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Reggio Calabria, gli “Sguardi che proteggono” dell’Arma: il Colonnello Sole presenta il Calendario 2027 dei Carabinieri

Reggio Calabria, gli “Sguardi che proteggono” dell’Arma: il Colonnello Sole presenta il Calendario 2027 dei Carabinieri

Tradizione, innovazione e vicinanza ai cittadini nel nuovo Calendario dell’Arma. Il Comandante Provinciale Massimiliano Sole: «Dietro ogni sguardo c’è l’umanità di un Carabiniere». Al centro anche la prevenzione delle truffe agli anziani e il ruolo fondamentale delle Stazioni sul territorio.

L'Editoriale di Luigi Palamara 

REGGIO CALABRIA 06 novembre 2026 – Non soltanto immagini, ricorrenze e pagine da sfogliare. Il Calendario 2027 dell’Arma dei Carabinieri diventa un racconto fatto di volti, emozioni, appartenenza e soprattutto di quella presenza silenziosa che, ogni giorno, accompagna la vita delle comunità. Un legame che a Reggio Calabria assume un significato ancora più profondo, in un territorio dove la prossimità ai cittadini rappresenta uno degli elementi fondamentali dell'attività dell'Arma.

A raccontare il significato della nuova edizione è il Colonnello Massimiliano Sole, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, che, in occasione della presentazione del Calendario 2027, ha illustrato il messaggio racchiuso nel tema scelto quest'anno: “Sguardi che proteggono”.

«La presentazione del Calendario non è soltanto la presentazione di un prodotto editoriale, ma è diventata per l'Arma un'occasione per raccontare la propria identità e la vicinanza ai cittadini», ha spiegato il Colonnello Sole.

Un messaggio che va oltre la dimensione istituzionale e punta direttamente al rapporto umano tra il Carabiniere e la popolazione.

«Gli sguardi che proteggono rappresentano l'essenza della missione di rassicurazione che i nostri Carabinieri svolgono quotidianamente».

Ottantotto Stazioni e una Tenenza: il volto dell'Arma sul territorio. La presenza capillare dei Carabinieri costituisce uno dei pilastri del rapporto con la comunità reggina. Un presidio di legalità che non si esaurisce nell'attività di controllo, ma si traduce anche nell'ascolto, nella prevenzione e nella capacità di rappresentare un punto di riferimento per i cittadini.

«Nel nostro territorio abbiamo 88 Stazioni e una Tenenza. È proprio questo rapporto quotidiano con i cittadini, questa presenza costante e rassicurante, che viene rappresentato nel Calendario di quest'anno», ha sottolineato il Comandante Provinciale.

Ogni mese del Calendario racconta un reparto, una specialità, un aspetto dell'identità dell'Arma. Un percorso attraverso le diverse articolazioni dell'Istituzione, accomunate dalla stessa missione: essere presenti, proteggere e rassicurare.

Il legame con Reggio Calabria e il richiamo ai Bronzi di Riace. Nelle parole del Colonnello Sole emerge anche il rapporto particolare che unisce l'Arma alla città dello Stretto. Un legame che ha trovato un momento significativo nella celebrazione della Festa dell'Arma sul lungomare reggino, luogo simbolo dell'identità cittadina.

«È un rapporto particolare, che si è ulteriormente consolidato quest'anno con la celebrazione della Festa dell'Arma qui sul lungomare», ha ricordato il Comandante.

Tra i riferimenti alla storia e all'identità del territorio figura anche il mese di marzo, dedicato a un episodio legato al contributo dei Carabinieri nelle vicende del ritrovamento dei Bronzi di Riace.

Un richiamo a due capolavori conosciuti in tutto il mondo, divenuti simbolo della città e della Calabria, che nel racconto del Calendario contribuiscono a rappresentare la profondità del rapporto tra l'Arma e Reggio Calabria.

