Il rispetto non è un decreto.Non è un comunicato stampa.Non è una fotografia ben riuscita.
@luigi.palamara Il rispetto non è in saldo. L'Editoriale di Luigi Palamara Il rispetto non è un decreto. Non è un comunicato stampa. Non è una fotografia ben riuscita. Il rispetto si costruisce ogni giorno, con la pazienza dei muratori e la coerenza degli uomini veri. Attraverso ciò che si fa. Attraverso ciò che si è. Non con ciò che si dice. Viviamo un tempo curioso, in cui si pretende autorevolezza per autocertificazione. Si confonde il ruolo con la statura, l’incarico con la credibilità, la nomina con la legittimazione morale. Ma il rispetto non è una poltrona: è una conseguenza. Il rispetto è figlio della schiena dritta, non delle ginocchia piegate. Chi cerca il rispetto senza meritarlo finisce per pretendere obbedienza, perché non sa ottenere stima. E allora diciamolo senza giri di parole: chi pensa di saltare queste due semplici fasi — fare e essere — magari tentando di comprarsi consenso, visibilità o silenzi, è fuori strada. Fuori strada perché il rispetto non si compra. Si conquista. E si può perdere in un attimo. Il rispetto nasce dalla coerenza tra parole e scelte. Dalla capacità di dire no quando conviene dire sì. Dal coraggio di restare soli quando sarebbe più facile confondersi nel rumore. Chi scambia il rispetto per un accessorio da indossare nelle occasioni ufficiali non ha capito la sostanza della cosa pubblica. Perché la politica, come la vita, è un esame continuo. E la pagella la scrivono i fatti. Il resto è scenografia. E su questo, non ci sono scorciatoie. Questo è. Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno
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