“C’è chi vuole scavare tunnel e chi la città fuori dal tunnel ce l’ha portata.” È più di una battuta: è una linea politica.
@luigi.palamara Intervento di Valeria Bonforte Segretaria cittadina del PD Reggio Calabria. Reggio Calabria. Primarie centrosinistra. Per il PD non è una sfilata: a marzo la sfida tra Battaglia, Canale e Muraca. Falcomatà: "Abbiamo tirato la città fuori dal tunnel". L'Editoriale di Luigi Palamara Ci sono stagioni in cui la politica si riduce a slogan, e altre in cui torna ad avere il passo lento e severo della responsabilità. A Reggio Calabria, oggi, siamo nella seconda ipotesi. E chi non lo capisce, semplicemente, non ha memoria. Perché tutto, in questa partita che porta alle primarie del 15 marzo e poi alle comunali di maggio 2026, ruota attorno a una parola che è insieme scomoda e decisiva: ricordo. Tutto inizia nella sala dell'Hotel Excelsior a Reggio Calabria. Valeria Bonforte prende la parola senza fogli. Dice di non aver preparato nulla. In realtà ha preparato mesi di lavoro. È la segretaria cittadina del Partito Democratico di Reggio Calabria e introduce la candidatura di Mimmetto Battaglia. Ma non è una presentazione formale. È un bilancio politico e morale. Racconta settimane spese a costruire una coalizione larga: partiti, movimenti, associazioni. Non una somma di sigle, ma un tentativo di allargamento in un tempo in cui la politica tende a restringersi. Rivendica il metodo delle primarie come “il più democratico e garantista”. Nessuna scorciatoia, nessuna investitura dall’alto: la legittimazione passa dagli iscritti e dai simpatizzanti. Poi il passaggio culturale: un manifesto dei valori. Non un cartellone elettorale, ma un sistema di riferimenti. E quei riferimenti hanno un nome preciso: Costituzione. Non evocata come un monumento, ma come una radice da difendere in un tempo che lei giudica delicato, attraversato da tentazioni di indebolimento dei principi costituzionali. Bonforte richiama il sacrificio dei padri e delle madri costituenti. Ricorda che la libertà non è un dono permanente. Invita a non sottovalutare il referendum imminente. Chiede ai giornalisti di fare il loro mestiere: raccontare, spiegare, diffondere valori. Dignità, lavoro, parità tra uomo e donna, rispetto delle differenze, sicurezza sociale. Parole grandi, ma calate nella concretezza di una città del Sud. E poi la frase più netta: “Abbiamo la memoria corta”. Invita a ricordare com’era Reggio dodici o quindici anni fa. I sacrifici affrontati per risanare una situazione difficile. Ringrazia amministratori, consiglieri, assessori che “ci hanno messo la faccia”. Ammette che non sono stati perfetti. Che qualcosa poteva essere fatto meglio e prima. Ma il confronto resta aperto. Non un discorso trionfale, ma un invito alla partecipazione: andare a votare alle primarie, rispettare regole costruite per garantire serietà e trasparenza. La democrazia, quella vera, fatta di gazebo e schede piegate. Peppe Panetta, segretario provinciale, parte dai gesti formali: deposito delle candidature, firma sui moduli, commissione di garanzia. Perché la politica credibile comincia dalle regole. Tre candidati alle primarie del centrosinistra: Mimmetto Battaglia, Massimo Canale, Giovanni Muraca. Panetta rivendica la competizione come un “bel segno di partecipazione”. Non una nomination, non una passerella, ma quindici giorni di confronto vero sui temi della città. Invita all’equilibrio: riconoscere il lavoro fatto, ma anche i limiti. E sostiene che il Partito Democratico ha le carte in regola per chiedere ancora fiducia ai reggini. Descrive Battaglia come uomo di esperienza, con spessore politico e amministrativo costruito in decenni di impegno pubblico. Non un candidato improvvisato, ma una guida sicura in una fase complessa. Ricorda che le elezioni non si vincono per diritto acquisito. Vanno affrontate. Dall’altra parte, osserva, un centrodestra diviso, incerto sul nome da proporre, più concentrato su manifestazioni scenografiche che su un progetto coerente. Rivendica il metodo del centrosinistra: confronto alla luce del sole, primarie come nel 2014, elettori chiamati a scegliere. Invita chi oggi
