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“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

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Questo è un confronto, non un regolamento di conti. Se parli di me, hai finito gli argomenti e non sei gradito.

Questo è un confronto, non un regolamento di conti
Se parli di me, hai finito gli argomenti e non sei gradito.

L'Editoriale di Luigi Palamara 

Un equivoco duro a morire: che basti scrivere contro qualcuno per diventare qualcuno. È un’illusione infantile, buona per i salotti rumorosi e per i tribunali dei social. Attaccare chi gestisce uno spazio informativo non conferisce autorevolezza, non consacra intellettuali, non eleva il pensiero. Produce, al massimo, una voce sgradita. E spesso stonata.

I temi si contestano. Le idee si affrontano. È lì che si misura la statura di chi parla. Non sulla persona che le propone, non sul bersaglio di turno scelto per darsi un tono. Il confronto, se vuole dirsi tale, deve restare ancorato ai contenuti. Tutto il resto è rumore di fondo.

C’è poi chi tenta l’operazione più subdola: trascinare l’interlocutore nel proprio mondo, imporre il proprio terreno di gioco, riscrivere le regole a partita iniziata. A costoro va ricordata una verità semplice e brutale: io vivo nel mio mondo. Non ho bisogno del vostro, né del vostro permesso per pensare, scrivere o dissentire.

Le mie riflessioni non chiedono adesione, né applausi. Servono a stuzzicare le vostre idee, non a solleticare giudizi sulla mia persona. Chi sposta il tiro, chi ricorre all’allusione, chi costruisce argomenti strumentali per screditare o, peggio, per placare frustrazioni personali, non sta discutendo: sta scappando.

Non è una novità. Lo ripeto da oltre trent’anni. E se qualcuno non l’ha ancora capito, il problema non è il messaggio. È l’ascolto.

Questo è quanto.

Luigi Palamara 
Giornalista e Artista Aspromontàno

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