Il centrosinistra sconfitto rivendica i sacrifici dei cittadini: Reggio Calabria merita un’altra politica
Rivendicazioni post-voto: le uscite di Demetrio Delfino
Reggio Calabria, i conti in ordine sono solo il frutto dei sacrifici dei cittadini: il centrosinistra non salga in cattedra
Il risanamento del bilancio comunale è stato pagato dai reggini con tasse alle stelle e servizi carenti. Arrogante intestarsi i meriti di una stagione bocciata dagli elettori: ora servono autocritica e trasparenza.
L'Editoriale di Luigi Palamara
Qualcosa di profondamente stonato, quasi surreale, nel vedere chi è stato sonoramente bocciato dai cittadini tentare oggi di intestarsi meriti che non appartengono alla buona politica, ma ai sacrifici imposti alla comunità reggina.
La sconfitta epocale subita dal centrosinistra a Reggio Calabria non è stata un incidente di percorso, né una parentesi sfortunata. È stata un giudizio politico netto. Una bocciatura popolare. Un messaggio chiaro da parte di una città che, dopo anni di amministrazione Falcomatà, ha deciso di voltare pagina.
Eppure, invece di interrogarsi fino in fondo sulle ragioni di quel verdetto, una parte del centrosinistra continua a rivendicare risultati come se fossero il frutto di una visione amministrativa illuminata. Ma la verità è un’altra: se i conti comunali sono stati rimessi in ordine, ciò è avvenuto soprattutto perché i cittadini hanno pagato tasse alle stelle, tariffe pesanti, sacrifici enormi e servizi spesso non all’altezza. Non è stata la buona politica a risanare il bilancio: sono stati i reggini, con le proprie tasche.
Per questo appare davvero patetico il tentativo di Demetrio Delfino di trasformare una spesa da 10.000 euro per una seduta di Consiglio comunale in una prova della presunta virtù amministrativa del centrosinistra. Delfino ha scritto che “il centrosinistra reggino abbia risanato i conti e lasciato un bilancio in ordine” e che ciò sarebbe dimostrato dal fatto che oggi la nuova amministrazione di centrodestra può “permettersi” quella spesa.
"Che il centrosinistra reggino abbia risanato i conti e lasciato un bilancio in ordine lo dimostra il fatto che oggi la nuova amministrazione di centrodestra si può "permettere" di spendere 10.000 euro per una seduta di consiglio comunale. Demetrio Delfino"
Una lettura comoda, autoassolutoria, persino moralistica. Ma anche profondamente distante dalla realtà vissuta dai cittadini.
Perché prima di fare la morale agli altri bisognerebbe avere il coraggio di guardare a ciò che è accaduto negli ultimi anni. Bisognerebbe ricordare le difficoltà amministrative, il peso fiscale scaricato sulle famiglie, il rapporto spesso complicato tra Palazzo e città reale. Bisognerebbe verificare, con onestà politica, anche le ultime nomine negli staff del Comune e della Città Metropolitana. Perché è lì, nelle scelte concrete, nelle priorità, nei metodi e nelle logiche di potere, che si misura davvero la qualità di una classe dirigente.
Non basta dire “abbiamo lasciato i conti in ordine” se quel risultato è stato pagato dai cittadini con sacrifici pesantissimi. Non basta rivendicare il risanamento se, nel frattempo, la città ha percepito distanza, autoreferenzialità e una gestione politica incapace di ascoltare fino in fondo il disagio diffuso. Non basta accusare la nuova amministrazione per una spesa discutibile se prima non si fa i conti con anni di governo, con le proprie responsabilità e con il giudizio espresso dalle urne.
Reggio Calabria non merita questa politica. Non merita chi perde e, invece di capire, pontifica. Non merita chi viene bocciato dai cittadini e il giorno dopo tenta di intestarsi i sacrifici degli stessi cittadini come se fossero medaglie al valore amministrativo.
Una città importante come Reggio ha bisogno di serietà, sobrietà, trasparenza e rispetto. Ha bisogno di una politica che non usi il bilancio come scudo propagandistico, ma che dica chiaramente come quel bilancio sia stato risanato, a quale prezzo e sulle spalle di chi.
I conti non si risanano con gli slogan. Si risanano con scelte giuste, con tagli agli sprechi, con efficienza, con servizi migliori, con una macchina amministrativa capace di funzionare. Quando invece il riequilibrio passa soprattutto attraverso la pressione fiscale e il sacrificio dei cittadini, rivendicarlo come capolavoro politico è un atto di arroganza.
Il centrosinistra reggino dovrebbe partire da qui: dal silenzio, dall’autocritica, dall’umiltà. Perché chi ha perso in modo così netto non può salire in cattedra. Può, semmai, ascoltare.
E forse proprio questo è il punto: Reggio Calabria ha già parlato. E ha detto chiaramente che non è questa la politica che merita.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno
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