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Verso la FIPAV Cup Men Elite: l’Italvolley campione del mondo sbarca a Reggio Calabria

Verso la FIPAV Cup Men Elite: l’Italvolley campione del mondo sbarca a Reggio Calabria

Al PalaCalafiore il grande volley internazionale con Italia, Germania e Cuba. A Palazzo Alvaro la presentazione ufficiale: istituzioni, Federazione, De Giorgi e Giannelli raccontano un evento che vale più di una partita

di Luigi Palamara 

REGGIO CALABRIA, 24 agosto 2026. Ci sono eventi sportivi che si esauriscono nel risultato. Altri,  come la FIPAV Cup Men Elite, presentata questa mattina nella Sala Monsignor Ferro di Palazzo Alvaro, prima ancora che cominci la partita, raccontano qualcosa del luogo che li ospita.

Reggio Calabria si prepara ad accogliere al PalaCalafiore la Nazionale italiana maschile di pallavolo, campione del mondo in carica, insieme alle rappresentative di Germania e Cuba.

Sul campo ci saranno tre nazionali. Fuori dal campo c’è una città che prova a dimostrare di poter tornare stabilmente nel circuito dei grandi appuntamenti sportivi.

È questo, in fondo, il significato emerso dalla conferenza stampa.

Non soltanto pallavolo.

Promozione del territorio, sport giovanile, infrastrutture, turismo, visibilità nazionale e internazionale, collaborazione tra istituzioni.

E, soprattutto, una parola pronunciata più volte nel corso della mattinata: squadra.

La Sala Monsignor Ferro ha accolto amministratori, rappresentanti delle istituzioni civili e militari, dirigenti federali, esponenti dello sport calabrese, consiglieri comunali, volontari e rappresentanti del mondo universitario.

Tra i presenti il Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti, rappresentanti del CONI, con il.suo Presidente Tino Scopelliti,  e di Sport e Salute, i vertici territoriali della Federazione Italiana Pallavolo e l’europarlamentare Giusy Princi.

Ma gli occhi, inevitabilmente, erano rivolti anche verso loro: il commissario tecnico della Nazionale Ferdinando “Fefè” De Giorgi e il capitano azzurro Simone Giannelli.

Campioni del mondo, ma senza atteggiamenti da monumento.

Anzi.

Dalle loro parole è arrivata più volte l’idea che ciò che è stato vinto appartenga già alla storia e che ogni nuova partita ricominci, banalmente e magnificamente, dallo zero a zero.

Il ritorno della Nazionale a Reggio Calabria è stato presentato come l’inizio di vere e proprie “giornate azzurre”.

Non soltanto per la città, ma per l’area metropolitana e per quello spazio geografico e culturale che unisce le due sponde dello Stretto.

Il PalaCalafiore torna così a ospitare pallavolo internazionale dopo anni di attesa.

È un impianto che ha conosciuto stagioni importanti e che oggi torna al centro di una manifestazione capace di attirare pubblico, televisioni e attenzione nazionale.

La scommessa è semplice da formulare e più difficile da vincere: fare in modo che non si tratti di una parentesi.

De Biasi: «Reggio pronta per il palcoscenico internazionale».

A intervenire per primo, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, è stato il consigliere Giuseppe De Biasi.

Il sindaco, impossibilitato a partecipare per un impegno legato a una problematica sociale, ha affidato a De Biasi il saluto della città.

Il consigliere ha insistito sulla capacità organizzativa di Reggio Calabria e sulla volontà dell’amministrazione di utilizzare i grandi eventi come strumento di apertura verso l’esterno.

La presenza della Nazionale campione del mondo, ha sottolineato, rappresenta un’occasione per portare Reggio su un palcoscenico internazionale.

Un risultato che De Biasi ha attribuito al lavoro comune della Federazione Italiana Pallavolo, del Comitato regionale, di quello provinciale e delle istituzioni.

Un passaggio è stato dedicato anche al PalaCalafiore.

Il consigliere ha respinto le polemiche sorte attorno all’impianto e ha ribadito che il palazzetto è pronto ad accogliere atleti, delegazioni e spettatori.

Adesso tocca al pubblico.

L’invito rivolto ai reggini è quello di riempire gli spalti e dimostrare che la città sa rispondere quando le viene offerto uno spettacolo di livello internazionale.

Giusy Princi: lo sport come ambasciatore del territorio.

Per l’europarlamentare Giusy Princi, la giornata rappresenta molto più della presentazione di una competizione.

«È una bellissima giornata», ha detto, perché Reggio Calabria si candida concretamente a diventare sede di appuntamenti capaci di darle un respiro internazionale.