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@luigi.palamara Intervento di Peppe Panetta Segretario Provinciale del 0D Reggio Calabria. Reggio Calabria. Primarie centrosinistra. Per il PD non è una sfilata: a marzo la sfida tra Battaglia, Canale e Muraca. Falcomatà: "Abbiamo tirato la città fuori dal tunnel". L'Editoriale di Luigi Palamara Ci sono stagioni in cui la politica si riduce a slogan, e altre in cui torna ad avere il passo lento e severo della responsabilità. A Reggio Calabria, oggi, siamo nella seconda ipotesi. E chi non lo capisce, semplicemente, non ha memoria. Perché tutto, in questa partita che porta alle primarie del 15 marzo e poi alle comunali di maggio 2026, ruota attorno a una parola che è insieme scomoda e decisiva: ricordo. Tutto inizia nella sala dell'Hotel Excelsior a Reggio Calabria. Valeria Bonforte prende la parola senza fogli. Dice di non aver preparato nulla. In realtà ha preparato mesi di lavoro. È la segretaria cittadina del Partito Democratico di Reggio Calabria e introduce la candidatura di Mimmetto Battaglia. Ma non è una presentazione formale. È un bilancio politico e morale. Racconta settimane spese a costruire una coalizione larga: partiti, movimenti, associazioni. Non una somma di sigle, ma un tentativo di allargamento in un tempo in cui la politica tende a restringersi. Rivendica il metodo delle primarie come “il più democratico e garantista”. Nessuna scorciatoia, nessuna investitura dall’alto: la legittimazione passa dagli iscritti e dai simpatizzanti. Poi il passaggio culturale: un manifesto dei valori. Non un cartellone elettorale, ma un sistema di riferimenti. E quei riferimenti hanno un nome preciso: Costituzione. Non evocata come un monumento, ma come una radice da difendere in un tempo che lei giudica delicato, attraversato da tentazioni di indebolimento dei principi costituzionali. Bonforte richiama il sacrificio dei padri e delle madri costituenti. Ricorda che la libertà non è un dono permanente. Invita a non sottovalutare il referendum imminente. Chiede ai giornalisti di fare il loro mestiere: raccontare, spiegare, diffondere valori. Dignità, lavoro, parità tra uomo e donna, rispetto delle differenze, sicurezza sociale. Parole grandi, ma calate nella concretezza di una città del Sud. E poi la frase più netta: “Abbiamo la memoria corta”. Invita a ricordare com’era Reggio dodici o quindici anni fa. I sacrifici affrontati per risanare una situazione difficile. Ringrazia amministratori, consiglieri, assessori che “ci hanno messo la faccia”. Ammette che non sono stati perfetti. Che qualcosa poteva essere fatto meglio e prima. Ma il confronto resta aperto. Non un discorso trionfale, ma un invito alla partecipazione: andare a votare alle primarie, rispettare regole costruite per garantire serietà e trasparenza. La democrazia, quella vera, fatta di gazebo e schede piegate. Peppe Panetta, segretario provinciale, parte dai gesti formali: deposito delle candidature, firma sui moduli, commissione di garanzia. Perché la politica credibile comincia dalle regole. Tre candidati alle primarie del centrosinistra: Mimmetto Battaglia, Massimo Canale, Giovanni Muraca. Panetta rivendica la competizione come un “bel segno di partecipazione”. Non una nomination, non una passerella, ma quindici giorni di confronto vero sui temi della città. Invita all’equilibrio: riconoscere il lavoro fatto, ma anche i limiti. E sostiene che il Partito Democratico ha le carte in regola per chiedere ancora fiducia ai reggini. Descrive Battaglia come uomo di esperienza, con spessore politico e amministrativo costruito in decenni di impegno pubblico. Non un candidato improvvisato, ma una guida sicura in una fase complessa. Ricorda che le elezioni non si vincono per diritto acquisito. Vanno affrontate. Dall’altra parte, osserva, un centrodestra diviso, incerto sul nome da proporre, più concentrato su manifestazioni scenografiche che su un progetto coerente. Rivendica il metodo del centrosinistra: confronto alla luce del sole, primarie come nel 2014, elettori chiamati a scegliere. Invita chi oggi è
