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Concessa, la strada della sabbia e delle responsabilità: quando l’incuria diventa scelta politica.

Concessa, la strada della sabbia e delle responsabilità: quando l’incuria diventa scelta politica.
di Luigi Palamara 

Reggio Calabria 9 febbraio 2026. A Concessa, frazione di Reggio Calabria, non siamo più davanti a un problema tecnico.
Siamo davanti a una scelta politica precisa: lasciare che una strada resti pericolosa, rattoppata, umiliante per chi la percorre ogni giorno.


Il video allegato è la dimostrazione più frustrante e più chiara di questa realtà. Un documento che vale più di mille parole, perché nessuna descrizione, per quanto dura, riuscirebbe a raccontare meglio — o peggio — quello che gli occhi vedono. Le immagini parlano da sole: buche, sabbia, zigzag forzati, fondo instabile. È la cronaca quotidiana dell’abbandono.

Sotto il ponte dell’autostrada, nel tratto più devastato e pericoloso, proprio stamattina gli operai della Castore sono intervenuti. Le buche sono state riempite di sabbia.
Sabbia, non asfalto. Un intervento che non mette in sicurezza, ma che sposta semplicemente il problema di qualche ora o di qualche giorno.

«Chi ha deciso così?»
«Chi firma.»
«E chi controlla?»
«Nessuno.»

Da almeno quindici, forse vent’anni, questo asse viario non vede un rifacimento serio del manto stradale. Solo interventi tampone, solo emergenze mai risolte. E quando una situazione si trascina così a lungo, non è più un disguido amministrativo: è una prassi accettata, quasi normalizzata.

Ogni buca riempita di sabbia è una responsabilità rimandata. Ogni giorno senza un intervento strutturale è una scelta consapevole. E ogni automobilista costretto allo zigzag, ogni motociclista che rischia di cadere, è la prova che qualcuno sta decidendo di non decidere.

Le due ruote sono le più esposte. Scooter e moto scivolano su un fondo che sembra sistemato ma non lo è. La sabbia maschera il pericolo, lo rende invisibile, lo rende più subdolo.

«Se cade uno in moto?»
«Diranno che andava veloce.»
«E se non andava?»
«Diranno che non potevano prevederlo.»

Ma tutto è prevedibile.
È prevedibile che la sabbia venga portata via dal traffico.
È prevedibile che alla prima pioggia la strada torni un colabrodo.
È prevedibile che prima o poi qualcuno si faccia male.

Il problema non è l’operaio che lavora, né l’intervento d’urgenza in sé. Il problema è chi programma, chi autorizza, chi firma e chi accetta che questa sia la normalità. Chi ritiene sufficiente una pala di sabbia per rispondere a un disagio che dura da decenni.

Qui passano lavoratori, famiglie, anziani, mezzi commerciali. Attività che pagano tasse e cittadini che chiedono solo una cosa elementare: strade sicure.

E allora l’appello è diretto, senza più filtri né attenuanti.

Agli amministratori comunali, agli assessori competenti, ai dirigenti responsabili della viabilità: questa strada la conoscete. Non potete dire di non sapere. Il video allegato è lì apposta, a togliere ogni alibi, a smontare ogni relazione rassicurante, a smentire ogni parola di circostanza.

Non bastano più sopralluoghi, promesse, né interventi di facciata. Non basta più “tamponare”. Qui serve un atto politico chiaro, una decisione definitiva: rifare il manto stradale e mettere in sicurezza un’arteria fondamentale per chi vive e lavora a Concessa.

Ogni giorno che passa senza un intervento serio è una responsabilità che si accumula.
Ogni incidente evitato per miracolo non vi assolve.
Ogni buca riempita di sabbia è una firma invisibile sotto una scelta sbagliata.

Se qualcuno dovesse farsi male, non sarà una fatalità.
Sarà la conseguenza diretta di anni di rinvii, di silenzi, di interventi minimi spacciati per manutenzione.

La gente ha parlato.
Le immagini parlano.
Adesso tocca a chi governa rispondere con i fatti.

Perché Concessa non chiede privilegi.
Chiede ciò che spetta a ogni cittadino: strade sicure, dignità, rispetto.
E il tempo, ormai, è finito.