Princi ha legato sport e promozione territoriale.

Una grande manifestazione non mostra soltanto un palazzetto.

Mostra una città.

I suoi luoghi, la sua storia, il paesaggio, il patrimonio culturale, la capacità di accogliere.

In questa prospettiva è stato ricordato anche il rapporto con il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, che ha ospitato il trofeo mondiale.

Un modo per far dialogare due immagini che raramente vengono associate: cultura e sport.

Ma non dovrebbero essere mondi lontani.

Entrambi, quando funzionano, raccontano un Paese.

Da componente della Commissione Cultura e Sport del Parlamento europeo, Princi ha posto l’accento anche sulla funzione educativa dell’attività sportiva.

Gli atleti azzurri presenti in sala sono stati indicati come esempi non soltanto di successo agonistico, ma di disciplina, impegno e responsabilità.

Da qui l’applauso rivolto alla Nazionale.

Non soltanto perché vince.

Ma perché rappresenta l’Italia.

La Regione: «La Calabria deve essere protagonista».

L’assessore regionale allo Sport Eulalia Micheli ha portato il saluto del presidente della Regione Roberto Occhiuto e ha collocato l’evento dentro una strategia più ampia.

La Calabria, è stato il messaggio, non deve limitarsi a guardare i grandi eventi da lontano.

Deve ospitarli.

Deve organizzarli.

Deve diventare protagonista.

La FIPAV Cup Men Elite diventa così una delle prove di questa volontà.

Lo sport viene considerato non soltanto attività agonistica, ma strumento di crescita, inclusione e coesione sociale.

Talento, lavoro, sacrificio e passione sono stati indicati come valori che i ragazzi potranno vedere concretamente sul campo.

C’è poi un tema che riguarda la scuola.

La Regione sta lavorando insieme a Sport e Salute per rafforzare la presenza dell’attività motoria fin dalla scuola primaria.

È stato ricordato anche lo stanziamento di risorse destinate alle associazioni e alle società sportive calabresi che operano quotidianamente sul territorio.

Il concetto conclusivo è arrivato direttamente dalla pallavolo.

Ogni punto nasce da più tocchi.

Da più uomini.

Da più responsabilità.

Nessuno vince da solo.

E la stessa logica dovrebbe valere tra istituzioni, scuola, associazioni, famiglie e società sportive.

Nel corso della conferenza c’è stato spazio anche per chi normalmente resta fuori dall’inquadratura.

I volontari.

Dietro una partita internazionale ci sono allestimenti, trasporti, materiali da sistemare, spazi da preparare, accrediti, organizzazione e problemi da risolvere.

Molti ragazzi hanno lavorato per giorni sotto il coordinamento del presidente provinciale della FIPAV, Domenico Panuccio.

Il pubblico vedrà il campo pronto.

Difficilmente vedrà le ore necessarie a prepararlo.

È la vecchia regola dei grandi eventi: ciò che funziona sembra facile soltanto dopo che qualcuno ha fatto una grande fatica per renderlo tale.

La Federazione guarda alla Calabria.

Dal presidente regionale della FIPAV è arrivato il saluto del presidente nazionale Giuseppe Manfredi.

Ma anche un’indicazione per il futuro.

La Federazione sta guardando con interesse alla possibilità di costruire una collaborazione più strutturata con la Regione Calabria per portare sul territorio altri appuntamenti nei prossimi anni.

Il PalaCalafiore è stato indicato come una struttura dalle grandi potenzialità, capace per dimensioni e caratteristiche di ospitare eventi importanti.

Il punto, semmai, è farlo vivere.

Un grande palazzetto non serve soltanto quando viene inaugurato.

Serve quando si riempie.

E quando torna ad avere un calendario degno della sua capienza.

Particolare significato assume inoltre la presenza in azzurro di Daniele Lavia e Alessandro Laurenzano, due atleti calabresi chiamati a vivere nella propria regione l’esperienza della Nazionale.

Per loro sarà una partita diversa dalle altre.

La maglia è sempre quella azzurra.

Ma sugli spalti ci saranno anche volti conosciuti.

Domenico Panuccio: il sogno diventato calendario.

Per Domenico Panuccio, presidente provinciale FIPAV, la manifestazione ha il sapore di un traguardo inseguito a lungo.

Ha raccontato mesi di telefonate, riunioni, contatti e organizzazione.

Quando si lavora per un evento importante, agosto sembra lontanissimo.

Poi arriva.

E ciò che per mesi è stato un progetto diventa una data sul calendario.

