Un mix di sensazioni fortissime, passato e presente che si accavallano. Flash di vita vissuta. Profumi, rumori, echi, voci. Tutto mi è familiare.
Alla processione hanno presenziato le autorità civili e i commissari prefettizi. Il comandante della locale stazione dei carabinieri, Emanuele Desiderato ha seguito dall'inizio alla fine l'evento religioso. Una folla di qualche centinaio di persone ha seguito la processione, lunghissima, per le vie principali del paese. Noi abbiamo voluto documentarla in video e in foto e qui vogliamo condividerla con voi. Evviva San Rocco!!! Evviva Roccaforte del Greco!
Caratteristica unica in Italia, il ballo di San Rocco a ritmo di tarantella in piazza.
Solo i sogni non sono cambiati
Roccaforte del Greco.
16 agosto.
L’alba entra dai vicoli come luce liquida.
Petardi. Voci. Risate lontane. Il sole taglia i tetti,
accende le finestre.
Io, bambino, cammino tra la folla. Scarpe lucide. Vestito
nuovo. Il cuore batte forte.
«Guarda, mamma!»
«Attento ai piedi, Giuseppe», sorride.
Tutto è festa. Tutto è vita. Tutto è possibile.
Il profumo dei maccheroni sale dalle case. Carne di capra,
formaggio nel sugo che scotta le dita.
Vino che scalda lo spirito. Brindisi: alla vita, all’amicizia,
al mondo intero.
Melino corre, Desiano ride, Peppe urla.
La banda suona. Trombe. Tamburi. La processione avanza.
Ogni passo è un rito. Ogni risata un atto di coraggio.
Poi, la vita cambia.
La mamma non c’è più. Il papà non c’è più.
Il vicolo che conoscevo è silenzioso.
Le pietre dei sogni sembrano lontane, inghiottite dal
tempo.
Corro tra i vicoli. Lacrime negli occhi.
«Non è più come prima», sussurro al vento.
E il vento risponde:
«Non puoi tornare… ma puoi ricordare.»
Un bagliore. Tra le pietre.
I sogni. Sempre lì.
Li raccolgo, uno a uno. Tesori preziosi.
«Sei sempre tu, bambino mio», dice una voce lontana.
«Sì… sempre io», rispondo.
«Sempre noi», aggiungo, come fosse un segreto tra me e il
tempo.
Il 16 agosto si avvicina.
La tristezza resta. Ma i sogni resistono.
La magia. L’appartenenza. La gioia. Non sono morti.
Cammino. Bambino e uomo insieme.
Non cerco applausi. Non cerco approvazione.
Cerco solo verità. Contatto autentico. Abbracci sinceri.
Le piazze si riempiono. Voci, risate, mani che si
intrecciano.
Non più maschere. Non più apparire.
Solo la vita che pulsa, reale e intensa.
«Antoine, perché sorridi?»
«Sto raccogliendo ciò che conta», rispondo.
«E cos’è?»
«I sogni. Quelli che nessuno può rubare.»
Ogni passo rimbalza tra passato e presente.
Il suono dei petardi. Il profumo del sugo. Le mani che si
stringono.
Ogni risata. Ogni lacrima. Ogni battito di cuore.
Raccogliamo i sogni. Tutti insieme.
E battono ancora.
Tra le pietre. Nei vicoli. Nei cuori.
Roccaforte del Greco.
16 agosto.
Il vento porta odore di festa, di pane caldo, di speranza.
I sogni non sono cambiati.
E noi… forse, siamo ancora vivi.


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