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“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

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Lazzaro vieni fuori!

La Parola della Domenica
V di Quaresima A                                             22.03.2026

Ez 37,12-14; Rm 8,8-11; Gv 11, 1-45                     Lazzaro vieni fuori!
L’episodio narrato da Giovanni è l’ultimo “segno” compiuto da Gesù prima della sua passione e crocifissione. Di solito si descrive il “segno” come resurrezione di Lazzaro, in realtà dovremmo intendere ritorno alla vita dell’amico di Gesù. Lazzaro morirà, come tutti noi, come Gesù. Siamo tutti mortali: è la condizione dell’essere in questo mondo. Solo Gesù, crocifisso, è Risorto, ha aperto quest’esistenza mortale alla definitività della vita piena-abbondante-eterna (vedi Gv 10,10), che tutti desideriamo. Lazzaro, che in ebraico significa “Dio ha aiutato”, è un segno, più che il miracolo, che intende offrirci Gesù di fronte alle tante malattie e morte che ci portiamo dentro questa vita per le nostre chiusure egoistiche-cattive, prigionieri delle tante bende che nel fetore del male e del peccato, avvolgono e bloccano le relazioni umane, quelle che profumano di vita bella e beata, fraterna. Gesù pur avendo saputo della malattia dell’amico Lazzaro e della pena delle sorelle di lui, Marta e Maria, non si scompone, e si mette in cammino solo dopo aver saputo che Lazzaro era morto. Che vuol dire? L’evangelista Giovanni con quest’ultimo “segno” vuol farci comprendere la vera identità di Gesù, già segnalato nel suo prologo (Gv 1, 1-18). La vita umana è da Dio, non viene da noi, è dono che non possiamo possedere egoisticamente altrimenti va in putrefazione, al contrario va custodita donandola, come ha fatto Gesù (vedi Mt 16,24-27; Gv 12, 24-26): il dono di sé è il dna del nostro essere umani e l’apertura alla vita che non muore dentro e oltre l’inevitabile morte biologica. Ma è necessario rispondere alla chiamata, vocazione, di Dio in Gesù: “Lazzaro-umanità, vieni fuori”. Dio scommette sulla nostra libertà, sulla nostra risposta responsabile: vuoi liberarti dalle bende della morte? Ma da solo (egoismo) non ne sei capace: “Liberatelo e lasciatelo andare”.

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