Panuccio ha ricordato anche il precedente del 2018, quando Reggio Calabria aveva già accolto la Nazionale.

Da allora era rimasto il desiderio di riportare l’Italvolley al PalaCalafiore.

Il ringraziamento è andato alle società sportive, ai volontari, al Comitato regionale, alle istituzioni e a tutti coloro che hanno contribuito concretamente.

La formula scelta è antica e, proprio per questo, efficace: l’unione fa la forza.

Per chi ama la pallavolo, ha aggiunto Panuccio, l’emozione non passa con gli anni.

Si possono vedere cento partite.

La centounesima può ancora far battere il cuore.

Giannelli: «Le emozioni non si cancellano, si gestiscono».

Poi è arrivato il capitano.

Simone Giannelli conosce bene il peso delle aspettative.

È il capitano di una Nazionale campione del mondo.

E quando si vince, lo sport impone una strana condanna: tutti chiedono subito di vincere ancora.

Giannelli ha risposto con semplicità.

Le emozioni esistono.

Non vanno eliminate.

Vanno gestite.

La squadra deve concentrarsi sulle cose concrete: allenarsi, migliorare, capire cosa funziona e cosa no.

Le partite di Reggio Calabria avranno esattamente questa funzione.

Saranno un passaggio verso l’Europeo.

Un test vero, contro avversari di livello.

Il capitano ha parlato anche dell’appuntamento di Piazza del Plebiscito a Napoli.

Una cornice straordinaria.

Forse non semplicissima per chi deve giocare a pallavolo all’aperto.

Ma certamente indimenticabile.

«Nessuno è sopra la squadra».

A Giannelli è stato chiesto anche cosa significhi essere capitano.

La risposta è stata forse una delle più interessanti dell’intera mattinata.

In un gruppo, ha spiegato, nessuno sta sopra gli altri.

Sopra tutti c’è soltanto l’obiettivo comune.

Il capitano non è il padrone della squadra.

È uno dei suoi servitori.

Ha un ruolo, così come lo hanno l’allenatore, il team manager e ogni singolo atleta.

Deve aiutare chi è in difficoltà.

Deve contribuire agli equilibri dello spogliatoio.

Ma deve anche accettare di essere aiutato.

È una definizione di leadership che vale nello sport e, forse, anche fuori.

De Giorgi e Zimbalatti: quando il passato torna a bussare.

La conferenza ha regalato anche un piccolo viaggio nel passato.

Il Rettore dell’Università Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti, fu infatti giocatore di pallavolo e negli anni Ottanta incrociò sul campo proprio Fefè De Giorgi.

Il commissario tecnico ha accolto il ricordo con piacere.

Poi ne ha aggiunto un altro.

La sua prima presenza con la Nazionale italiana sul territorio nazionale risalirebbe proprio a un torneo disputato a Reggio Calabria nel 1987, dopo l’esordio avvenuto in Francia.

Quasi quarant’anni dopo, De Giorgi è tornato nella stessa città da commissario tecnico della Nazionale campione del mondo.

Sono quei piccoli cerchi che ogni tanto la vita decide di chiudere.

Ieri giocatore.

Oggi allenatore.

Sempre con una rete in mezzo.

Il mestiere più scomodo: scegliere.

De Giorgi ha affrontato anche uno degli aspetti meno visibili del mestiere di commissario tecnico.

Le convocazioni.

Avere molti giocatori forti è la fortuna di un allenatore.

Poi arriva il momento in cui bisogna scegliere.

Ed ecco che la fortuna diventa un problema.

De Giorgi ha spiegato che la grande quantità di talento disponibile dimostra la salute del sistema italiano: club, tecnici, campionati e Federazione producono atleti competitivi.

Ma una competizione internazionale impone un numero limitato di convocati.

Qualcuno parte.

Qualcuno resta.

Lui conosce entrambe le sensazioni.

Da giocatore è stato scelto.

Ed è stato anche escluso.

Per questo sa che una decisione tecnica può lasciare un segno.

Ma ha precisato un concetto: un’esclusione non è una sentenza sul valore di un atleta.

È una decisione presa in un determinato momento sulla base delle esigenze della squadra.

Ancora una volta ritorna la stessa parola.

Squadra.

I riconoscimenti e il saluto della città.

La parte istituzionale si è conclusa con la consegna di alcuni doni.

A Giuseppe De Biasi, in rappresentanza del sindaco, è stato consegnato un pallone autografato dagli azzurri.

È stata inoltre donata una maglia celebrativa legata ai successi delle Nazionali italiane.

De Biasi ha ringraziato Federazione, allenatore, capitano e autorità presenti, ribadendo l’ambizione della città: recuperare normalità e contemporaneamente aprirsi ai grandi eventi.

