«Non sono un ufficio informazioni: ciò che ho scritto è già la risposta»
IL DIALOGO IMPOSSIBILE CON I LETTORI PRETENZIOSI
Per i "curiosi professionali" che scambiano gli editoriali per l'inizio di un interrogatorio: «Leggete e capite, oppure passate oltre. Il tempo è una cosa seria»
L'Editoriale di Luigi Palamara
Accade, talvolta, una cosa curiosa. Per fortuna non troppo spesso.
Scrivo un editoriale, metto nero su bianco un pensiero, e subito qualche zelante inquisitore si sente autorizzato a rovesciarmi addosso una grandinata di domande. Come se ciò che ho scritto fosse un preliminare, una bozza, l’inizio di un interrogatorio.
No. Quello che ho scritto è già la risposta. È lì, intera, leggibile, persino gratuita.
Non fatemi perdere tempo. Leggete, capite, oppure passate oltre. Non sono al servizio dei curiosi professionali, dei cavillatori e di quanti scambiano l’autore di un articolo per uno sportello informazioni aperto ventiquattr’ore su ventiquattro.
Il tempo è una cosa seria. E i perditempo, invece, non lo sono.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno
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