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@luigi.palamara Intervento di Giuseppe Falcomatà già sindaco di Reggio Calabria e Consigliere Regionale del PD in Calabria. Reggio Calabria. Primarie centrosinistra. Per il PD non è una sfilata: a marzo la sfida tra Battaglia, Canale e Muraca. Falcomatà: "Abbiamo tirato la città fuori dal tunnel". L'Editoriale di Luigi Palamara Ci sono stagioni in cui la politica si riduce a slogan, e altre in cui torna ad avere il passo lento e severo della responsabilità. A Reggio Calabria, oggi, siamo nella seconda ipotesi. E chi non lo capisce, semplicemente, non ha memoria. Perché tutto, in questa partita che porta alle primarie del 15 marzo e poi alle comunali di maggio 2026, ruota attorno a una parola che è insieme scomoda e decisiva: ricordo. Tutto inizia nella sala dell'Hotel Excelsior a Reggio Calabria. Valeria Bonforte prende la parola senza fogli. Dice di non aver preparato nulla. In realtà ha preparato mesi di lavoro. È la segretaria cittadina del Partito Democratico di Reggio Calabria e introduce la candidatura di Mimmetto Battaglia. Ma non è una presentazione formale. È un bilancio politico e morale. Racconta settimane spese a costruire una coalizione larga: partiti, movimenti, associazioni. Non una somma di sigle, ma un tentativo di allargamento in un tempo in cui la politica tende a restringersi. Rivendica il metodo delle primarie come “il più democratico e garantista”. Nessuna scorciatoia, nessuna investitura dall’alto: la legittimazione passa dagli iscritti e dai simpatizzanti. Poi il passaggio culturale: un manifesto dei valori. Non un cartellone elettorale, ma un sistema di riferimenti. E quei riferimenti hanno un nome preciso: Costituzione. Non evocata come un monumento, ma come una radice da difendere in un tempo che lei giudica delicato, attraversato da tentazioni di indebolimento dei principi costituzionali. Bonforte richiama il sacrificio dei padri e delle madri costituenti. Ricorda che la libertà non è un dono permanente. Invita a non sottovalutare il referendum imminente. Chiede ai giornalisti di fare il loro mestiere: raccontare, spiegare, diffondere valori. Dignità, lavoro, parità tra uomo e donna, rispetto delle differenze, sicurezza sociale. Parole grandi, ma calate nella concretezza di una città del Sud. E poi la frase più netta: “Abbiamo la memoria corta”. Invita a ricordare com’era Reggio dodici o quindici anni fa. I sacrifici affrontati per risanare una situazione difficile. Ringrazia amministratori, consiglieri, assessori che “ci hanno messo la faccia”. Ammette che non sono stati perfetti. Che qualcosa poteva essere fatto meglio e prima. Ma il confronto resta aperto. Non un discorso trionfale, ma un invito alla partecipazione: andare a votare alle primarie, rispettare regole costruite per garantire serietà e trasparenza. La democrazia, quella vera, fatta di gazebo e schede piegate. Peppe Panetta, segretario provinciale, parte dai gesti formali: deposito delle candidature, firma sui moduli, commissione di garanzia. Perché la politica credibile comincia dalle regole. Tre candidati alle primarie del centrosinistra: Mimmetto Battaglia, Massimo Canale, Giovanni Muraca. Panetta rivendica la competizione come un “bel segno di partecipazione”. Non una nomination, non una passerella, ma quindici giorni di confronto vero sui temi della città. Invita all’equilibrio: riconoscere il lavoro fatto, ma anche i limiti. E sostiene che il Partito Democratico ha le carte in regola per chiedere ancora fiducia ai reggini. Descrive Battaglia come uomo di esperienza, con spessore politico e amministrativo costruito in decenni di impegno pubblico. Non un candidato improvvisato, ma una guida sicura in una fase complessa. Ricorda che le elezioni non si vincono per diritto acquisito. Vanno affrontate. Dall’altra parte, osserva, un centrodestra diviso, incerto sul nome da proporre, più concentrato su manifestazioni scenografiche che su un progetto coerente. Rivendica il metodo del centrosinistra: confronto alla luce del sole, primarie come nel 2014, elettori chiamat
