Primarie del 15 marzo: non scegliete un nome. Scegliete il coraggio.
Il 15 marzo 2026 non si vota solo per un candidato.
Si vota per un modo di stare al mondo.
L'Editoriale di Luigi Palamara
Gli elettori del Partito Democratico di Reggio Calabria sono davanti a una scelta che, per una volta, non può essere liquidata con l’abitudine. Non basta dire “siamo di qua” per vincere. Non basta l’appartenenza. Non basta la disciplina.
Bisogna decidere che cosa si vuole fare di questa città nei prossimi dieci anni.
Tre candidati. Tre storie diverse. Tre messaggi politici differenti.
Mimmo Battaglia
È il sindaco facente funzioni. È il candidato unitario del PD. È la continuità amministrativa.
Rivendica ordine nei conti, credibilità istituzionale, stabilità. Parla di visione mediterranea, di Europa, di posizionamento strategico.
Chi lo vota sceglie la prosecuzione di un percorso iniziato dodici anni fa. Sceglie l’idea che il lavoro fatto sia stato sufficiente per ripartire. Sceglie l’esperienza interna, la macchina amministrativa conosciuta dall’interno.
Ma deve porsi una domanda onesta: la continuità basta a colmare la distanza che molti elettori avvertono tra Palazzo e città?
Massimo Canale
È l’eretico dichiarato. Viene dal PD ma ne è uscito per costruire Onda Orange, una lista civica che punta sul rapporto diretto con i quartieri, sull’ascolto, sulla rottura con certi meccanismi interni.
Parla di “mucca nel corridoio”: i problemi evidenti che nessuno vuole nominare. Parla di metodo, competenza, discontinuità amministrativa pur restando nell’alveo del centrosinistra.
Chi lo vota sceglie di dire che qualcosa non ha funzionato. Sceglie di rischiare. Sceglie di riportare al centro l’elettore deluso, quello che non vota più.
Ma deve chiedersi: la critica è sufficiente a trasformarsi in governo stabile?
Giovanni Muraca
È stato nel PD. È stato assessore. È stato consigliere regionale. Negli ultimi giorni ha scelto Casa Riformista. Ha parlato di spazio moderato, di sicurezza, di contenitore liberale.
Rivendica competenza tecnica, esperienza amministrativa, attenzione ai servizi concreti: strade, sottoservizi, riscossione, rifiuti.
Chi lo vota sceglie una collocazione più centrista dentro il campo largo. Sceglie l’idea che serva pragmatismo prima ancora che identità.
Ma deve domandarsi: il cambio di casa politica è un rafforzamento o un segnale di frammentazione?
La questione vera
Il PD reggino non soffre di mancanza di nomi. Soffre di fiducia.
C’è un elettorato che si è allontanato. Non perché sia diventato di destra. Ma perché non si sente più ascoltato. Perché vede opere incompiute, cambi di assessori, partecipate al centro di tensioni politiche. Perché percepisce una distanza.
Il 15 marzo non è un congresso interno. È un test di credibilità.
Se alle primarie parteciperanno in pochi, sarà un segnale grave.
Se parteciperanno in tanti, sarà un segnale di vitalità.
Ma attenzione: partecipare non basta. Bisogna scegliere con lucidità.
Non votate per simpatia.Non votate per riconoscenza.Non votate per fedeltà personale.
Votate chiedendovi chi, tra questi tre, può:
* ricucire il rapporto tra PD e città;
* garantire competenza amministrativa senza arroganza;
* parlare anche a chi oggi non vota più;
* evitare che il centrosinistra si presenti diviso alle comunali.
La politica locale è fatta di dettagli: una strada asfaltata bene, una tassa riscossa con equità, una partecipata gestita con criteri chiari. Non di slogan.
Reggio non ha bisogno di un capo.
Ha bisogno di una guida che sappia dire dei no.
Che sappia scegliere le persone giuste.
Che sappia assumersi responsabilità senza scaricarle.
Il 15 marzo non scegliete il più rassicurante.
Non scegliete il più polemico.
Non scegliete il più nuovo o il più esperto per principio.
Scegliete chi vi convince che, tra cinque anni, potrete dire:
“Abbiamo fatto la scelta giusta.”
Perché questa volta non è in gioco solo una candidatura.È in gioco la credibilità del centrosinistra a Reggio Calabria.E quella, una volta persa, non si ricostruisce con un comunicato stampa.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontano
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