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“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

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LASCIARSI TRASFORMARE DALLA PRESENZA DI DIO

LASCIARSI TRASFORMARE DALLA PRESENZA DI DIO
Ma come?

Certamente aprendo il nostro cuore alla Sua misericordia e permettendo al Suo amore di operare interiormente in noi, per convertire sempre più il nostro modo di vivere, superando l’autosufficienza e aprendo così totalmente il cuore al progetto di Dio su di noi.

E, chiaramente, questo percorso richiede da parte nostra un vivere continuamente alla presenza di Dio, soprattutto attraverso la preghiera e il nostro abbandono fiducioso in Lui.

Questo lavoro continuo di Dio in noi ci aiuta a scoprire le nostre fragilità, lasciando che sia Lui a illuminarle e a sciogliere le chiusure del nostro cuore.

Si tratta, dunque, di rimanere continuamente in dialogo con Lui durante la giornata, non solo nei momenti di preghiera che da sempre recitiamo, ma anche nel nostro modo di guardare la realtà, lasciando che ogni nostro sguardo si trasformi nel modo di guardare le persone e le cose proprio di Gesù.

È chiaro che una trasformazione così non è frutto del nostro sforzo personale — anche se il nostro “sì” non può mancare — ma è un dono dello Spirito da accogliere continuamente, passando da uno stile di vita chiuso in noi stessi a una vita illuminata dalla grazia.

E certamente aiuta anche l’ambiente esterno qui intorno a casa, a Osidda, con la presenza costante del silenzio, arricchito di tanto in tanto dal suono dei campanacci degli animali che pascolano quasi accanto, così come dallo sbocciare dei piccoli fiori del prato, già gioiosamente spuntati in questo inizio di primavera. E ancora, la luce e la serenità donate dalla cornice sfumata delle colline e delle montagne tutt’intorno.

Sì, è proprio vero: l’anima, il cuore e tutta la nostra vita hanno sempre bisogno di serenità e quindi di luoghi in cui poter “sentire e sperimentare Dio” che ci avvolge con il Suo abbraccio e il Suo respiro. A tal punto che anche pregare il Breviario o il Rosario, o celebrare la Santa Messa, sembrano fiori ancora più belli e festosi, proprio perché illuminati dalla presenza del parco intorno e da questo verde “divino” che madre terra ci mette a disposizione.

Mi pare di sperimentare una spiritualità che respira a due polmoni: il polmone di Cristo dentro di noi e il polmone di Cristo in mezzo a noi. Chissà… forse un po’ del “castello interiore” di Santa Teresa d’Avila, illuminato da altre spiritualità che sembrano accennare, nei nostri giorni, anche a un “castello esteriore” come cammino di santificazione.

Così ogni incontro con la gente diventa un vero momento teologale: più vivo la comunione con gli altri, più sento profonda la comunione con Dio.

Veramente interessante e profondo, allora, il passaparola di oggi, che sembra tracciare cammini sempre nuovi e attuali per il nostro incontro con Dio.

Don Nino Carta
3.3.2026

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