Luigi Palamara 
Giornalista e Artista Aspromontàno 
@luigi.palamara

Concessa, la strada della sabbia e delle responsabilità: quando l’incuria diventa scelta politica. di Luigi Palamara Reggio Calabria 9 febbraio 2026. A Concessa, frazione di Reggio Calabria, non siamo più davanti a un problema tecnico. Siamo davanti a una scelta politica precisa: lasciare che una strada resti pericolosa, rattoppata, umiliante per chi la percorre ogni giorno. Il video allegato è la dimostrazione più frustrante e più chiara di questa realtà. Un documento che vale più di mille parole, perché nessuna descrizione, per quanto dura, riuscirebbe a raccontare meglio — o peggio — quello che gli occhi vedono. Le immagini parlano da sole: buche, sabbia, zigzag forzati, fondo instabile. È la cronaca quotidiana dell’abbandono. Sotto il ponte dell’autostrada, nel tratto più devastato e pericoloso, proprio stamattina gli operai della Castore sono intervenuti. Le buche sono state riempite di sabbia. Sabbia, non asfalto. Un intervento che non mette in sicurezza, ma che sposta semplicemente il problema di qualche ora o di qualche giorno. «Chi ha deciso così?» «Chi firma.» «E chi controlla?» «Nessuno.» Da almeno quindici, forse vent’anni, questo asse viario non vede un rifacimento serio del manto stradale. Solo interventi tampone, solo emergenze mai risolte. E quando una situazione si trascina così a lungo, non è più un disguido amministrativo: è una prassi accettata, quasi normalizzata. Ogni buca riempita di sabbia è una responsabilità rimandata. Ogni giorno senza un intervento strutturale è una scelta consapevole. E ogni automobilista costretto allo zigzag, ogni motociclista che rischia di cadere, è la prova che qualcuno sta decidendo di non decidere. Le due ruote sono le più esposte. Scooter e moto scivolano su un fondo che sembra sistemato ma non lo è. La sabbia maschera il pericolo, lo rende invisibile, lo rende più subdolo. «Se cade uno in moto?» «Diranno che andava veloce.» «E se non andava?» «Diranno che non potevano prevederlo.» Ma tutto è prevedibile. È prevedibile che la sabbia venga portata via dal traffico. È prevedibile che alla prima pioggia la strada torni un colabrodo. È prevedibile che prima o poi qualcuno si faccia male. Il problema non è l’operaio che lavora, né l’intervento d’urgenza in sé. Il problema è chi programma, chi autorizza, chi firma e chi accetta che questa sia la normalità. Chi ritiene sufficiente una pala di sabbia per rispondere a un disagio che dura da decenni. Qui passano lavoratori, famiglie, anziani, mezzi commerciali. Attività che pagano tasse e cittadini che chiedono solo una cosa elementare: strade sicure. E allora l’appello è diretto, senza più filtri né attenuanti. Agli amministratori comunali, agli assessori competenti, ai dirigenti responsabili della viabilità: questa strada la conoscete. Non potete dire di non sapere. Il video allegato è lì apposta, a togliere ogni alibi, a smontare ogni relazione rassicurante, a smentire ogni parola di circostanza. Non bastano più sopralluoghi, promesse, né interventi di facciata. Non basta più “tamponare”. Qui serve un atto politico chiaro, una decisione definitiva: rifare il manto stradale e mettere in sicurezza un’arteria fondamentale per chi vive e lavora a Concessa. Ogni giorno che passa senza un intervento serio è una responsabilità che si accumula. Ogni incidente evitato per miracolo non vi assolve. Ogni buca riempita di sabbia è una firma invisibile sotto una scelta sbagliata. Se qualcuno dovesse farsi male, non sarà una fatalità. Sarà la conseguenza diretta di anni di rinvii, di silenzi, di interventi minimi spacciati per manutenzione. La gente ha parlato. Le immagini parlano. Adesso tocca a chi governa rispondere con i fatti. Perché Concessa non chiede privilegi. Chiede ciò che spetta a ogni cittadino: strade sicure, dignità, rispetto. E il tempo, ormai, è finito. Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno

♬ audio originale - Luigi Palamara

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