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@luigi.palamara Intervento del Senatore Nicola Irto Segretario del PD Calabria. Reggio Calabria. Primarie centrosinistra. Per il PD non è una sfilata: a marzo la sfida tra Battaglia, Canale e Muraca. Falcomatà: "Abbiamo tirato la città fuori dal tunnel". L'Editoriale di Luigi Palamara Ci sono stagioni in cui la politica si riduce a slogan, e altre in cui torna ad avere il passo lento e severo della responsabilità. A Reggio Calabria, oggi, siamo nella seconda ipotesi. E chi non lo capisce, semplicemente, non ha memoria. Perché tutto, in questa partita che porta alle primarie del 15 marzo e poi alle comunali di maggio 2026, ruota attorno a una parola che è insieme scomoda e decisiva: ricordo. Tutto inizia nella sala dell'Hotel Excelsior a Reggio Calabria. Valeria Bonforte prende la parola senza fogli. Dice di non aver preparato nulla. In realtà ha preparato mesi di lavoro. È la segretaria cittadina del Partito Democratico di Reggio Calabria e introduce la candidatura di Mimmetto Battaglia. Ma non è una presentazione formale. È un bilancio politico e morale. Racconta settimane spese a costruire una coalizione larga: partiti, movimenti, associazioni. Non una somma di sigle, ma un tentativo di allargamento in un tempo in cui la politica tende a restringersi. Rivendica il metodo delle primarie come “il più democratico e garantista”. Nessuna scorciatoia, nessuna investitura dall’alto: la legittimazione passa dagli iscritti e dai simpatizzanti. Poi il passaggio culturale: un manifesto dei valori. Non un cartellone elettorale, ma un sistema di riferimenti. E quei riferimenti hanno un nome preciso: Costituzione. Non evocata come un monumento, ma come una radice da difendere in un tempo che lei giudica delicato, attraversato da tentazioni di indebolimento dei principi costituzionali. Bonforte richiama il sacrificio dei padri e delle madri costituenti. Ricorda che la libertà non è un dono permanente. Invita a non sottovalutare il referendum imminente. Chiede ai giornalisti di fare il loro mestiere: raccontare, spiegare, diffondere valori. Dignità, lavoro, parità tra uomo e donna, rispetto delle differenze, sicurezza sociale. Parole grandi, ma calate nella concretezza di una città del Sud. E poi la frase più netta: “Abbiamo la memoria corta”. Invita a ricordare com’era Reggio dodici o quindici anni fa. I sacrifici affrontati per risanare una situazione difficile. Ringrazia amministratori, consiglieri, assessori che “ci hanno messo la faccia”. Ammette che non sono stati perfetti. Che qualcosa poteva essere fatto meglio e prima. Ma il confronto resta aperto. Non un discorso trionfale, ma un invito alla partecipazione: andare a votare alle primarie, rispettare regole costruite per garantire serietà e trasparenza. La democrazia, quella vera, fatta di gazebo e schede piegate. Peppe Panetta, segretario provinciale, parte dai gesti formali: deposito delle candidature, firma sui moduli, commissione di garanzia. Perché la politica credibile comincia dalle regole. Tre candidati alle primarie del centrosinistra: Mimmetto Battaglia, Massimo Canale, Giovanni Muraca. Panetta rivendica la competizione come un “bel segno di partecipazione”. Non una nomination, non una passerella, ma quindici giorni di confronto vero sui temi della città. Invita all’equilibrio: riconoscere il lavoro fatto, ma anche i limiti. E sostiene che il Partito Democratico ha le carte in regola per chiedere ancora fiducia ai reggini. Descrive Battaglia come uomo di esperienza, con spessore politico e amministrativo costruito in decenni di impegno pubblico. Non un candidato improvvisato, ma una guida sicura in una fase complessa. Ricorda che le elezioni non si vincono per diritto acquisito. Vanno affrontate. Dall’altra parte, osserva, un centrodestra diviso, incerto sul nome da proporre, più concentrato su manifestazioni scenografiche che su un progetto coerente. Rivendica il metodo del centrosinistra: confronto alla luce del sole, primarie come nel 2014, elettori chiamati a scegliere. Invita chi oggi è fuori dalla
