CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

3/recent/post-list

Reggio Calabria, il potere in tre: e suona come il postino. È la politica, bellezza.

Reggio Calabria, il potere in tre: e suona come il postino.
È la politica, bellezza.
L’editoriale di Luigi Palamara

Fermo restando che la politica non ci sorprende mai – guardate Vannacci che lascia la Lega da vicesegretario per fondare un suo partito, e Salvini che, ingenuamente, lo giudica ingrato – è chiaro che in politica la gratitudine non esiste: esiste l’opportunità personale. E se questo principio vale a Roma, figuriamoci a Reggio Calabria. Lunghe analisi morali? Le lasciamo agli ingenui. Noi abbiamo voluto vedere, ascoltare, capire.

La politica, si sa, è terreno fertile per il paradosso e il grottesco, e quello che accade oggi a Reggio Calabria è un piccolo festival di entrambe le categorie. Non meravigliamoci se certe vicende sembrano più un romanzo che una cronaca: qui tutto è possibile e tutto diventa visibile.

Sto parlando di Carmelo Versace, sindaco facente funzioni della Città Metropolitana, che ha nominato capo di gabinetto Antonino Castorina, consigliere comunale e suo compagno di gruppo. Non è un dettaglio da poco. Il trio Versace-Castorina-Burrone occupa oggi posizioni chiave: Versace guida la Città Metropolitana e il suo gruppo; Castorina siede in Consiglio comunale e metropolitano ed è ora anche capo di gabinetto; Burrone è assessore comunale. Tre uomini, un gruppo: RED. Tre ruoli, un potere concentrato che non lascia spazio a dubbi. La loro è una strategia vincente.

(Al bar sotto Palazzo San Giorgio, due pensionati parlano tra loro.)

Francesco: Hai visto la nomina di Castorina?
Gaetano: Sì… e io mi chiedo: a chi giova davvero?

Non entro nel campo della morale – le scelte politiche raramente coincidono con il senso comune della moralità – e non metto in dubbio la legittimità della nomina di Castorina. È tutto perfettamente regolare, almeno formalmente. Ma qui il problema è l’opportunità. E l’opportunità politica non sempre coincide con ciò che è permesso. E certamente conoscendo le dinamiche della politica non saremo noi a stabilire cosa lo sia… o cosa non lo sia.

(Sul Lungomare Falcomatà, due anziani seduti sulle panchine discutono del nuovo capo di gabinetto.)

Giuseppe: Tre mesi e poi via… Ma perché rischiare?
Antonio: È la politica, sai. Solo politica. E noi restiamo a guardare.

Carmelo Versace poteva evitare questa scelta? Probabilmente no. Ma attenzione: non parliamo di improvvisazione. Versace non aspettava altro. Ogni mossa politica è un segnale calibrato, pensato per comunicare agli alleati e agli avversari che lui detta il ritmo del gioco. Nulla viene lasciato al caso. La nomina di Castorina non è un capriccio, è strategia pura. Mancano appena tre mesi alla scadenza del mandato: una decisione simile rischia di apparire fuori luogo, provocatoria. Eppure Versace era pronto, preparato ad assorbire e gestire le inevitabili reazioni della città e dei suoi interlocutori politici.

Dietro questa nomina c’è un piano(?): uno sguardo alle imminenti elezioni comunali, dove Castorina, più volte, ha dichiarato di non volersi ricandidare. Quel tesoretto di voti che fa riferimento allo stesso Castorina rappresenta una risorsa strategica, un asset per consolidare l’influenza di Versace e del suo gruppo. Ogni dettaglio, ogni tempo, ogni reazione prevista è stata calcolata. La città può osservare e giudicare, ma Versace ha già previsto tutto ciò che accade al di fuori del suo schema? Riteniamo di sì.

Il risultato è una scelta utile principalmente a Versace e Castorina, che però suscita malumore, fastidio, persino nausea in chi pensa che la politica non sia anche questo. Agli ingenui di giornata.

(Piazza Italia, davanti al Comune. Faccio qualche domanda.)

La città cosa ne pensa?
Pasquale: La città? Silenziosa, osserva… e giudica. Non serve urlare, basta aspettare.

In fondo, la politica è questo: combinazione di audacia e rischio, di legittimità e opportunità. Ma c’è un confine sottilissimo tra la scelta coraggiosa e quella che irrita e infastidisce senza apparente vantaggio. Carmelo Versace ha deciso di varcare quella linea. Resta da vedere se ne trarrà beneficio o se la città reagirà con il silenzioso giudizio dei cittadini.

Perché, in fin dei conti, chi governa dovrebbe ricordare sempre la regola più semplice: il potere può essere legittimo sulla carta, ma resta sospeso fino a quando non incontra il buon senso della gente. E qui, a Reggio, quel buon senso non è mai stato così attento… almeno a chiacchiere, certamente non nelle urne.

Pier Capponi: «Voi suonerete le vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane».

Si tratta adesso di vedere, in campagna elettorale, chi suonerà le trombe e chi invece le campane.

Luigi Palamara – Giornalista e Artista Aspromontàno

N.B. Da fonte autorevole: L'Assessore Filippo Burrone ha saputo della nomina di Castorina dalla stampa

Posta un commento

0 Commenti

Trovaci su Google