Due obiettivi che possono sembrare lontani.

In realtà una città normale è anche una città capace di ospitare cose normali per le grandi città.

Come una Nazionale campione del mondo.

De Giorgi: «Arrivare in alto non basta».

Dopo la conferenza ufficiale è cominciato il confronto diretto con i giornalisti.

A De Giorgi è stato chiesto come faccia la pallavolo italiana a mantenersi ai vertici.

La risposta non ha cercato formule magiche.

Programmazione.

Passione.

Organizzazione.

Capacità di innovare.

Arrivare in alto una volta può succedere.

Restarci è molto più difficile.

Significa cambiare prima che siano gli altri a costringerti a farlo.

Significa studiare.

Aggiornarsi.

Lavorare sulla qualità e non soltanto sulla quantità.

E soprattutto significa fare in modo che club, Lega, Federazione e Nazionale guardino nella stessa direzione.

Reggio come laboratorio dell’Europeo.

Le partite del PalaCalafiore non saranno semplici esibizioni.

De Giorgi le considera parte precisa del percorso di preparazione.

Dopo una prima fase dedicata soprattutto al lavoro fisico e tecnico, arriva ora il confronto con squadre internazionali di valore.

Serviranno risposte.

Condizione atletica.

Intese.

Meccanismi.

Errori da correggere.

Le indicazioni raccolte a Reggio saranno utilizzate nell’ultima fase di avvicinamento all’Europeo.

«Siamo campioni del mondo. Ma si riparte da 0-0».

De Giorgi non nasconde la fiducia.

La squadra gli piace.

Ne apprezza la fame, la disponibilità al sacrificio e la capacità di aiutarsi.

Ma il titolo mondiale non concede bonus.

Essere campioni del mondo è un ricordo meraviglioso.

Non vale un punto nella prossima partita.

L’Europeo sarà durissimo.

Il continente concentra molte delle migliori nazionali al mondo e diverse squadre possono ambire alle medaglie.

Polonia, Francia, Slovenia, Bulgaria e altre ancora.

Dietro ci sono nazionali pronte a sorprendere, dalla Germania alla Turchia e all’Ucraina.

Il margine di errore sarà minimo.

Giannelli e l’invito ai reggini.

Anche Simone Giannelli, nelle interviste successive, ha rivolto un invito al pubblico.

Venire al PalaCalafiore.

Vedere pallavolo di alto livello.

Avvicinarsi magari per la prima volta a uno sport che vive di velocità, tecnica, intelligenza e collaborazione.

Giannelli conosce già Reggio Calabria e ne conserva un buon ricordo.

Ha parlato persino di “good vibes”.

Espressione moderna per una sensazione antica: stare bene in un posto e avere voglia di tornarci.

Questa volta ci saranno anche compagni calabresi che potranno giocare davanti alle proprie famiglie e alla propria gente.

Un dettaglio che, nello sport, dettaglio non è.

La Polonia, l’Europeo e il peso di essere favoriti.

Per Giannelli la Polonia resta una delle squadre di riferimento.

Ma l’Europeo non può essere ridotto a un duello.

Le nazionali capaci di arrivare fino in fondo sono molte.

L’Italia sa di essere tra queste.

Sa anche che tutti vorranno battere i campioni del mondo.

Il capitano preferisce però non caricarsi sulle spalle aspettative che appartengono agli altri.

La squadra deve occuparsi di ciò che può controllare.

Il proprio gioco.

Il proprio atteggiamento.

Il modo di stare insieme.

Il resto è rumore.

La Coppa alzata al cielo.

Quando gli è stato chiesto quale immagine conservi più gelosamente della vittoria mondiale, Giannelli non ha cercato l’aneddoto segreto.

Ha scelto ciò che hanno visto tutti.

La Coppa.

Il momento in cui gli è arrivata tra le mani.

Le braccia alzate.

I compagni intorno.

A volte l'immagine più famosa è anche quella più privata.

Giannelli ha detto che non la dimenticherà.

Non c’è ragione per dubitarne.

Una città, un palazzetto, una squadra.

Alla fine della mattinata rimane una sensazione.

La FIPAV Cup Men Elite non è soltanto un appuntamento sportivo inserito in un calendario.

È un test anche per Reggio Calabria.

Il PalaCalafiore può tornare a essere una casa per il grande sport.

La città può utilizzare manifestazioni di questo livello per raccontarsi fuori dai propri confini.

La Federazione può trovare in Calabria un territorio nel quale investire con maggiore continuità.