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@luigi.palamara Intervento del Sindaco f.f. di Reggio Calabria Mimmetto Battaglia, candidato unitario del PD alle primarie del Centrosinistra del 15 marzo 2026. Reggio Calabria. Primarie centrosinistra. Per il PD non è una sfilata: a marzo la sfida tra Battaglia, Canale e Muraca. Falcomatà: "Abbiamo tirato la città fuori dal tunnel". L'Editoriale di Luigi Palamara Ci sono stagioni in cui la politica si riduce a slogan, e altre in cui torna ad avere il passo lento e severo della responsabilità. A Reggio Calabria, oggi, siamo nella seconda ipotesi. E chi non lo capisce, semplicemente, non ha memoria. Perché tutto, in questa partita che porta alle primarie del 15 marzo e poi alle comunali di maggio 2026, ruota attorno a una parola che è insieme scomoda e decisiva: ricordo. Tutto inizia nella sala dell'Hotel Excelsior a Reggio Calabria. Valeria Bonforte prende la parola senza fogli. Dice di non aver preparato nulla. In realtà ha preparato mesi di lavoro. È la segretaria cittadina del Partito Democratico di Reggio Calabria e introduce la candidatura di Mimmetto Battaglia. Ma non è una presentazione formale. È un bilancio politico e morale. Racconta settimane spese a costruire una coalizione larga: partiti, movimenti, associazioni. Non una somma di sigle, ma un tentativo di allargamento in un tempo in cui la politica tende a restringersi. Rivendica il metodo delle primarie come “il più democratico e garantista”. Nessuna scorciatoia, nessuna investitura dall’alto: la legittimazione passa dagli iscritti e dai simpatizzanti. Poi il passaggio culturale: un manifesto dei valori. Non un cartellone elettorale, ma un sistema di riferimenti. E quei riferimenti hanno un nome preciso: Costituzione. Non evocata come un monumento, ma come una radice da difendere in un tempo che lei giudica delicato, attraversato da tentazioni di indebolimento dei principi costituzionali. Bonforte richiama il sacrificio dei padri e delle madri costituenti. Ricorda che la libertà non è un dono permanente. Invita a non sottovalutare il referendum imminente. Chiede ai giornalisti di fare il loro mestiere: raccontare, spiegare, diffondere valori. Dignità, lavoro, parità tra uomo e donna, rispetto delle differenze, sicurezza sociale. Parole grandi, ma calate nella concretezza di una città del Sud. E poi la frase più netta: “Abbiamo la memoria corta”. Invita a ricordare com’era Reggio dodici o quindici anni fa. I sacrifici affrontati per risanare una situazione difficile. Ringrazia amministratori, consiglieri, assessori che “ci hanno messo la faccia”. Ammette che non sono stati perfetti. Che qualcosa poteva essere fatto meglio e prima. Ma il confronto resta aperto. Non un discorso trionfale, ma un invito alla partecipazione: andare a votare alle primarie, rispettare regole costruite per garantire serietà e trasparenza. La democrazia, quella vera, fatta di gazebo e schede piegate. Peppe Panetta, segretario provinciale, parte dai gesti formali: deposito delle candidature, firma sui moduli, commissione di garanzia. Perché la politica credibile comincia dalle regole. Tre candidati alle primarie del centrosinistra: Mimmetto Battaglia, Massimo Canale, Giovanni Muraca. Panetta rivendica la competizione come un “bel segno di partecipazione”. Non una nomination, non una passerella, ma quindici giorni di confronto vero sui temi della città. Invita all’equilibrio: riconoscere il lavoro fatto, ma anche i limiti. E sostiene che il Partito Democratico ha le carte in regola per chiedere ancora fiducia ai reggini. Descrive Battaglia come uomo di esperienza, con spessore politico e amministrativo costruito in decenni di impegno pubblico. Non un candidato improvvisato, ma una guida sicura in una fase complessa. Ricorda che le elezioni non si vincono per diritto acquisito. Vanno affrontate. Dall’altra parte, osserva, un centrodestra diviso, incerto sul nome da proporre, più concentrato su manifestazioni scenografiche che su un progetto coerente. Rivendica il metodo del centrosinistra: confronto alla luce del sole, pri
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