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“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

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Le stelle più brillanti siete voi

Le stelle più brillanti siete voi
di Luigi Palamara
Sei nato fortunato
te l’hanno detto in silenzio
mentre dormivi
con le mani chiuse
come chi stringe un segreto.

Ma i segreti
sono timidi
non bussano forte
restano sul comodino
accanto al pane caldo
alla porta sempre aperta
alla luce accesa anche tardi.

E tu vivevi
correvi
volevi il mondo intero
senza accorgerti
che il mondo intero
era seduto a tavola
ogni sera
di fronte a te.

Le giornate felici
non fanno rumore
passano leggere
come tovaglie stese al sole
e quando ti volti
sono già diventate anni
anni buoni
anni veri
anni che adesso ti guardano
con un’ombra dolce
che si chiama malinconia.

Avresti voluto dare di più
una parola in più
un abbraccio in più
un grazie detto meglio
meno fretta
meno orgoglio
meno egoismo vestito da sogno.

Due genitori
che hanno consumato le loro stagioni
perché tu potessi fiorire.

E tu
cieco di giovinezza
non avevi capito.

Si capisce sempre dopo
quando la casa è più silenziosa
quando la sedia resta vuota
quando l’odore del caffè
è soltanto memoria.

Sei partito
per una vita migliore
così dicevano le valigie
così diceva il treno
così diceva la città lontana.

E invece
la vita migliore
era quella imperfetta e luminosa
tra quelle pareti
tra quelle mani stanche
che ti accarezzavano la fronte
come si accarezza un futuro.

“Avrei dovuto restare”
lo dici adesso
al vento
alla sera
alle stelle.

Mamma
Papà
mi mancate.

Forse ero il preferito
forse la vostra più grande delusione
ma tutto ciò che sono
porta il vostro nome
come un’impronta invisibile
sul cuore.

Siete lo specchio
in cui mi riconosco
la radice
che ancora mi tiene in piedi.

Voglio portarvi con me
ogni giorno
nel gesto semplice di essere migliore
nel ricordarmi da dove vengo
nel fare spazio alla gratitudine
come si fa spazio a un ospite amato.

E quando alzo gli occhi al cielo
tra tutte le stelle
ne scelgo due
le più brillanti
le più ostinate
le più vicine.

Siete voi.

E sotto quella luce lontana
mi sento ancora
figlio
protetto
voluto bene
immensamente.

Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno 
@luigi.palamara

Le stelle più brillanti siete voi di Luigi Palamara Sei nato fortunato te l’hanno detto in silenzio mentre dormivi con le mani chiuse come chi stringe un segreto. Ma i segreti sono timidi non bussano forte restano sul comodino accanto al pane caldo alla porta sempre aperta alla luce accesa anche tardi. E tu vivevi correvi volevi il mondo intero senza accorgerti che il mondo intero era seduto a tavola ogni sera di fronte a te. Le giornate felici non fanno rumore passano leggere come tovaglie stese al sole e quando ti volti sono già diventate anni anni buoni anni veri anni che adesso ti guardano con un’ombra dolce che si chiama malinconia. Avresti voluto dare di più una parola in più un abbraccio in più un grazie detto meglio meno fretta meno orgoglio meno egoismo vestito da sogno. Due genitori che hanno consumato le loro stagioni perché tu potessi fiorire. E tu cieco di giovinezza non avevi capito. Si capisce sempre dopo quando la casa è più silenziosa quando la sedia resta vuota quando l’odore del caffè è soltanto memoria. Sei partito per una vita migliore così dicevano le valigie così diceva il treno così diceva la città lontana. E invece la vita migliore era quella imperfetta e luminosa tra quelle pareti tra quelle mani stanche che ti accarezzavano la fronte come si accarezza un futuro. “Avrei dovuto restare” lo dici adesso al vento alla sera alle stelle. Mamma Papà mi mancate. Forse ero il preferito forse la vostra più grande delusione ma tutto ciò che sono porta il vostro nome come un’impronta invisibile sul cuore. Siete lo specchio in cui mi riconosco la radice che ancora mi tiene in piedi. Voglio portarvi con me ogni giorno nel gesto semplice di essere migliore nel ricordarmi da dove vengo nel fare spazio alla gratitudine come si fa spazio a un ospite amato. E quando alzo gli occhi al cielo tra tutte le stelle ne scelgo due le più brillanti le più ostinate le più vicine. Siete voi. E sotto quella luce lontana mi sento ancora figlio protetto voluto bene immensamente. Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno

♬ audio originale - Luigi Palamara
@luigi.palamara

Le stelle più brillanti siete voi di Luigi Palamara Sei nato fortunato te l’hanno detto in silenzio mentre dormivi con le mani chiuse come chi stringe un segreto. Ma i segreti sono timidi non bussano forte restano sul comodino accanto al pane caldo alla porta sempre aperta alla luce accesa anche tardi. E tu vivevi correvi volevi il mondo intero senza accorgerti che il mondo intero era seduto a tavola ogni sera di fronte a te. Le giornate felici non fanno rumore passano leggere come tovaglie stese al sole e quando ti volti sono già diventate anni anni buoni anni veri anni che adesso ti guardano con un’ombra dolce che si chiama malinconia. Avresti voluto dare di più una parola in più un abbraccio in più un grazie detto meglio meno fretta meno orgoglio meno egoismo vestito da sogno. Due genitori che hanno consumato le loro stagioni perché tu potessi fiorire. E tu cieco di giovinezza non avevi capito. Si capisce sempre dopo quando la casa è più silenziosa quando la sedia resta vuota quando l’odore del caffè è soltanto memoria. Sei partito per una vita migliore così dicevano le valigie così diceva il treno così diceva la città lontana. E invece la vita migliore era quella imperfetta e luminosa tra quelle pareti tra quelle mani stanche che ti accarezzavano la fronte come si accarezza un futuro. “Avrei dovuto restare” lo dici adesso al vento alla sera alle stelle. Mamma Papà mi mancate. Forse ero il preferito forse la vostra più grande delusione ma tutto ciò che sono porta il vostro nome come un’impronta invisibile sul cuore. Siete lo specchio in cui mi riconosco la radice che ancora mi tiene in piedi. Voglio portarvi con me ogni giorno nel gesto semplice di essere migliore nel ricordarmi da dove vengo nel fare spazio alla gratitudine come si fa spazio a un ospite amato. E quando alzo gli occhi al cielo tra tutte le stelle ne scelgo due le più brillanti le più ostinate le più vicine. Siete voi. E sotto quella luce lontana mi sento ancora figlio protetto voluto bene immensamente. Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno

♬ audio originale - Luigi Palamara

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