La Reggina cambia pagina. Non ancora libro, non ancora destino. Ma pagina sì. E in una città che troppo spesso ha visto altri scrivere per lei, anche questo conta.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno
Il comunicato del club
Il comunicato della società sul passaggio di proprietà: "Si comunica che nel pomeriggio di oggi, a Roma, è stata definita la cessione della Reggina a una società facente riferimento al Gruppo del Presidente Claudio Lotito. L'operazione nasce dalla volontà di garantire al club amaranto continuità e nuove prospettive di crescita, nel rispetto della storia della Reggina e della passione per questo sport della gente di Reggio Calabria. Per raggiungere l'esito positivo di questa trattativa, fondamentale è stato l'apporto del sindaco di Reggio Calabria, l'onorevole Francesco Cannizzaro, trait d'union delle parti coinvolte. Il gruppo dirigente ringrazia i tifosi, le istituzioni e tutte le componenti che hanno accompagnato il percorso societario, formulando alla nuova proprietà i migliori auguri di buon lavoro".
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