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PASSAPAROLA. «ESSERE STRUMENTI DI PACE»

PASSAPAROLA. «ESSERE STRUMENTI DI PACE»


Quante volte, nel trambusto delle nostre giornate, sentiamo parlare della pace come di un sogno lontano, tanto che persino un accordo da firmare tra le grandi potenze sembra un ideale irraggiungibile…

Eppure, la pace vera non comincia nei palazzi del potere, ma tra le pareti delle nostre case, nelle nostre strade, nei nostri incontri e negli sguardi di ogni giorno.

«Essere strumenti di pace» non significa compiere gesti straordinari o, chissà, possedere risposte per ogni problema; significa, invece, scegliere ogni giorno di non alimentare la scintilla del rancore.

Significa trasformare una parola offensiva e amara in un silenzio accogliente, un giudizio affrettato in un ascolto sincero e un torto subito in un’occasione di perdono.

La pace, infatti, è un cantiere aperto nel quale tutti siamo chiamati a lavorare, usando i mattoni dell’umiltà, della pazienza e della gentilezza.

Quando, anziché stringere il pugno per la rabbia, decidiamo di abbassare i toni e di tendere una mano, diventiamo veri canali attraverso i quali il bene può scorrere, contagiando chi ci sta accanto.

La pace si costruisce a piccoli passi, nei gesti più semplici e quotidiani, ricordandoci che un cuore pacificato è il dono più grande che possiamo offrire alla comunità.

Come ci ricorda Gesù nel Vangelo: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9).

Non siamo chiamati a essere spettatori della pace, ma a costruirla giorno dopo giorno.

Oggi è la festa di San Francesco e mi viene spontaneo cantare e trascrivere per voi questa bellissima preghiera di pace, tradizionalmente attribuita al Santo di Assisi:

«Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace: dove c’è odio, che io porti l’amore; dove c’è offesa, che io porti il perdono; dove c’è discordia, che io porti l’unione; dove c’è dubbio, che io porti la fede; dove c’è errore, che io porti la verità; dove c’è disperazione, che io porti la speranza; dove c’è tristezza, che io porti la gioia; dove sono le tenebre, che io porti la luce.

Maestro, fa’ che io non cerchi tanto di essere compreso, quanto di comprendere; di essere amato, quanto di amare.

Perché è dando che si riceve, perdonando che si è perdonati e morendo che si risuscita alla vita eterna.

Amen».

Sì! Oggi San Francesco sia il nostro modello di pace!

San Francesco, prega per noi!

Don Nino Carta
4 ottobre 2026

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