Ma perché accada non bastano i campioni.

Servono amministratori, dirigenti, volontari, società, famiglie e pubblico.

La pallavolo, del resto, insegna una cosa elementare.

Il campione può schiacciare.

Ma prima qualcuno deve ricevere.

Qualcun altro deve alzare.

Dietro ogni punto c’è un lavoro che spesso non si vede.

Reggio Calabria proverà a dimostrarlo al PalaCalafiore.

Italia, Germania e Cuba saranno in campo. La città, in un certo senso, giocherà con loro.

Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno 

@luigi.palamara

Verso la FIPAV Cup Men Elite: l’Italvolley campione del mondo sbarca a Reggio Calabria Al PalaCalafiore il grande volley internazionale con Italia, Germania e Cuba. A Palazzo Alvaro la presentazione ufficiale: istituzioni, Federazione, De Giorgi e Giannelli raccontano un evento che vale più di una partita di Luigi Palamara  REGGIO CALABRIA, 24 agosto 2026 – Ci sono eventi sportivi che si esauriscono nel risultato. Altri,  come la FIPAV Cup Men Elite, presentata questa mattina nella Sala Monsignor Ferro di Palazzo Alvaro, prima ancora che cominci la partita, raccontano qualcosa del luogo che li ospita. Reggio Calabria si prepara ad accogliere al PalaCalafiore la Nazionale italiana maschile di pallavolo, campione del mondo in carica, insieme alle rappresentative di Germania e Cuba. Sul campo ci saranno tre nazionali. Fuori dal campo c’è una città che prova a dimostrare di poter tornare stabilmente nel circuito dei grandi appuntamenti sportivi. È questo, in fondo, il significato emerso dalla conferenza stampa. Non soltanto pallavolo. Promozione del territorio, sport giovanile, infrastrutture, turismo, visibilità nazionale e internazionale, collaborazione tra istituzioni. E, soprattutto, una parola pronunciata più volte nel corso della mattinata: squadra. La Sala Monsignor Ferro ha accolto amministratori, rappresentanti delle istituzioni civili e militari, dirigenti federali, esponenti dello sport calabrese, consiglieri comunali, volontari e rappresentanti del mondo universitario. Tra i presenti il Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti, rappresentanti del CONI, con il.suo Presidente Tino Scopelliti,  e di Sport e Salute, i vertici territoriali della Federazione Italiana Pallavolo e l’europarlamentare Giusy Princi. Ma gli occhi, inevitabilmente, erano rivolti anche verso loro: il commissario tecnico della Nazionale Ferdinando “Fefè” De Giorgi e il capitano azzurro Simone Giannelli. Campioni del mondo, ma senza atteggiamenti da monumento. Anzi. Dalle loro parole è arrivata più volte l’idea che ciò che è stato vinto appartenga già alla storia e che ogni nuova partita ricominci, banalmente e magnificamente, dallo zero a zero. Il ritorno della Nazionale a Reggio Calabria è stato presentato come l’inizio di vere e proprie “giornate azzurre”. Non soltanto per la città, ma per l’area metropolitana e per quello spazio geografico e culturale che unisce le due sponde dello Stretto. Il PalaCalafiore torna così a ospitare pallavolo internazionale dopo anni di attesa. È un impianto che ha conosciuto stagioni importanti e che oggi torna al centro di una manifestazione capace di attirare pubblico, televisioni e attenzione nazionale. La scommessa è semplice da formulare e più difficile da vincere: fare in modo che non si tratti di una parentesi. De Biasi: «Reggio pronta per il palcoscenico internazionale». A intervenire per primo, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, è stato il consigliere Giuseppe De Biasi. Il sindaco, impossibilitato a partecipare per un impegno legato a una problematica sociale, ha affidato a De Biasi il saluto della città. Il consigliere ha insistito sulla capacità organizzativa di Reggio Calabria e sulla volontà dell’amministrazione di utilizzare i grandi eventi come strumento di apertura verso l’esterno. La presenza della Nazionale campione del mondo, ha sottolineato, rappresenta un’occasione per portare Reggio su un palcoscenico internazionale. Un risultato che De Biasi ha attribuito al lavoro comune della Federazione Italiana Pallavolo, del Comitato regionale, di quello provinciale e delle istituzioni. Un passaggio è stato dedicato anche al PalaCalafiore. Il consigliere ha respinto le polemiche sorte attorno all’impianto e ha ribadito che il palazzetto è pronto ad accogliere atleti, delegazioni e spettatori. Adesso tocca al pubblico. Articolo completo su CartaStraccia.News

♬ audio originale - Luigi Palamara

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