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200mila letture in 12 ore: perché il successo digitale è un peso, non solo un traguardo.

200mila letture in 12 ore: perché il successo digitale è un peso, non solo un traguardo.
L'Editoriale di Luigi Palamara 
​Gratteri, il Referendum e il dovere della verità.
​Non chiamatela solo "viralità": il patto di fiducia con chi legge.
​L'articolo da record e la lezione più importante: la serietà..

Oltre 200mila letture in meno di 12 ore. Decine di migliaia di interazioni. Numeri che fanno girare la testa, e non poco. Si potrebbe esultare, versare un bicchiere di prosecco e dichiarare al mondo: “Ecco, l’ho fatto!”. Ma chi ha un briciolo di memoria storica sa che il successo istantaneo pesa più della gloria ritardata.

Il giornalista, oggi, non misura più la sua credibilità dal quotidiano venduto, dalla pagina stampata, ma dai click, dai cuoricini, dai commenti che sbattono sullo schermo come proiettili in una piazza di paese. È un mondo nuovo, eppure vecchio come sempre: chi ha voce ha responsabilità, chi ha seguito ha dovere di coerenza.

Ecco il punto. Essere credibile, essere un punto di riferimento sano e spendibile, non è cosa da poco. Non bastano sacrifici, talento, passione — che pure servono, e tanto. Serve soprattutto serietà. Serve la consapevolezza che dietro ogni click c’è una persona che legge, pensa, si forma un’opinione, e che quella persona conta.

Orgoglioso? Certo. Ma con il peso della responsabilità ben piantato sulle spalle. Perché la fiducia non si conquista con un titolo sensazionalistico né con un articolo virale. La fiducia si costruisce giorno dopo giorno, con il rigore e la disciplina di chi sa che le parole pesano, anche quando sono digitali.

E infine, grazie. Grazie a chi legge, a chi commenta, a chi applaude, e persino a chi dissente — perché il rispetto delle opinioni altrui, anche di chi non la pensa come noi, è l’unico contrappeso possibile alla democrazia digitale, dove tutto diventa rumoroso e veloce.

In fondo, Gratteri e il referendum sono solo il pretesto. Il vero tema resta lo stesso: chi racconta storie, notizie, verità, deve ricordarsi sempre che il suo compito è servire, non sedurre.

Luigi Palamara 
Giornalista e Artista Aspromontàno 

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