La fotografia parla ai giovani: «Dietro ogni sguardo c'è l'umanità». Una delle principali novità dell'edizione 2027 riguarda la scelta artistica. Per la prima volta, infatti, la fotografia assume un ruolo centrale nel linguaggio del Calendario dell'Arma.

Una scelta che guarda anche alle nuove generazioni.

«Il pubblico del Calendario sono gli italiani, in tutte le loro declinazioni. Quest'anno, per la prima volta, abbiamo scelto di abbracciare la fotografia come forma d'arte. È un'innovazione importante», ha evidenziato Sole.

Un cambiamento che punta a rendere ancora più immediata la comunicazione dell'identità dell'Arma, soprattutto nei confronti dei giovani che desiderano avvicinarsi all'Istituzione.

«Attraverso gli sguardi raffigurati nel Calendario, i giovani possono comprendere che cosa significhi essere Carabiniere e che cosa rappresenti la nostra missione di rassicurazione».

Il significato dell'intero progetto si concentra proprio in questo concetto: la protezione trasmessa attraverso uno sguardo e l'umanità che si nasconde dietro l'uniforme.

Truffe agli anziani, l'Arma rafforza la sensibilizzazione: coinvolte anche le Diocesi. La presentazione del Calendario è stata anche l'occasione per affrontare uno dei fenomeni che destano maggiore preoccupazione sul territorio: le truffe ai danni delle persone anziane.

Un fenomeno particolarmente insidioso quando i malintenzionati utilizzano il nome dell'Arma, fingendosi Carabinieri per conquistare la fiducia delle vittime.

Su questo fronte il Comando Provinciale ha avviato una campagna di sensibilizzazione che coinvolge anche le realtà ecclesiastiche del territorio.

«Abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione su tutto il territorio. In particolare, ci siamo rivolti alle sedi vescovili di Reggio Calabria, Locri e Palmi, proprio per favorire il contatto tra i cittadini e i nostri rappresentanti territoriali, i Comandanti di Stazione», ha spiegato il Colonnello Sole.

Un'iniziativa che punta sulla conoscenza diretta, sulla fiducia e sulla possibilità di ascoltare dalla voce degli stessi Carabinieri quali siano i comportamenti da adottare per riconoscere i tentativi di raggiro.

«Crediamo che questo possa aiutare soprattutto le persone più anziane a conoscere le insidie che talvolta si nascondono dietro una semplice telefonata, magari da parte di qualcuno che si spaccia per un Carabiniere».

Non è casuale che proprio ai Comandanti di Stazione sia dedicato il mese di dicembre del nuovo Calendario. Sono loro, infatti, a rappresentare quotidianamente il collegamento più diretto tra l'Istituzione e le comunità.

Tradizione e innovazione, l'identità di un'Arma che guarda al futuro. Il Calendario 2027 si presenta dunque come uno strumento capace di unire memoria e modernità, tradizione e nuove forme di comunicazione.

La fotografia diventa il mezzo attraverso cui raccontare non soltanto l'attività dei Carabinieri, ma anche il valore umano di chi indossa l'uniforme.

«Credo che questo sia il messaggio più importante, perché testimonia la capacità dell'Arma dei Carabinieri di rimanere fedele alla propria tradizione e, allo stesso tempo, di essere al passo con l'innovazione», ha concluso il Colonnello Massimiliano Sole.

Un Calendario che, attraverso dodici mesi e altrettante occasioni di racconto, restituisce il volto di un'Istituzione che continua a riconoscere nella vicinanza ai cittadini la propria forza.

Perché, prima ancora delle divise, dei mezzi e delle tecnologie, a fare la differenza è spesso uno sguardo. Quello di chi vigila, ascolta e protegge. E che, soprattutto nei territori più complessi, può rappresentare per un cittadino il primo segno concreto della presenza dello Stato.

Luigi Palamara Giornalista,  Scrittore e Artista Aspromontàno di Roccaforte del Greco detto L'Arciere 

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